Firmato il patto di coesione: ora siamo nel Gruppo bancario cooperativo Iccrea

Il 30 aprile è stato siglato a Roma il documento con cui vengono sanciti i poteri di direzione e coordinamento della capogruppo e la definitiva adesione della nostra banca al nuovo percorso che accomuna 142 banche di credito cooperativo presenti in tutta Italia

Il logo orizzontale con i campi bianco e blu caratterizzante tutte le Bcc, accostato a quello del Gruppo bancario cooperativo Iccrea, ha accolto i soci all’annuale assemblea di bilancio. «Un fatto che, anche visivamente, chiarisce come ormai sia ufficiale il nostro ingresso nel gruppo bancario, che è nato lo scorso 6 marzo, a seguito del benestare della Banca Centrale Europea e al perfezionamento della Banca d’Italia dell’iscrizione all’albo -ha spiegato il presidente, Roberto Scazzosi. Martedì 30 aprile, infatti, come deciso all’ unanimità da noi soci mi sono recato a Roma a firmare il patto di coesione tra la nostra Bcc e il Gruppo bancario cooperativo Iccrea, che è il più grande gruppo bancario cooperativo italiano e, nella Penisola, è il terzo gruppo bancario per numero di sportelli ed il quarto per attivi. Con noi, ne fanno parte altre 141 banche di Credito Cooperativo dislocate su 1.738 comuni, con una rete di oltre 2.600 sportelli, più di 4 milioni e 200 mila clienti, 750 mila soci, con attivi per 153 miliardi di euro e fondi propri per 11 miliardi di euro. Si è quindi concluso il percorso che aveva preso il via con la nostra unanime decisione di maggio 2017 di unire i nostri 120 anni di storia al Gruppo bancario cooperativo Iccrea, con l’obiettivo di garantire stabilità alla nostra banca e alle comunità locali che hanno in noi un sicuro punto di riferimento e che avevamo ribadito a dicembre dello scorso anno quando, nel corso dell’assemblea straordinaria, abbiamo unanimemente approvato le modifiche al nostro statuto per adeguarlo, appunto, a quello del Gruppo bancario cooperativo Iccrea di cui siamo parte». Quella che si è celebrata domenica 12 maggio al teatro Sociale di Busto Arsizio, è stata dunque la prima assemblea del nuovo corso della nostra Bcc, ora parte ancora più integrante di un movimento che ha vissuto un 2018 caratterizzato da una positiva dinamica dell’intermediazione creditizia, sia con riguardo alla raccolta da clientela che agli impieghi vivi. Più in particolare, nel decennio 2008-2018 le Bcc hanno incrementato gli impieghi alla clientela di quasi 14 miliardi, pari ad una crescita percentuale del 10,4%, sensibilmente superiore a quella rilevata per le grandi banche. E, come misurato nel Bilancio di Coerenza 2018 del Credito Cooperativo, le Bcc hanno continuato a sostenere l’economia reale, con un’attenzione particolare ai piccoli operatori economici e alle famiglie, generando positivi impatti economici, sociali e culturali.

 

«In merito all’ adesione al Gruppo bancario cooperativo Iccrea, va detto che i poteri di direzione e coordinamento della capogruppo sono finalizzati ad assicurare unità di direzione strategica e del sistema dei controlli, nonché l’osservanza delle disposizioni prudenziali applicabili al gruppo e alle sue componenti -ha ricordato ai soci il presidente Roberto Scazzosi-. In base al contratto di coesione, inoltre, la capogruppo svolge tutte le funzioni attribuite alla capogruppo di un gruppo bancario dalla disciplina di vigilanza in materia di Risk Appetite Framework (“sistema degli obiettivi di rischio”), controlli interni ed esternalizzazione di funzioni nei gruppi bancari. È inoltre previsto che, al fine di assicurare l’unità del controllo strategico, gestionale e tecnico-operativo sul gruppo nel suo insieme e l’equilibrio gestionale delle singole banche affiliate, la capogruppo definisca le strategie, le politiche e i principi di valutazione e misurazione dei rischi per il gruppo e assicuri la coerenza del sistema dei controlli interni delle banche affiliate con le strategie, le politiche e i principi stabiliti a livello di gruppo». Ecco, allora, che il contratto di coesione sottoscritto a fine aprile disciplina il cosiddetto sistema Ews (early warning system), che è lo strumento preposto al controllo sull’ organizzazione e sulla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica delle banche affiliate, costituito dall’insieme di principi ispiratori, regole di funzionamento, aree di valutazione, indicatori, meccanismi di classificazione e interazione tra Capogruppo e banche affiliate. «Inoltre -nota ancora Scazzosi-, il contratto di coesione definisce gli interventi e le misure a disposizione della capogruppo con finalità di prevenzione e correzione delle situazioni di anomalia delle banche affiliate, ivi compresi i poteri di incidere sulla situazione patrimoniale e di liquidità, sulla riduzione del rischio, sulla dismissione di investimenti partecipativi e immobiliari, sulle politiche di distribuzione dei dividendi, sulla restrizione dell’attività e dell’articolazione territoriale». Un altro importante punto trattato dal contratto di coesione è il rispetto dei requisiti prudenziali, degli obblighi segnaletici e delle altre disposizioni in materia bancaria e finanziaria applicabili al gruppo e alle sue componenti. «Al riguardo, il contratto attribuisce alla capogruppo il potere di emanare disposizioni vincolanti per il rispetto dei requisiti prudenziali applicabili a livello consolidato -ha spiegato Scazzosi- e assegna alla responsabilità esclusiva della capogruppo la definizione e l’adozione delle metodologie di misurazione dei rischi a fini regolamentari ». Un altro ruolo importante la capogruppo lo svolge nelle decisioni di rilievo strategico delle banche affiliate. Proprio per questo, il contratto di coesione attribuisce alla capogruppo il potere di approvare preventivamente le operazioni delle banche affiliate che abbiano rilievo strategico sul piano patrimoniale o finanziario per il gruppo o per le singole banche affiliate, ivi comprese le operazioni di fusione, scissione, cessione o acquisto di beni e rapporti giuridici, l’acquisto di partecipazioni e immobili, l’apertura di succursali in Italia e all’estero, la prestazione all’estero di servizi senza stabilimento di succursali. Il contratto di coesione, infine, prevede la garanzia in solido delle obbligazioni assunte dalla capogruppo e dalle altre banche aderenti, nel rispetto della disciplina prudenziale dei gruppi bancari e delle singole banche aderenti.

In virtù dell’Accordo di Garanzia, ciascuna banca aderente al Gruppo bancario cooperativo Iccrea assume in solido, entro il limite dell’obbligo di garanzia individuale, le obbligazioni di ogni altra banca aderente che si rendesse inadempiente verso i propri creditori. L’obbligo di garanzia di ciascuna banca aderente è commisurato alle rispettive esposizioni ponderate per il rischio ed è contenuto entro il limite delle risorse patrimoniali eccedenti i requisiti patrimoniali minimi obbligatori di ciascuna banca aderente (il cosiddetto capitale libero, ndr), restando impregiudicato il rispetto di tali requisiti da parte delle stesse banche aderenti.

A valere sull’obbligo di garanzia di ciascuna banca aderente, entro i limiti del capitale libero, la capogruppo realizza gli interventi di sostegno finanziario necessari per assicurare la solvibilità e la liquidità delle singole banche aderenti, anche tenendo conto delle risultanze degli Ews, ed in particolare per assicurare il rispetto dei requisiti prudenziali e le richieste dell’Autorità di Vigilanza. «L’avere deciso di conferire al gruppo il potere di indirizzo e controllo sulla nostra banca è una scelta meditata e convinta, che rafforzerà l’intero sistema del credito cooperativo, farà mantenere ad ognuno la sua presenza autonoma sulle zone di riferimento e ci permetterà, tutti assieme, di fare meglio quello che abbiamo sempre fatto: valorizzare e sostenere la crescita dei nostri territori -chiosa il nostro presidente, Roberto Scazzosi-. E questo perché all’interno del Gruppo bancario cooperativo Iccrea la nostra Bcc, come tutte le banche aderenti, potrà continuare a servire, ancora e meglio, le proprie comunità di riferimento e, nel contempo, competere efficacemente nel mercato creditizio europeo e mondiale, apportando enormi benefici all’intero sistema Italia, assicurandosi maggiore efficienza, competitività e sviluppo tecnologico e garantendosi la possibilità di sopravvivenza, più volte messa in dubbio negli ultimi anni. Con la consapevolezza che, dal punto di vista della conduzione della banca, confermandoci virtuosi e meritevoli come lo siamo già oggi, manterremo gli spazi di movimento e l’autonomia che da sempre ha contraddistinto la nostra Bcc».