Un impegno forte per la transizione è nel dna della nostra banca locale

«Lo andiamo dicendo da diverso tempo e ne siamo intimamente convinti: non c’è produzione o consumo responsabile se non ci sono investimenti e risparmio responsabili. Anche, e soprattutto, quando si parla di sostenibilità e di tutela dell’ambiente». Mauro Colombo, vice presidente vicario della nostra Bcc, inquadra così un tema che, dice «sta nel dna stesso del nostro essere banca di credito cooperativo. I 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile introdotti dall’agenda 2030 dell’Onu, infatti, rappresentano in maniera coerente e concreta la traduzione in chiave moderna delle attività mutualistiche che le Bcc mettono in atto da più di un secolo a favore del benessere sociale, economico e ambientale dei territori di insediamento. Per questo motivo non possiamo che essere in prima linea per accompagnare il nostro territorio e le nostre imprese nel cammino verso la transizione, con la chiara volontà di voler contribuire ad un processo di transizione ecologica inclusivo, che non lasci indietro nessuno e ci consenta di continuare ad essere un punto di riferimento fondamentale per l’Altomilanese e il Varesotto».

Mauro Colombo

«Va sottolineato come il mutualismo, che è un valore fondante della nostra banca, è al tempo stesso la concreta declinazione di quel principio di ecologia integrale che si ottiene mettendo in relazione due delle tre dimensioni fondamentali per verificare, misurare, controllare e sostenere l’impegno in termini di sostenibilità di una impresa o di una organizzazione, ovvero il fattore “S” (Social) e il fattore “E” (Environmental) -sottolinea Diego Trogher, vice presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate-. In altre parole, l’ecologia integrale è il paradigma capace di tenere insieme fenomeni e problemi ambientali con questioni economiche e sociali. Se vogliamo rappresentarlo, basta pensare all’immagine di ecosistema, dove il concetto di cura dell’ambiente è sinonimo di tutela della comunità e delle persone e dove gli obiettivi ecologici e sociali sono parte stessa della strategia. E questo perché siamo consapevoli, oggi più che mai, del fatto che i disequilibri ambientali comportino forti impatti sociali sulle economie, e non solo quelle globali ma anche quelle locali, e sul welfare pubblico e privato».

Diego Trogher

«Come Bcc e con l’aiuto del Gruppo Iccrea abbiamo individuato una serie di leve strategiche trasformative, per rafforzare il ruolo che da più di un secolo ci contraddistingue come attore primario dello sviluppo sostenibile locale -spiega Giuseppe Barni, presidente del comitato esecutivo della nostra Bcc-. Valorizzare la cooperazione per combattere l’affievolirsi delle relazioni sociali e la crescita del sentimento di sfiducia, contrastare il disinteresse per il “bene comune”, proporre modelli cooperativi come alternativa valida alla gestione dei beni ambientali, controbilanciare l’omologazione dei modelli e favorire una cultura finanziaria ed imprenditoriale attenta alla sostenibilità e alla digitalizzazione. Premiare chi crea bene comune per investire nella trasformazione, nella meritocrazia, nell’inclusione sociale, nella transizione ecologica, valorizzando la nostra Bcc come banca non solo a misura d’uomo, ma che si prende cura del bene comune creando valore per la collettività. Infine, indirizzare la solidarietà verso la promozione di trasformazioni strutturali, secondo una visione di lungo termine anche a favore di quelle categorie che non possono esporsi in ambito di credito o investimento».

Giuseppe Barni
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