In crescita l’utile, la raccolta e gli impieghi. I crediti deteriorati sono in diminuzione

Con l’unanime voto dei soci, l’assemblea della nostra Bcc ha approvato il bilancio dell’esercizio 2018, che si è chiuso con tutti i segni positivi: crescono, infatti, raccolta, redditività e impieghi e diminuiscono i crediti deteriorati. Unanimità anche nella votazione di destinazione dell’utile netto, che ammonta a 2.622.001 euro: alla riserva legale sono stati destinati 2.293.340,97 euro; ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, pari al 3% degli utili netti annuali, 78.660,03 euro; ai fini di beneficenza e mutualità 250 mila euro. E, ora, il patrimonio netto della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate è di 101 milioni e 314.280 euro. Nel dettaglio, l’utile lordo si è attestato a 3,1 milioni di euro; il margine di intermediazione è pari a 35,4 milioni di euro, in aumento rispetto ai 34 milioni registrati al 31/12/2017; la raccolta diretta che ha sfiorato un aumento del +6% (+9,7% la raccolta complessiva): «I volumi di raccolta diretta si sono attestati a 876,898 milioni di euro, con un aumento di 48,3 milioni rispetto a dicembre 2017 -ha sottolineato il direttore generale, Carlo Crugnola- e tutte le forme di raccolta mostrano incrementi rispetto all’anno precedente con l’esclusione dei prestiti obbligazionari che manifestano un decremento del 15,22% Tale dinamica è dovuta essenzialmente alle diverse scelte di investimento fatte dai sottoscrittori dei prestiti obbligazionari scaduti oppure rimborsati nel corso dell’anno». Gli impieghi netti hanno fatto segnare un +1% (ora sono a oltre 717 milioni di euro) e la copertura del credito deteriorato ha superato il 50%, quota che sale al 65% guardando alle sole posizioni in sofferenza.

«Da sottolineare il fatto che, nonostante il perdurare di una difficile situazione generale, si è registrato un significativo decremento delle partite deteriorate, principalmente dovuto alle operazioni di cessione e cartolarizzazione di crediti non performing realizzate nel corso dell’anno -ha spiegato il direttore generale-. Nel complesso, l’incidenza dei crediti deteriorati lordi sul totale dei crediti (il cosiddetto “Npl Ratio”, ndr) si attesta al 13,48%, in sostanziale diminuzione rispetto a dicembre 2017 (quando era al 20,17%). In generale tutto il credito deteriorato è diminuito, con un -34,4% rispetto al 2017 e con punte di -42,7% delle sofferenze, grazie alle due operazioni di cartolariz zazione strutturate dalla capogruppo nel corso del 2018». Anche gli interessi attivi hanno fatto registrare un aumento, passando dai 24,8 milioni del 31 dicembre 2017 ai 27,5 milioni di fine 2018; gli interessi passivi sono diminuiti del 8,6%, passando dai 4,9 milioni del 2017 ai 4,5 milioni del 2018, «una flessione dovuta essenzialmente ad una riduzione del costo della raccolta sui clienti -ha spiegato il direttore generale Carlo Crugnola-, mentre il margine d’interesse, nettato degli interessi da attualizzazione, mostra un incremento di 1.332 milioni di euro, pari ad un +6,69 per cento».

«Le commissioni nette -ha ripreso Crugnola-, nonostante un incremento di 300 mila euro delle commissioni passive a seguito dei maggiori costi pagati sui servizi ricevuti, soprattutto nel comparto monetica hanno fatto registrare quasi un incremento del 3,92%, e ora risultano pari a 11,35 milioni di euro, rispetto ai 10,9 milioni del dicembre 2017». Sul fronte delle spese, quelle amministrative nel dato aggregato presentano una variazione assoluta pari a 615 mila euro, pari ad una variazione del 6% «riconducibile in gran parte a maggiori oneri e spese sostenute dalla banca a fronte delle numerose novità normative e gestionali introdotte», ha spiegato Crugnola; mentre quelle per il personale registrano uno scostamento di 395 mila euro rispetto al 2017: «Oltre allo strutturale incremento -ha ripreso il direttore generale-, la banca ha realizzato investimenti sul personale anche attraverso specifici percorsi ed iniziative formative, che hanno comportato benefici in termini di performance aziendale». Venendo ai principali indici economici, finanziari e di produttività, con cui il direttore generale Carlo Crugnola ha concluso la sua relazione ai soci, va detto che «a seguito del passaggio al nuovo sistema contabile che prevede l’impatto a patrimoni di voci precedentemente sterilizzate, il CET1 al 31 dicembre 2018 era al 15,9%, con una riduzione di un punto percentuale sul 2017 ma mantenendosi a livelli elevati se confrontati alla media del sistema bancario nazionale e al dato medio delle Bcc. Comunque – ha sottolineato Crugnola- a seguito dell’entrata nel Gruppo bancario cooperativo Iccrea e grazie alla definizione di un diverso modello di business per parte del portafoglio titoli, il CET1 al primo gennaio 2019 era risalito al 17,33%». Ancora in aumento la percentuale di contribuzione delle commissioni sul margine di intermediazione (oggi al 33,66%) «grazie al percorso pluriennale di evoluzione del modello di business, alla ricerca di una maggiore indipendenza del risultato d’esercizio dall’andamento dei tassi»; importante l’abbattimento delle sofferenze nette (ferme al 3,03%, con una diminuzione del 44,2%) «grazie alla partecipazione alle due operazioni di cessione GACS I e GACS 2, oltre ad ulteriori accantonamenti »; stabile al 65,7% il «cost Income», che è «ben al di sotto di quanto richiesto dalla capogruppo».