Solidarietà e Servizi, 40 anni di crescita

La cooperativa sociale di Busto Arsizio si appresta a festeggiare un importante traguardo nel segno della cura delle persone con disabilità e della valorizzazione professionale

Mancano pochi mesi al compleanno. In ottobre, la cooperativa sociale Solidarietà e Servizi di Busto Arsizio spegnerà le sue prime 40 candeline. Un traguardo importante, ma soprattutto il segno del grande cammino fatto da quel “lontano” 1979, quando un gruppo di persone decise di mettersi insieme per dare delle risposte a livello sociale, in particolare di assistenza e cura delle persone con disabilità. Da allora la cooperativa ne ha fatta molta di strada: oggi è una realtà articolata che, pur mantenendo il cuore in Lombardia, nella provincia di Varese, opera in cinque regioni, 23 province e 126 Comuni. Con Solidarietà e Servizi lavorano 1.565 persone (dati al 31 dicembre 2018), quasi la metà under 35 e l’80% assunto a tempo indeterminato; la cooperativa ha 808 soci, di cui 626 sono soci lavoratori, e l’anno scorso ha generato ricavi per oltre 26 milioni di euro. Ma più dei numeri, per questa realtà contano i valori. «Mai più soli … insieme ci riusciamo. È questa la nostra mission, la nostra visione, il nostro desiderio continuo», afferma Domenico Pietrantonio, presidente del Consiglio di Gestione della cooperativa indicando il quadro che campeggia sulla scalinata principale della sede di piazza XXV Aprile a Busto Arsizio. I tre ragazzi disabili che lo hanno realizzato – Ugo, Mirko e Amedeo – hanno usato un azzurro acceso e un arancio brillante per raffigurare un intenso abbraccio tra due persone. «Le mani. Se osserviamo le mani, l’una più vigorosa e l’altra più gentile e minuta, emergono i due valori della nostra cooperativa: la capacità di decisione e la sensibilità. Ecco qui è riassunto quel “mai più soli” che accompagna il nostro agire quotidiano: non assistenza, ma valorizzazione della persona», prosegue.
L’agire di Solidarietà e Servizi si concretizza in quattro aree: disabili, minori, socio sanitaria e lavoro. Non necessariamente in ordine di importanza. «Siamo una cooperativa sociale di tipo A, quindi che si occupa gestione dei servizi socio-educativi e socio-sanitari, ma siamo anche di tipo B, ovvero facciamo lavorare persone disabili e svantaggiate, valorizzando i loro talenti e favorendo la loro autonomia, nel lavoro e nella vita in generale», sottolinea Pietrantonio. Operando a cavallo di queste due macro aree, Solidarietà e Servizi si è rivolta nel solo 2018 a più di 26 mila persone: 4.300 persone dell’area Disabili, quasi mille dell’area Lavoro, 19 mila dell’area Minori e quasi 1.500 con i servizi sanitari domiciliari. Un volume impressionante. «Tutti dicono oggi di mettere la persona al centro», puntualizza. «Ce lo sentiamo ripetere da più parti e da più realtà che operano negli ambiti più diversi. Ma in concreto cosa significa? Non assistenza, ma valorizzazione della persona. Farla diventare coprotagonista di quello che fa la cooperativa in tutte le sue aree di attività». Come un mantra, ritorna il “mai più soli” che «è un desiderio: non c’è la disabilità, ma c’è la persona; non ci sono le difficoltà, ma talenti da valorizzare ». E questo si traduce in un approccio ben preciso. Ad esempio, il “Dopo di noi” e il, forse più impellente, “Durante noi” ovvero i percorsi verso l’autonomia dalla famiglia di persone con disabilità. «Abbiamo da poco inaugurato due appartamenti protetti a Legnano che rispondono al desiderio di autonomia di queste persone. E in questa direzione si inserisce anche il progetto di housing sociale», continua Pietrantonio. Stesso approccio per l’inserimento lavorativo di queste persone. «Scommettiamo su commesse e servizi sfidanti, anche per far emergere in modo particolare la dignità della persona attraverso il lavoro». Solidarietà e Servizi opera per aziende di primissimo piano a livello nazionale, offrendo lavorazioni meccaniche, assemblaggi e confezionamento, rigenesi, gestione documentale, business process outsourcing, servizio di ricerca, selezione e inserimento di personale appartenente alle categorie protette a supporto delle attività produttive e di servizi. I nuovi spazi di viale Toscana a Busto Arsizio, acquisiti nemmeno un anno fa, oggi danno lavoro a 51 persone disabili e sono già il cuore pulsante del progetto Autonomia e Lavoro che coinvolge oltre 150 persone e integra le attività dei Centri Socio Educativi e Servizi di Formazione all’Autonomia per disabili con quelle dell’area Lavoro.
A 40 anni, Solidarietà e Servizi è una realtà matura ma ancora in profonda evoluzione. «Il contesto dove operiamo è in cambiamento e impone di rivedere strategie e obiettivi – riflette Pietrantonio -. A fronte di risorse sempre più esigue a disposizione degli enti pubblici e di bisogni che invece sono in costante crescita, la risposta non può essere affidata esclusivamente ad una dinamica di affidamento dei servizi tramite appalto. La qualità del servizio è il nostro punto di riferimento e in quest’ottica la strada da percorrere sarà quella di un incremento e sviluppo dei servizi a gestione diretta». Una nuova sfida che, facendo leva su alcuni aspetti in comune, ha trovato nella Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate un partner d’eccezione. «Ci lega non solamente la condivisione della natura giuridica, ma l’importanza che viene data alla relazione fiduciaria dove la reciproca conoscenza è fondamentale», dice Pietrantonio. Inevitabilmente torna l’elemento della persona. «La conoscenza si basa sulla relazione, su un rapporto trasparente e sulla condivisione di ciò che si fa. Elementi che sono indispensabili per chi vuole continuare a crescere». Così anche il “Mai più soli … insieme ci riusciamo” che è l’anima di Solidarietà e Servizi diventa anche il valore aggiunto di un istituto di credito che ha fatto della rete e del territorio i punti di forza per dare risposte ad una comunità.