Cittadini e welfare: dibattito aperto

Quale welfare per i cittadini? Non è un caso che, per aprire il dibattito sul futuro dei servizi alla persona, il terzo settore del Legnanese si sia dato appuntamento nella sala don Besana della Bcc, banca da sempre vicina al territorio e agli attori del Sociale. Sabato 19 giugno i rappresentanti delle associazioni e delle cooperative attive sugli undici comuni che compongono il Piano di zona hanno voluto giocare d’anticipo. Conosciuta l’intenzione delle amministrazioni comunali di creare un’Azienda speciale per i Servizi alla persona, il volontariato ha pensato di prepararsi a dovere. In don Besana sono arrivati rappresentanti del terzo settore di altre zone del Milanese dove già esistono e operano Aziende speciali: Dario Cassata per il Rhodense, Enrico Davolio per il Vimercatese, oltre a Fabrizio Tagliabue il portavoce del Forum della Lombardia. C’era quindi voglia di capire fra gli operatori del settore, c’erano gli interrogativi che sempre accompagnano o annunciano le novità. La domanda di base per avviare una riflessione l’ha posta Tagliabue: quale welfare vogliamo: quello dei diritti o quello delle prestazioni? «Benessere -nota- non coincide con il quantum dei servizi. Puntando esclusivamente a erogare prestazioni si rischia la deriva aziendalistica; riferendosi, invece, a una concezione più globale di cittadinanza con i suoi diritti, tutti gli strumenti, quindi anche l’Azienda speciale, possono rivelarsi validi, purché si valorizzino le realtà locali». Proprio su questo aspetto è intervenuto nel dibattito il sindaco di Busto Garolfo, Angelo Pirazzini, «Non ho dubbi sull’efficienza di un’eventuale Azienda speciale per i Servizi alla persona; qualche perplessità mi resta sulla sua efficacia. Se infatti un cittadino ha un problema, oggi si rivolge al sindaco o all’assessore, incontra una persona, si spiega, ha un interlocutore cui fare riferimento e da cui tornare. Quale sarà il rapporto con un ufficio?». Quindi capacità d’ascolto e legami con il territorio e le sue persone sono caldamente raccomandati; valori che in don Besana sono di casa.

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