Insieme arriviamo ovunque: il valore dei fondamentali

Insieme arriviamo ovunque. Tre parole, nulla di più. Prendo in prestito il claim che il Gruppo bancario cooperativo Iccrea ha usato per “firmare” il trentesimo Giro d’Italia rosa perché è da qui che occorre ripartire. Tre parole secche che tracciano il modo, il moto e il traguardo in un percorso dove il fine non è il risultato in sé, ma lo spirito con cui lo si raggiunge. Vado però per gradi.

La prima parola: insieme. A dir la verità, il claim utilizzato da Iccrea è “in gruppo”, con un richiamo specifico al Gruppo bancario cooperativo e un rimando anche al gruppo ciclistico (trattandosi del Giro d’Italia femminile). Personalmente, preferisco il temine “insieme”: ha maggior forza nell’indicare un’azione collettiva, dove – nessuno escluso – viene lasciato indietro. L’insieme è unitarietà, caratterizza e distingue ciò che è dentro da ciò che è fuori. Quindi, necessariamente ci porta a partecipare. Se inseriamo questa breve riflessione nel nostro contesto aziendale e nel contesto del Gruppo del quale siamo ormai a pieno diritto parte operativa, è chiaro il modo con cui siamo chiamati a muoverci.

La seconda parola: arriviamo. È il senso del movimento. Non un movimento a caso o a vuoto, ma il raggiungere un traguardo. Quindi, è un movimento finalizzato: chi intraprende un cammino lo fa per raggiungere una meta. Terza parola: ovunque. È la destinazione. Che non significa tutti i luoghi, ma ciascuna comunità. Che non è piazzare una bandierina di occupazione, ma vivere un tessuto territoriale da protagonisti. Dovendo mettere assieme tutto questo, il risultato non è per nulla scontato. Ci sono l’unitarietà e la capillarità; ci sono lo spirito di squadra e la responsabilità del singolo; c’è anche quel necessario senso di appartenenza ad un Gruppo che sancisce non solamente la direzione da intraprendere, quanto e soprattutto il credere in determinati valori. Un collega di un’altra Bcc ha detto che “se è il risultato a guidare l’impresa, andremo sempre e solo dove siamo già stati; se è invece il valore a guidare il risultato, sapremo sempre di essere nella direzione giusta”. Come non condividerlo? Non ci deve spingere l’affanno del risultato, ma la concretezza di quei valori che ci hanno permesso di essere punto di riferimento di un territorio da più di 120 anni. Oggi più che mai, occorre tornare ai fondamentali: evitare il fascino delle sirene e dei ”segni più” a tutti i costi, per costruire relazioni e puntare alla solidità di un rapporto. Del resto, una comunità è questo: un gruppo (persone, enti, aziende … ) che, nel suo piccolo, sa arrivare insieme ovunque. E, come è stato richiamato durante il recente Festival dell’Economia, occorre tornare alle comunità reali rivendicando la propria unicità e vivendo assieme al proprio territorio, alle proprie famiglie e alle proprie imprese. Noi ci siamo.