Approvazione unanime in assemblea per il bilancio 2021 della nostra Bcc

Utile netto sopra i 5 milioni, patrimonio complessivo oltre i 102 milioni, sostegno continuo al territorio, aumento della solidità patrimoniale e riduzione del credito deteriorato netto al 2,75%, livello più basso dell’ultimo decennio: questi i principali indicatori del 2021

Bilancio 2021 approvato all’unanimità e patrimonio netto della nostra banca che ora sale a 102 milioni e 647.786 euro, grazie all’utile netto di 5 milioni e 39.489 euro con cui si è chiuso l’esercizio dello scorso anno e di cui 4 milioni e 608.304 euro sono stati destinati a riserva legale indivisibile, 151.185 euro al fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione e 280 mila euro ai fini di beneficenza e mutualità. Questa la decisione più significativa assunta nel corso dell’assemblea ordinaria 2022 della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate che, per la terza volta consecutiva con la formula del rappresentante designato, si è tenuta martedì 3 maggio presso la sala consiglio della sede di Busto Garolfo.
«Va sottolineato che abbiamo chiuso il 2021 con tutti i principali indicatori in crescita: crescono la raccolta, la copertura dei crediti deteriorati, la patrimonializzazione e il sostegno al territorio, chiudendo un anno che, per quanto ancora fortemente caratterizzato dall’emergenza pandemica, ci ha visto nuovamente svolgere fino in fondo il nostro ruolo di banca del territorio -ha detto il presidente Roberto Scazzosi nel suo discorso ai soci-. Anche quest’anno ci siamo confermati una banca solida, sana e forte, parte attiva del Gruppo bancario cooperativo Iccrea. E in un clima di grande incertezza come l’attuale, la solidità è l’elemento fondamentale che ci contraddistingue e che ci sta permettendo di fare la nostra parte anche in questo 2022. Molto è quanto abbiamo fatto nel corso dell’anno passato per il nostro territorio, sostenendo con oltre 337mila euro l’attività di enti, associazioni e amministrazioni locali: dopo un 2020 in cui il flusso più consistente di aiuti era stato dirottato sull’assistenza sanitaria, sulle emergenze sociali e sugli interventi destinati alle persone più fragili, il 2021 ha segnato un sostanziale ritorno alla normalità, con un impegno distribuito su più fronti: 78mila euro sono andati a parrocchie, oratori e organizzazioni benefiche come la Caritas; quasi altrettanti all’area “arte e cultura”, che ha potuto ripartire dopo i mesi di lockdown; 44mila euro sono andati agli enti educativi e assistenziali, 43mila alle onlus di vario genere impegnate sul territorio, 16mila all’ambito sanitario. I restanti fondi hanno contribuito a sostenere una miriade di realtà sportive e ricreative che avevano bisogno di nuovo slancio per riprendere l’attività dopo i mesi più bui della pandemia. Tutto questo è stato vitale per ricostruire quell’humus prezioso – fatto anche di cultura, arte, sport e socialità – che è indispensabile per la vitalità di un territorio; iniziative rivolte a persone di ogni età, dai bambini, ai giovani, agli anziani, che favoriscono le relazioni, la creatività, l’apertura degli orizzonti e, quindi, la crescita sia degli individui, sia della società nel suo complesso».

«Nel contesto di un anno complesso, limitato ancora dagli effetti della pandemia, la banca ha confermato la capacità di sostegno al territorio e di generare una buona redditività, perseguendo scelte di medio/lungo termine per mantenersi allineata agli scenari in continua evoluzione -è stato il commento del direttore generale, Carlo Crugnola-. Il risultato dell’attività, merito dell’impegno di tutte le strutture della banca che continuano a dimostrare una professionalità capace di affrontare momenti complessi come quelli trascorsi, ha così concorso a rafforzare ulteriormente il patrimonio netto ma soprattutto ad elevare ulteriormente i coefficienti di solidità patrimoniale con il CET1 (capitale primario/attività di rischio ponderate) che sale dal 17,90% al 20,09% contro una media del sistema bancario italiano del 15,2%, ed un Total Capital Ratio al 20,94%, facendo segnare un risultato che testimonia il raggiungimento di un livello di solidità tale da poter affrontare gli scenari avversi che si stanno prospettando, continuando però a cogliere le opportunità di sviluppo delle varie forme di business. Durante l’anno di esercizio, lo stock dei crediti lordi si attesta a 811 milioni di euro, con una crescita del 2,1%, a testimonianza di un continuo sostegno alle famiglie e alle imprese del territorio. Contemporaneamente è da registrare il miglioramento della qualità del portafoglio, con l’incidenza dei crediti deteriorati al 6%, proseguendo il trend discendente che vede l’indice in diminuzione di oltre 15 punti percentuali nel quinquennio.
E nonostante tale miglioramento, per anticipare gli effetti di un contesto economico in continua evoluzione sono stati innalzati in modo significativo gli accantonamenti prudenziali. Tale strategia ha inciso in maniera significativa sul risultato d’esercizio, con 12,2 milioni di euro di rettifiche di valore contro i 7,2 milioni del 2020, oltre ad ulteriori 1,3 milioni di accantonamenti prudenziali su impegni e garanzie rilasciate. Il grado di copertura dei crediti deteriorati ha raggiunto il 56,14%, in crescita di quasi 5 punti percentuali dallo scorso anno, portando il credito deteriorato netto al 2,75%, livello più basso dell’ultimo decennio».
Nel corso dell’assemblea sono state approvate, sempre all’unanimità, le modifiche al regolamento assembleare ed elettorale proposte dalla capogruppo e necessarie ad adeguarsi alle modifiche statutarie richieste da Banca d’Italia e riguardanti l’introduzione di una specifica previsione in base alla quale il numero dei componenti del genere meno rappresentato sia pari almeno al 33% dei componenti degli organi sociali, fatto salvo quanto disciplinato per la prima fase transitoria, che stabiliscono che per le banche di minori dimensioni o complessità operativa (come la nostra), l’adeguamento alla quota di genere è assicurato nella misura di almeno il 20% dei componenti dell’organo non oltre il primo rinnovo integrale dello stesso, effettuato dopo il 1° gennaio 2022, e comunque entro il 30 giugno 2024; per i rinnovi successivi, e comunque non oltre il 30 giugno 2027, anche per noi e per tutte le banche di minori dimensioni si applicherà la quota del 33%.