Sono i valori quotidiani a renderci extra-ordinari

La nostra ordinarietà è essere extra-ordinari. Che non significa fare banca fuori dell’ordinario, ma dentro l’ordinario facendo però leva su quei valori che ci contraddistinguono da oltre 125 anni. I dati che ci arrivano dal terzo trimestre sono assolutamente confortanti: al 30 settembre scorso, infatti, l’istituto ha rilevato un positivo impatto di tutta la rete commerciale per quanto riguarda il margine da servizi rispetto allo stesso periodo del 2022. È un indicatore fondamentale perché, come ci dicono gli analisti e come si evince dalle azioni della Banca Centrale Europea, stiamo assistendo a una frenata della curva dei tassi. La buona salute di una banca non può essere basata su un momento di mercato straordinario quale è stata la corsa dei tassi di interesse, ma sulla quotidianità che per noi significa servizi alla clientela. È questo un tema che è stato rimarcato anche nella riunione dei Direttori Generali Area Nord Ovest ICCREA di inizio dicembre in occasione della presentazione del Piano commerciale della nostra Capogruppo. Disancorarsi dal tema del margine di interesse per concentrarsi sui servizi è la strada che la nostra Bcc ha però già intrapreso da tempo. Il modello Hub&Spoke che è stato adottato e che guarda a una rete distributiva impostata sui servizi e sull’assistenza alla clientela sta continuando a dare risultati positivi. Ho fatto un piccolo esercizio andando a valutare l’impatto di questo modello a dicembre 2020 e, con una proiezione, a fine 2023: passando da circa 13 milioni di euro a oltre 16, registriamo una crescita a doppia cifra del margine dei servizi; valori che ci confortano per quanto riguarda la bontà della strada intrapresa, in linea con le indicazioni di Iccrea. I servizi restano quindi l’obiettivo principe; un obiettivo al quale guardare con il metodo dell’ascolto e della fiducia, nell’ottica di dare risposte a reali bisogni della nostra clientela.
Se questo è il presente, il 2024 che ci si prospetta davanti non sarà di certo un anno semplice. Tre gli elementi per il futuro: innanzitutto, parto dagli scenari indicati dagli analisti che prevedono un leggero deterioramento della qualità del credito. È un aspetto sul quale non ci lasciamo sorprendere. Ci siamo già mossi con operazioni di derisking sul credito anomalo, così da farci trovare preparati nel caso in cui questo paventato scenario dovesse concretizzarsi. Abbiamo tutta la forza necessaria per farvi fronte, ponendo grande attenzione agli indicatori della BCE. Secondo elemento: il contenimento delle spese. Anche in questo caso, ci inseriamo in un processo già in corso, dedicato al contenimento – in termini di miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia – delle spese amministrative. Con una punta di soddisfazione, la nostra Bcc ha già fatto molto. Perché, se guardiamo al rapporto tra costi del personale e il margine da servizi, il nostro istituto evidenzia un rapporto del 102% al 30 settembre 2023, quando ICCREA presenta un 83% e l’area Nord Ovest delle Bcc si ferma al 90%. Quindi, con i ricavi da servizi, andiamo a coprire interamente i costi del personale. Terzo, il tema ESG. Ambiente, sociale e governance rappresentano le tre voci della sostenibilità cui tutti siamo chiamati a rispondere. È un tema a volte ancora non sufficientemente considerato, ma che è destinato a diventare nodale, anche nel rapporto con una banca quale indice che in un futuro molto prossimo sarà valutato ai fini del “merito creditizio”.
Il futuro è la nostra storia, recita il claim della nostra Bcc. E al futuro dobbiamo necessariamente guardare per far crescere il nostro istituto e il nostro territorio. La banca deve guardare al mondo digitale per stare al passo con i tempi, ma deve realizzare questa transizione con ferma attenzione al nostro passato. Un conto sono gli strumenti, un altro sono i valori etici. E, senza valori, una Bcc non può essere tale. Ecco perché non vogliamo omologarci al sistema bancario tradizionale.

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