Credito Cooperativo e Sace uniscono le forze per l’internazionalizzazione delle imprese

Una collaborazione nata dall’impresa, strutturata per l’impresa: aiutare le aziende del territorio a reperire le risorse finanziarie per la competitività internazionale.

Il sistema del Credito Cooperativo e il Gruppo Sace sono da oggi un punto di riferimento unitario ed importante per l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese e, in particolare, per risolvere uno dei problemi nodali per l’espansione delle Pmi: il reperimento delle risorse finanziarie necessarie allo sviluppo dei propri progetti di internazionalizzazione. Le Banche di Credito Cooperativo, infatti, grazie alla loro presenza capillare e alla conoscenza diretta dei soggetti economici che operano sul territorio, si sono candidate a svolgere un ruolo di rilievo a sostegno delle imprese, ponendosi come soggetto privilegiato nell’intermediazione delle politiche e delle risorse messe a disposizione dal Gruppo Sace, che è un ente garante d’importanza internazionalmente riconosciuta ed è presente in oltre 150 Paesi del mondo (nel box, una panoramica del Gruppo). «Tramite Iccrea Holding -spiega il direttore commerciale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Gianmario Quaglia- è stata predisposta e condivisa con Sace una convenzione assicurativa, che mette a disposizione delle piccole e medie imprese un plafond studiato appositamente 38per loro e destinato alla concessione di finanziamenti chirografari garantiti al 70 per cento dal gruppo di intermediazione ». Possono beneficiare dell’iniziativa tutte le Pmi che abbiano un fatturato complessivo non superiore ai 250 milioni di euro sulla base dell’ultimo bilancio approvato e che svolgano una rilevante attività con l’estero: «il rapporto tra fatturato export e complessivo non deve essere inferiore al 10 per cento -chiarisce Quaglia-. Inoltre, sono condizioni indispensabili per accedere ai finanziamenti, l’avere in corso o aprire attività di ricerca e sviluppo e essere organizzati con una direzione commerciale. Le imprese interessate, infine, devono avere una parte sostanziale delle attività produttive in Italia e possedere un rating compreso tra 1 e 5, sulla base dell’Alvin Star Rating di proprietà del gruppo bancario Iccrea». Entrando nel dettaglio del finanziamento, l’importo erogato varia da un minimo di 50mila euro a un massimo di 2 milioni di euro, per una durata al minimo di 36 mesi e, al massimo, di 60, con periodicità trimestrale della rata. I fondi erogati possono essere utilizzati per coprire i costi di impianto e di ampliamento, quelli pubblicitari e promozionali e di ricerca e sviluppo (capitalizzati in bilancio). Rientrano nel piano finanziario anche i diritti di brevetto industriale e i diritti di utilizzazione delle opere di ingegno, le spese per tutelare il “Made in Italy”, quelle per le concessioni, licenze, marchi e diritti assimilabili. E poi, ancora, i costi per l’acquisto di terreni e di beni immobili, o il loro ammodernamento; quelli per il rinnovo e la riqualificazione di impianti e macchinari, di attrezzature industriali e commerciali; le spese per partecipare a fiere internazionali, sia in Italia sia all’estero, quelle per investimenti e acquisizioni di partecipazioni non finanziarie in imprese estere. Finanziabili anche i costi relativi a consulenze specialistiche per la predisposizione di accordi di cooperazione e di joint-venture con imprese estere, con particolare riferimento alla valutazione fiscale, legalecontrattuale, economico finanziaria, di progettazione e di engineering. Infine, rientrano nella copertura le spese inerenti beni, servizi e lavori commissionati da operatori esteri, per un massimo del 20 per cento dell’importo totale finanziato. I dettagli dell’operazione sono disponibili presso tutti gli sportelli della nostra Bcc o visitando il sito della Banca: www.bccbanca1897.it.

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