La buona preparazione finanziaria crea vantaggi a aziende e famiglie

«Saperne di più di finanza aiuta chi fa impresa a prendere decisioni migliori per il futuro della propria azienda e a dialogare in modo più costruttivo con banche, intermediari finanziari e altri soggetti esterni -spiega il nostro vice presidente vicario, Mauro Colombo-. Perché per chi guida un’impresa conoscere gli elementi base della finanza rappresenta prima di tutto un vero e proprio vantaggio competitivo. Soprattutto per gli artigiani e i microimprenditori, la cultura finanziaria è la chiave da utilizzare per assicurare la tranquillità, se non in alcuni casi la sopravvivenza stessa, della propria azienda, in special modo quando il ciclo economico è colpito da situazioni inaspettate che, come sta accadendo proprio da alcuni mesi a questa parte con la crescita dei tassi di interesse, rischiano di sconvolgere delicati equilibri. In un’impresa, infatti, le decisioni finanziarie sono all’ordine del giorno e toccano tutte le aree di attività, dall’organizzazione della produzione alla definizione del prezzo di vendita, dalla gestione della liquidità e del debito ai rapporti con i fornitori e le banche».

Mauro Colombo

«Sono profondamente convinto che una società più equa, cioè quella in cui tutti hanno pari opportunità a prescindere dallo stato economico e sociale di provenienza, è anche quella in cui le singole persone sono capaci di gestire i propri risparmi, evitando di finire nei problemi. Situazione quest’ultima che, a ben vedere, sovente ricade in qualche misura anche sulle nostre comunità, specie quando i livelli di indebitamento delle famiglie diventano insostenibili o quando ci si accorge di non avere la capacità di fare fronte alle spese di emergenza, anche se magari sono di piccola entità -osserva Diego Trogher, vice presidente della nostra Bcc-. E se la questione a volte la avvertono quegli anziani che al momento della pensione scoprono di entrare in una situazione di impoverimento che li costringe a non poter smettere di lavorare, il problema è sicuramente tanto più sentito dai giovani di oggi, che si trovano a dover fronteggiare situazioni e scelte finanziarie più impegnative di quelle vissute alla stessa età dai loro genitori. Ecco perché l’educazione finanziaria nelle scuole può produrre anche benefici “indiretti” per le famiglie, dal momento che i giovani possono stimolare dialogo e riflessioni anche con i genitori».

Diego Trogher

«Tutte le indagini sul tema dell’educazione finanziaria degli italiani ci dicono che le loro conoscenze finanziarie rimangono molto basse. Così, ad esempio, se il concetto di inflazione è abbastanza familiare, in pochi hanno contezza dei temi della diversificazione e della relazione tra rischio e rendimento -fa notare Giuseppe Barni, presidente del comitato esecutivo della nostra Bcc-. E questo non permette una tranquilla e positiva gestione quotidiana di investimenti e risparmi. Di più: gli effetti della disinformazione hanno ripercussioni familiari e anche personali, spesso non permettendo alle persone di trovare una positiva soluzione nel caso di eventi inattesi, come la riduzione o la privazione del reddito per un certo periodo. In sintesi, sono tanti i benefici che derivano da una buona conoscenza finanziaria, a partire proprio da una minore fragilità. E mentre si affinano le proprie capacità di comprensione dei prodotti finanziari e dei concetti che ne sono alla base, è sicuramente più che consigliato richiedere il supporto e l’aiuto di esperti sulle migliori azioni da intraprendere per migliorare il proprio livello di protezione».

Giuseppe Barni
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