Torna “Aiutiamoci a Crescere”

Il claim del 2008 riproposto anche per il biennio 2011/2012 per dare continuità al lavoro fin qui svolto nella comunicazione e pubblicità. Così come “la mia banca è differente” gli slogan della nostra Bcc sono sempre incentrati ai valori di solidarietà e mutualismo

Negli ultimi due anni è stato claim, sintesi di un pensiero, marchio della differenza rispetto agli altri modi di fare banca. “Aiutiamoci a Crescere”, slogan adottato dalla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate nel 2008, si rilancia anche nel futuro prossimo venturo, biennio 2011 – 2012, tanto per continuare, poi si vedrà. «Il presupposto alla base di questa scelta è stato garantire la nostra presenza sul territorio con iniziative già collaudate o da portare a termine, tutte accomunate dall’obiettivo della crescita dell’economia reale –spiega il presidente Roberto Scazzosi–. Ribadiamo quindi un impegno che si è già concretizzato in diversi progetti e uno prospettico, perché la nostra banca è sempre alla ricerca di azioni nuove e più efficaci da dispiegare sul territorio». Ribadire il concetto oggi può avere diversi significati: per i consiglieri d’amministrazione Danila Battaglia e Rinaldo Borsa, rispettivamente, può «contribuire ad affermare l’immagine della Bcc sul territorio; un’immagine ferma e unitaria» e «fidelizzare il cliente e convincerlo che la Bcc è davvero una banca differente». Già, perché nulla si crea dal nulla e all’ultimo claim non si è arrivati per caso: «Aiutiamoci a Crescere nasce nel 2008, ma non dimentichiamoci lo slogan precedente “la mia banca è differente” –nota il vice presidente Mauro Colombo– perché una parte consistente degli utili è reimpiegata sul territorio che li ha generati». Aspetto, questo, su cui spende una riflessione anche la componente del Cda Cecilia Cardani: «la nostra peculiarità è reinvestire in iniziative sociali, benefiche e culturali sul territorio in cui operiamo; quindi ogni cliente, anche il piccolo, contribuisce a costruire una parte di futuro per le nuove generazioni». Segno inequivocabile, questo, dell’ordine seguito dalle cose in Bcc: prima i fatti, poi le parole, «perché –fa notare Borsa– il successo della campagna sta nella sua verità: la banca aiuta veramente le aziende, specie le piccole, a crescere e uscire dalla crisi». «La nostra mission, del resto, è sempre stata caratterizzata dallo spirito che va sotto l’insegna “Aiutiamoci a Crescere” ancora prima che questo slogan fosse coniato –prosegue Scazzosi–. La Cassa Rurale è nata e ha funzionato da sempre per contribuire a migliorare le condizioni economiche del territorio, quindi con l’occhio fisso alla sua crescita. In altre parole, noi pensiamo che non si possa fare qualcosa per il territorio che non sia finalizzato alla sua crescita». Una posizione ribadita dal vice presidente vicario Ignazio Parrinello, che così legge il claim di oggi e di domani: «Più che uno slogan Aiutiamoci a Crescere è un pensiero economico che va nella direzione della reciprocità tra banca locale e territorio. È un aspetto di quell’economia comportamentale, la cui formulazione, nel 2002, è valsa il Premio Nobel a Daniel Kahneman. Per la Bcc non c’è vera crescita se questa non è in parallelo a quella che interessa il territorio ». Non parole, quindi, anche se pesanti, ma qualcosa di differente e in più. «Il nostro slogan è il valore aggiunto della banca –continua Mauro Colombo–. È il modello stesso di una Bcc, quindi di un modo di fare banca in cui credo e che ci distingue. È uno slogan sentito e fortemente voluto, nella convinzione di dare vita a qualcosa di nostro, di fare della Bcc un meeting point del territorio in cui viviamo e lavoriamo». Precisato, quindi, che lo slogan non è una trovata estemporanea o appiccicata per convenienza, ricordiamo come il claim è nato, proprio con il suo coniatore, Adalberto Tomasello, responsabile dell’area Mercato. «L’ho pensato quando ero responsabile della filiale di Busto Arsizio; il messaggio che volevo mandare era semplicissimo: se ci conoscerete capirete la differenza del nostro essere banca. Sono convinto che se ci fosse una condivisione del principio alla base della cooperazione, delle nostre idee sul territorio e il suo sviluppo economico i clienti arriverebbero a frotte e la crescita sarebbe esponenziale. Bisogna chiarire questa equivalenza: far crescere la Bcc, il suo utile, significa far crescere il Nord Ovest in cui opera». Naturalmente una banca non fa accademia; l’efficacia di una sua campagna si misura sul campo e fa i conti con il momento economico, che nel caso in questione, non era il migliore. «Il lancio della campagna è avvenuto in un momento caratterizzato dalla peggior crisi di liquidità da decenni a questa parte –ricorda Tomasello–, quella crisi non ancora smaltita che portò il resto del sistema bancario a stringere i cordoni. Ma il Credito Cooperativo no, perché ha affrontato la crisi con performance sconosciute agli altri istituti bancari». Merito del legame forte con l’economia reale, quella che cura imprese e lavoro piuttosto che le alchimie della finanza: così è sempre stato per la Bcc, così, a maggior ragione, è oggi. «Aiutiamoci a Crescere significa coinvolgere i clienti, convincerli che devono fare la loro parte –spiega Tiziano Schiera, responsabile area Credito della Bcc–.

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Uno dei tanti concerti organizzati nelle chiese del territorio

La banca è stata sempre considerata come una cassa; noi, invece, vogliamo essere partner delle imprese nostre clienti, quindi per assumere dei rischi, che in questi momenti sono più alti della norma, serve un’autentica condivisione. La banca accetta di rischiare un po’ di più, ma anche l’impresa deve mettersi in gioco. È un atteggiamento realistico e responsabilizzante, una linea che manterremo perché nel momento delicato del finanziamento entrambe le parti devono essere attive». Aiutiamoci a Crescere, quindi, punta a essere un aiuto reale; non assistenza ma sostegno, non stampella ma strada da percorrere insieme. Bello a dirsi, ma praticabile, specie con queste lune? «Noi Bcc ce lo possiamo permettere –prosegue Schiera– perché lavoriamo con imprese che sono socie e con clienti che conosciamo bene perché attivi su questo territorio. Ecco il vantaggio di essere banca locale; niente è fatto al buio. Inoltre, rapportarsi ad aziende medio piccole, in molti casi a conduzione familiare, facilita ulteriormente la possibilità di venirsi incontro: se le figure del titolare e dell’amministratore coincidono le decisioni sono, almeno in linea di principio, più semplici da prendere». Aiutiamoci a Crescere, quindi, come modalità differente e nuova su cui basare la collaborazione fra banca e aziende: condividendo il rischio d’impresa, il cliente è accompagnato nel bene e nel male. Eventualità, quest’ultima, che, da un paio d’anni a questa parte, purtroppo si è affacciata più volte. «Per lanciare la campagna sembravano gli anni meno adatti –ammette Tomasello– invece il successo degli Univa bond ha smentito ogni previsione. E questo perché l’idea della Bcc è stata recepita. È chiaro a tutti che anche nelle criticità non abbandoniamo il cliente: la condivisione delle scelte come modus operandi ci premia». È possibile un bilancio? «Non credo si possano contabilizzare i risultati della campagna – risponde Tomasello–; io, come altri della struttura, abbiamo riscontri positivi sullo slogan, ma credo si debbano considerare anche altri aspetti. In tutto quello che fa la Bcc

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Stand della Bcc a “Casa in piazza”, manifestazione tenutasi a Varese lo scorso ottobre

non esiste soltanto la fondamentale componente economica. A noi importa il fattore etico, non assolutizziamo il ritorno contabile, guardiamo anche al territorio di cui, facendo parte, curiamo gli interessi ». Quindi una banca che guarda oltre il vetro degli sportelli per fare il bilancio della propria attività, una Bcc che non si guarda allo specchio, ma guarda in faccia i propri interlocutori, ossia gli altri attori del territorio. «La responsabilità sociale non è per noi della Bcc un problema astratto –incalza Parrinello–; è piuttosto il nostro legame con il territorio e la base per i tanti accordi che in questi anni sono stati stretti con le associazioni di categoria». Responsabilità, quindi, non semplicemente come correttezza nell’agire nei confronti degli altri, ma come attenzione per gli altri. «Aiutiamoci a Crescere è un claim centrato perché sintetizza quanto contenuto nella nostra Carta dei valori –osserva il direttore generale Luca Barni–: il soggetto è sempre noi, e mai io. Segno, questo, dell’importanza assegnata al concetto di pluralità e di appartenenza. Se siamo banca del territorio, siamo al suo servizio. Solo in questo modo il soggetto banca abbandona l’egoismo, rinuncia all’io come unica misura del proprio operato». Aiutiamoci suona sì come esortazione, ma non di chi sale in cattedra, piuttosto di chi si siede allo stesso tavolo con l’intento di collaborare. «Per gli Univa bond, per l’accordo siglato con Confcooperative abbiamo operato in modo diverso rispetto alle altre banche -riprende Barni-.
Queste ultime costruiscono un prodotto e lo propinano al cliente. La Bcc no. La Bcc chiede ai clienti: cosa ti serve? Stiamo parlando di un modo di rapportarsi completamente diverso; siamo alla personalizzazione, al vestito di sartoria, non al prêt-à-porter. Se per una grande banca questo non è possibile, per noi è naturale. Quando ci mettiamo attorno a un tavolo sappiamo che ognuno dei partecipanti è bravo a fare una cosa; da lì si comincia a ragionare per qualsiasi progetto, conoscendoci e conoscendo punti di forza, esigenze e disponibilità di ognuno». E se il progetto è una costruzione comune può succedere, come nel caso di Univa Bond, che la Bcc chieda soldi per erogarne ancora di più: se il principio è “a ognuno il suo” collaborare è più semplice e il risultato più sicuro. «Aiutiamoci a Crescere ha per me un significato montessoriano –commenta Danila Battaglia–; significa, come a scuola, aiutare a imparare, a fare meglio quello che si fa. È nello spirito dello scambio, della reciprocità. Anche la nostra banca, in questo modo, migliora in relazione al cliente e al territorio». Un aiuto che è quindi collaborazione, cooperazione, ma anche condivisione se, come dice Cecilia Cardani, «lavorare con la Bcc significa avere il privilegio di condividere gli stessi valori e di constatare l’attuazione degli obiettivi. È una forza, quella espressa dallo slogan, che nasce dall’unione fra la Bcc, i suoi soci e con clienti e partner». Mutui Casa, Energy e Cooperazione, accordo per la Cassa integrazione straordinaria, Univa bond, ma anche concerti, mostre, pubblicazione di libri: Aiutiamoci a Crescere è questo e quello che verrà.

 

02Pubblicità: nuove immagini raccontano i valori di sempre
Si rinnova la campagna pubblicitaria della nostra Bcc. Nel corso del 2010, cieli azzurri, nuvole candide e agende giornaliere sono stati i simboli associati all’idea di una banca dal futuro sereno e vicina nel presente ai suoi investitori e correntisti; dagli ultimi mesi dell’anno e per buona parte del 2011 queste immagini lasceranno il posto a una figura che evoca il concetto del “costruire” -la propria casa, la propria azienda, ma anche il territorio- tassello dopo tassello, su basi sicure. Il messaggio è: chi si rivolge alla Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate non solo trova un sostegno per edificare il suo futuro su fondamenta solide, ma sa anche che la nostra Bcc reinveste i suoi utili in iniziative per lo sviluppo dell’economia locale. Perché è proprio questa una delle ragioni della “differenza” della nostra banca: la convinzione profonda che il benessere degli investitori, dell’istituto di credito stesso e dell’intero territorio siano inscindibili, parte di un sistema che funziona quando tutti sono in condizione di lavorare al meglio. Per questo, a rimanere immutato nella campagna pubblicitaria è il motto “Aiutiamoci a Crescere”, coniato ormai due anni fa, in un momento drammatico per l’economia mondiale e per il settore creditizio in particolare. In tempi tanto burrascosi, la nostra banca ha saputo tenere ben saldo il timone e non è mai venuta meno ai suoi principi ispiratori, riuscendo davvero ad “aiutare a crescere” le famiglie e le imprese con una serie di azioni concrete, capaci di rispondere alle loro esigenze e necessità. Nei prossimi dodici mesi le nuove pubblicità faranno conoscere nella zona dell’Alto Milanese e del Varesotto i prodotti studiati dalla nostra Bcc. Sono state pianificate infatti circa ottanta uscite (quattro al mese per i periodi fra novembre/dicembre 2010, febbraio/ marzo, maggio e settembre 2011) sulle più importanti testate locali: le pagine di economia della Prealpina e della Provincia di Varese, la terza pagina di Città Oggi, e le pagine “Primo Piano” del Giorno nelle edizioni di Varese e Legnano. Senza dimenticare internet: le pubblicità della nostra Bcc continueranno a comparire sui più importanti siti locali di news, primo fra tutti Città Oggi Web.

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