L’ABC dell’economia ora diventa parte della formazione dei bambini

Il progetto sostenuto dalla nostra Bcc e realizzato con l’associazione “Noi del Tosi” e la fondazione Its Incom Academy di Busto Arsizio porta nelle scuole primarie i «Primi passi nel mondo della finanza», il libro della Czepczynski Family Foundation su cui è stata fatta formazione agli insegnanti

È un dato di fatto che ci deve proprio far pensare. E preoccupare: l’Italia occupa il 25esimo posto su 26 tra i Paesi dell’Ocse per quanto riguarda le conoscenze in ambito economico e finanziario da parte della popolazione. Si sa da tempo che il livello di educazione finanziaria in Italia è storicamente basso, ma il ritrovarci addirittura praticamente ultimi tra tutti i Paesi occidentali è una scoperta che lascia onestamente basiti.
La domanda che ci deve porre dinnanzi a tali palesi difficoltà è come si possa invertire un fenomeno così negativo e, quindi, per quanto ci riguarda più direttamente, quale ruolo possa giocare un istituto finanziario. Come sappiamo, una Bcc, come del resto tutte le banche, accompagna lo sviluppo economico e industriale del suo territorio, con l’obiettivo di essere oltre che una “buona banca” anche una “buona cooperativa” verso la propria comunità, rispettando quindi la propria vocazione e, soprattutto, i dettami contenuti nell’articolo 2 dello statuto in tema di sviluppo sostenibile del proprio territorio. E ciò significa sostenere lo sviluppo di un’area, certamente sotto il profilo industriale ma anche per quanto concerne gli aspetti sociali, culturali e formativi.
E su questi temi la nostra Bcc ha, da sempre, considerato il ruolo della scuola primaria come una risorsa fondamentale per iniziare a instillare nelle giovani menti concetti che diverranno, crescendo, sempre più importanti. Per tutte queste ragioni, la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha deciso di affiancare l’Its (istituto tecnico superiore) Incom di Busto Arsizio nel progetto «ABC dell’economia. Primi passi nel mondo della finanza».
Il progetto è stato presentato alle insegnanti delle scuole primarie statali di Busto Arsizio lo scorso mese di ottobre, in una due giorni di incontri a Laveno, sulle sponde del Lago Maggiore, durante le quali i docenti hanno appreso come insegnare l’economia (di base) ai più piccoli attraverso conferenze, laboratori, lezioni e attività pratiche. Le due giornate sono state anche l’occasione per presentare alle insegnanti «L’ABC dell’economia. Primi passi nel mondo della finanza», il libro realizzato da Abc Czpeczynski e Czpeczynski Family Foundation, una fondazione familiare polacca, i cui obiettivi sono aumentare l’accesso universale all’istruzione e contribuire a migliorarne la qualità. Il tutto sostenendo il settore dell’istruzione nel suo insieme e l’istruzione dei singoli studenti attraverso varie attività educative, compreso lo sviluppo di materiali didattici e l’organizzazione di lezioni, workshop e corsi di formazione. Un’attività che è resa possibile dal team di esperti che lavorano nella fondazione in settori quali l’educazione prescolare e scolastica, la pedagogia oligofrenica, la terapia dello sviluppo e il sostegno precoce allo sviluppo del bambino.

Il libro, tradotto e distribuito anche in Italia grazie al contributo della nostra Bcc, è centrale nel progetto che stiamo realizzando con l’associazione “Noi del Tosi” e la fondazione Its Incom Academy e ha l’obiettivo di spiegare ai bambini il valore del denaro e le basi dell’economia attraverso le vicende di Sofia e Max, raccontate attraverso un linguaggio semplice e tante illustrazioni colorate.
Durante il seminario di preparazione del corpo docenti, il tema centrale del dibattito è stato: «Perché insegnare economia ai bambini?» e a questo quesito hanno provato a dare risposta i docenti polacchi che hanno seguito il progetto originale da cui è tratta l’idea del libro. Molto chiara è stata Marzena Mikosz, responsabile della fondazione per lo sviluppo del progetto nei paesi di lingua tedesca e in Italia, ricordando come noi adulti parliamo sempre di soldi in casa e bambini sono grandi osservatori e ascoltatori. «Anche se non capiscono ancora il perché, i bambini scoprono già da piccoli che i soldi sono molto importanti -ha spiegato Mikosz-. Il progetto “L’ABC dell’economia” si pone proprio l’obiettivo di dare ai più piccoli le risposte alle tante domande che possono avere sull’economia che si incontra nella vita di tutti i giorni».
Lo psicologo e insegnante Damian Kupczyk ha poi spiegato come il concetto più importante illustrato nel libro sia la differenza tra bisogno e desiderio: differenza spesso difficile da comprendere per i bambini, ma fondamentale da imparare già da piccoli. «Come in ogni altra situazione, quando facciamo delle scelte economiche -ha detto lo psicologo- assumiamo sia comportamenti istintivi (desidero qualcosa, quindi la compro) che razionali (valuto i pro e i contro dell’acquisto). La parte del cervello che controlla il pensiero razionale, però, si sviluppa completamente molto più tardi rispetto alla parte più istintiva. Bisogna quindi insegnare una corretta educazione finanziaria già ai bambini piccoli, così da soddisfare le tante curiosità che hanno sul mondo degli adulti e sul denaro. Spiegare loro i problemi legati ai soldi, ma mostrare anche le possibili soluzioni. Se non si fa tutto questo si rischia di crescere persone che anche da adulte non avranno sviluppato quelle capacità necessarie per compiere scelte economiche razionali».

Benedetto Di Rienzo, presidente della fondazione Incom Busto Arsizio, ha ribadito come il metodo di insegnamento adottato nelle scuole del nostro Paese non sia adatto agli studenti della nuova generazione: «Da qui parte la necessità di ripensare la scuola: abbandonare metodi e tempi imposti dalla tradizione e cominciare invece a insegnare seguendo ritmi pensati in base alle necessità di apprendimento degli studenti. Serve -ha spiegato Di Rienzo- una scuola dove gli studenti possano trascorrere più tempo confrontandosi coi propri coetanei e non solo ascoltando gli insegnanti. Una scuola senza pareti, quindi, aperta alla comunità e che possa essere veramente un servizio civico».
Dopo il corso di Laveno che, come detto, era rivolto alle insegnanti di scuola primaria degli istituti di Busto Arsizio, ora si passa all’ultimo step. Quello fondamentale: l’insegnamento ai più piccoli. Con la certezza che dall’ABC si parta per insegnare ai nostri bimbi, anche in ambito economico, regole fondamentali di funzionamento della nostra società, con la consapevolezza che solo la scuola e la sua formazione possono farci scalare posizioni in un classifica che, oggi, ancora ci relega in posizioni di assoluta insufficienza.

Simone Mantovani

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