Cambia il nostro direttore generale Roberto Solbiati alla guida della Bcc

Carlo Crugnola raggiunge la pensione e per proseguire nella buona gestione dell’istituto nel segno della continuità il consiglio di amministrazione affida il timone al suo vice, forte di un percorso formativo tutto interno alla nostra banca. Al suo fianco nominato Annibale Bernasconi

Cambio al vertice della struttura della nostra Bcc. Carlo Crugnola, che da inizio 2019 aveva assunto il ruolo di direttore generale, ha raggiunto il momento della pensione e al suo posto è stato chiamato colui che in questi quattro anni ne è stato il vice, Roberto Solbiati, che, a sua volta, passa il testimone di vice direttore generale ad Annibale Bernasconi.
La staffetta ufficialmente è avvenuta a far data dal primo luglio, ma la presentazione del cambio è stata anticipata nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta martedì 21 giugno. Ampia l’eco che ne è scaturita sulle varie testate (ne trovate una selezione nell’edicola dedicata della pagina qui a fianco), a dimostrazione di una ritrovata attenzione dei media, non solo del territorio, per quanto avviene nelle banche locali.
Del resto, dopo due anni di estreme difficoltà causate dalla pandemia e con l’incertezza totale a seguito del conflitto in corso nella nostra Europa, le banche locali come la nostra Bcc sono chiamate a un ruolo di primo piano per sostenere l’economia territoriale. «Sarà un autunno difficile per famiglie, piccole imprese e anche banche. Noi però abbiamo a disposizione gli strumenti giusti e faremo quello che andrà fatto per sostenere l’economia del nostro territorio», è infatti la prima dichiarazione del neo direttore generale, che richiama il «Whatever it takes», la famosa frase pronunciata nel 2012 da Mario Draghi, ai tempi presidente della Bce, che tradotta dall’inglese significa: «Costi quel che costi».
E che ce ne sarà bisogno è abbastanza scontato, dal momento che, come ha rivelato Il Sole 24 Ore di domenica 19 giugno, «quasi metà delle aziende che ha chiesto gli aiuti ora è in difficoltà, soprattutto le piccole e medie imprese. L’aumento dei tassi di interesse, infatti, rischia di togliere efficacia alle misure a supporto della liquidità delle imprese. E questo perché almeno una buona metà del milione e mezzo di attività e di aziende che hanno avuto linee di credito di valore superiore ai 30mila euro a partire dal 2020 ha preferito indebitarsi a tasso variabile. Così, con gli aumenti dei tassi di interesse che sono ormai iniziati da un mese, adesso sono a rischio i rimborsi».

«In effetti ormai viviamo un periodo di incertezza continua, con problemi e difficoltà che si sommano le une alle altre -ha detto il nostro presidente Roberto Scazzosi alla presentazione del cambio di direzione-. Così, se il compito di Crugnola è stato complicato, quello che aspetta Solbiati forse lo è ancora di più. Carlo ha affrontato un periodo estremamente delicato e complesso, sia dal punto di vista interno, dal momento che questi anni sono stati caratterizzati dall’ingresso nel Gruppo bancario cooperativo Iccrea, sia da quello esterno, prima con l’emergenza pandemica e subito dopo dallo scatenarsi del conflitto in Ucraina. Questioni, quelle esterne, che ci siamo trovati ad affrontare in totale emergenza, perché impreviste e imprevedibili e che hanno generato un clima di incertezza oggettivamente difficile da gestire, soprattutto pensando a un territorio come il nostro che è ad alta intensità imprenditoriale. Debbo comunque dire che tutto il personale della banca ha fatto bene la propria parte e che il management ha saputo mantenere ben dritta la barra di navigazione. Compito che ora spetta soprattutto a Solbiati e in cui non può sbagliare, perché le difficoltà che abbiamo davanti sono facilmente prevedibili e, quindi, vanno messe in atto da subito le strategie per affrontarle e per sostenere le nostre aziende, le nostre famiglie e le nostre comunità».
«Venendo al cambio del direttore generale, va detto che la scelta del consiglio di amministrazione si muove nella duplice direzione di dare continuità alla buona gestione del nostro istituto e di investimento sulle risorse interne -ha proseguito il presidente-. Del resto la nostra Bcc già da anni ha scelto di coltivare al suo interno il proprio management, facendolo crescere in esperienza, competenza e professionalità, e l’investimento che abbiamo fatto su Solbiati parte da lontano e si è mosso nell’ottica di mantenere ben saldi i valori della cooperazione e della mutualità, coltivare profonde radici sul territorio e perseguire una gestione attenta basata sulla solidità dell’istituto e sulla vicinanza a famiglie e imprese».
Pronto a godersi la meritata pensione dopo «una vita passata a pensare al lavoro», Carlo Crugnola, che per 19 anni ha gestito anche l’area Finanza della nostra Bcc, ha così sintetizzato i suoi ultimi quattro anni come direttore generale: «È stata una bella sfida; un percorso impegnativo che ci vede oggi pronti a una piena operatività con Iccrea. L’essere parte di un gruppo, l’unico gruppo bancario a capitale interamente italiano, è sicuramente un’opportunità nell’ottica di dare sempre maggior sviluppo alla cooperazione del credito. Negli ultimi anni il lavoro fatto è stato incentrato a consolidare sempre più l’istituto, rendendolo una banca moderna e pronta per affrontare un futuro che, oggi, ha degli elementi di grande incertezza».

Ma pur di fronte a un orizzonte denso di nubi, il nuovo direttore generale ha lo sguardo tranquillo, «anche perché -dice Roberto Solbiati- gli ultimi anni, insieme con Crugnola e lungo le linee indicateci dal consiglio di amministrazione, ho lavorato per disegnare il futuro della nostra Bcc attraverso una revisione dell’organizzazione interna e una sempre maggiore valorizzazione dei dipendenti. Abbiamo creato un’organizzazione Hub&Spoke disegnata con cura, che nulla ha a che vedere con quella delle banche grandi e che ci permette di presidiare al meglio il territorio di dare risposte veloci a soci e clienti. In altre parole, dal punto di vista organizzativo oggi abbiamo un istituto che concretizza tutto il valore del Credito Cooperativo, cioè affermare l’importanza della relazione con il territorio nell’ottica di ascolto, fiducia e crescita reciproca. E questo significa anche essere presenti, cioè esserci davvero. Così, dove altri istituti hanno deciso di chiudere le proprie filiali, noi invece abbiamo investito potenziando le nostre, perché vogliamo continuare a essere un punto di riferimento per famiglie e imprese, fisicamente presente sul territorio. Un territorio di cui siamo senza alcun dubbio attori e protagonisti, non solo dal punto di vista della crescita economica, e in cui vogliamo rafforzare sempre più le sinergie con tutti gli altri stakeholder»
«Dal punto di vista delle direttrici lungo cui si muoverà la nostra Bcc, invece -ha poi spiegato Solbiati-, sono quelle su cui anche tutto il Gruppo bancario cooperativo Iccrea è impegnato. I nostri principali target, pertanto, saranno proprio quelli del piano industriale del Gruppo: qualità del credito, profittabilità, alto profilo di capitale e un importante impegno sul fronte dell’Esg (che è l’acronimo di Environmental, Social and Governance e si riferisce ai tre fattori centrali nella misurazione della sostenibilità di un investimento, ndr), che per noi significa sostegno al territorio e alla transizione delle piccole e medie imprese verso modelli concreti di sostenibilità, sviluppo dell’innovazione e della digitalizzazione, valorizzazione dei talenti femminili».
A fianco di Solbiati, il consiglio di amministrazione ha nominato vice direttore generale Annibale Bernasconi, 53 anni, forte di una più che ventennale esperienza all’interno prima della Bcc di Lesmo, in cui ha ricoperto il ruolo di responsabile di varie aree (controlli, compliance, anti riciclaggio, risk management) per arrivare alla carica di direttore generale, quindi, a seguito della fusione, nella Bcc Brianza e Laghi, col ruolo di vice direttore generale vicario, per approdare infine a Busto Garolfo nel 2019, come responsabile dell’area Pianificazione e Controlli.

HANNO DETTO:

Mauro Colombo
Vice Presidente vicario
Bcc Busto Garolfo e Buguggiate

Nel corso dell’ultima assemblea della Federazione lombarda sono stati illustrati i risultati principali di un’indagine svolta dai ricercatori dell’Università Cattolica, con Federcasse e la stessa Federazione lombarda, volta a verificare l’eventuale beneficio generato dalla prossimità al credito cooperativo per il sistema imprenditoriale del nostro Paese che, come è noto, per oltre il 99% è formato da piccole e medie imprese. L’indagine ha appurato come in 1.700 comuni l’unica sede bancaria sia quella di una Bcc. E, per venire al nostro territorio, questo è ciò che accade anche a Canegrate, Dairago, Bodio Lomnago e Villa Cortese: comuni in cui siamo noi a dare un importante servizio per famiglie e imprese. Perché una filiale bancaria costituisce un presidio non secondario affinché le comunità locali possano restare attrattive e l’avere in paese un interlocutore reale può contribuire a non far perdere a imprenditori e imprese la “fiducia” nel futuro.

 

Diego Trogher
Vice Presidente
Bcc Busto Garolfo e Buguggiate

Lo scorso giugno, in occasione della XVII edizione del festival dell’Economia di Trento, è stata ribadita con forza l’importanza del ruolo della cooperazione, tema che mi sta particolarmente a cuore e che negli ultimi due mesi è stato al centro delle tante iniziative svolte dalla nostra Bcc, di cui diamo conto su questo numero della Voce. Una cosa è certa: la ripresa che stiamo faticosamente cercando tutti di mettere in atto non può che passare da un rilancio dei corpi intermedi, cioè di quelle formazioni sociali che operano in posizione mediana tra privato e pubblico. Le cooperative, appunto, come la nostra Bcc e come centinaia di altre realtà, anche del nostro territorio, che rispondono con rapidità ed efficacia ai bisogni che nascono nella cosiddetta società civile, indicando una terza via rispetto a concorrenza e libero mercato: quella dell’incrocio tra momento solidaristico e imprenditoriale, diventando un vero e proprio antidoto alle disuguaglianze e motore di sviluppo.

 

Giuseppe Barni
Presidente Comitato esecutivo
Bcc Busto Garolfo e Buguggiate

L’apertura della filiale di Corbetta, la nuova sede, il rilancio della mutua, un cambio di direzione generale nel solco della continuità e della crescita interna. Senza citarle tutte, vi sarete accorti che sono davvero molte le iniziative messe in campo negli ultimi periodi dalla nostra Bcc. E questo perché il profondo processo di cambiamento e l’accelerazione che stiamo tutti quotidianamente vivendo ci hanno resi ulteriormente consapevoli della necessità di svolgere ancora più attivamente il nostro ruolo di banca del territorio. Che è quello di arrivare là dove gli altri istituti non ci sono e di attivare quei circuiti virtuosi di sostegno, iniziative, promozione e conoscenza reciproca che sono necessari al “ben-essere” delle nostre comunità di riferimento. Per farlo abbiamo bisogno del sostegno dei nostri soci e clienti. Perché siamo una banca di persone e ognuno di noi deve diventare testimone e protagonista delle tante risposte che come banca del territorio possiamo dare.