Cassazione: via l’assegno di divorzio se la ex non cerca lavoro

Una sentenza che farà storia. Il divorzio non dà diritto al mantenimento a vita dell'ex, che non cerca lavoro.

A seguito della separazione intervenuta tra coniugi, è legittima la revoca dell’assegno divorzile accordato alla moglie, qualora quest’ultima rinunci senza giustificato motivo a cercare una occupazione lavorativa pur in assenza di patologie e/o di condizioni di salute ostative allo svolgimento di attività lavorative, tenuta in giusta considerazione l’età del coniuge e anche la condizione economica. Nella fattispecie, la donna di quarantasei anni di età aveva già svolto nel recente passato lavori come addetta alle pulizie sia pure occasionalmente, mentre l’assegno divorzile revocato ammontava a complessivi duecento euro al mese.

Così la corte di Cassazione con la sentenza n. 2653 del 4 febbraio, mette la parola stop a una pratica che ha messo tanti uomini in ginocchio. Il matrimonio non è un piano previdenziale, dopo il divorzio, fatto salvo il dovuto mantenimento dei figli, l’assegno divorzile non spetta più a chi si rifiuta di cercare lavoro.

La sentenza ha fatto molto discutere. Sui social a una prima stima circa il 90% plaudono alla Cassazione, che mette così fine a una ingiustizia. “Purtroppo certe donne nel tempo se ne sono approfittate e hanno ridotto i loro ex in povertà”, si legge, oppure “Mi sembra giusto. Anche perché.. ..TUTTE A PARLARE DI AUTONOMIA, PARITÀ… Benissimo,.. allora cerchiamo anche di mantenerci !!!!!”

In diversi chiedono una revisione della legge, che porti a una maggiore equità e a regole certe. Essere in balia delle singole sentenze non aiuta.”Ci vuole una Legge Nuova e completa perché con le Sentenze varie siamo legati alla probabilità minima di avere fortuna nel trovare il Giudice che legga le carte quindi siamo rovinati”. Sacrosanto il mantenimento dei figli, che in una crisi di coppia non c’entrano nulla, per il resto ognuno per sé, questa è la richiesta forte che arriva dalla società.