Coltivare la fiducia per consolidarci e sostenere l’economia sociale

Le parole chiave che emergono dai risultati del bilancio approvato nell’annuale assemblea sono fiducia e consolidamento.
Fiducia di soci e clienti verso la nostra Bcc e i nostri prodotti, come testimonia la crescita della raccolta, specie di quella gestita, perché se non ti fidi non affidi i tuoi soldi a qualcuno. Ma come emerge anche dall’aumento delle commissioni da servizi, perché se crescono significa che siamo in grado di ascoltare le esigenze delle persone e di offrire loro i prodotti che si aspettano di ricevere. Del resto, vale lo stesso discorso della raccolta, se la soluzione che mi viene offerta allo sportello non mi convince, magari perché preconfezionata e non costruita sulle mie effettive esigenze, mica la acquisto!
Il consolidamento, invece, al di là di indici e numeri che abbiamo visto in assemblea e riportiamo nelle pagine che seguono, è figlio di una capacità di gestione che va ad alimentare la fiducia di soci e clienti. Ne sono prova gli investimenti fatti con oculatezza sul personale, che ci hanno permesso sia di far accrescere le competenze sia di acquisire nuove professionalità ma contenendone i costi, che nel 2023 si sono ridotti rispetto all’anno precedente. E anche l’attenzione al rischio del credito e alla copertura di quello deteriorato, costantemente in aumento, che si posiziona su soglie di gran lunga superiori a quelle indicate come necessarie dalle autorità di vigilanza e in crescita rispetto al 2022.
Questo significa anche che se i risultati del 2022 ci hanno portato al nono posto a livello nazionale tra le 163 banche piccole che operano nella Penisola, le future classifiche non potranno che vederci confermare il posizionamento.
Ora, il posizionamento nelle classifiche non è importante di per sé -certo, il vederlo fa sicuramente piacere a me come a tutti i nostri soci- quanto perché il riconoscimento pubblico permette di attrarre maggiore attenzione e considerazione dalle forze del territorio, che ci aiuteranno a diffondere e far crescere l’importanza della cooperazione del credito. E a comprendere quanto sia centrale e importante un ruolo bancario svolto in un modo “differente”, mettendo al centro la relazione e la conoscenza di famiglie e imprese, per favorire lo sviluppo e la creazione di valore per le nostre comunità.
Perché la nostra Bcc è attore a pieno titolo della cosiddetta economia sociale, che l’Europa considera come uno dei pilastri centrali su cui si fonda la crescita di una comunità, perché persegue coesione sociale e tutela dell’ambiente, tanto da aver recentemente lanciato uno specifico piano di azione. E al segmento di mercato dell’economia sociale, che tutti i dati e gli studi indicano avere una dimensione quantitativa crescente, guardiamo con particolare attenzione. E questo spiega perché, giusto per fare un esempio, sono entrato nel consiglio di Confcooperative Insubria in rappresentanza della nostra Bcc.

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