Soci in assise per il futuro

Domenica 17 maggio, l’assemblea della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate è stata una vera e propria maratona. Un confronto franco e schietto che si è concluso garantendo continuità all’istituto.

08Si annunciava come una maratona, e così è stata l’assemblea 2009 dei soci della Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate. Un appuntamento importante, e non tanto e non solo perché l’assise si è riunita anche in assemblea straordinaria per approvare una serie di modifiche statutarie e perché era chiamata ad approvare il bilancio di gestione del 2008, l’anno della grande crisi economica. Quanto per il fatto che i soci erano chiamati ad eleggere il consiglio di amministrazione del prossimo triennio. E come sempre accade, quando c’è un’assemblea elettiva si confrontano le diverse visioni sulla conduzione strategica e sulla direzione di marcia da intraprendere per il futuro. Così il dibattito assembleare è stato franco e aperto e i soci sono stati, di fatto, chiamati a decidere sulla mission della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. Da un lato l’idea di una banca del territorio, pronta a raccogliere nuove sfide che arrivano dalle altre comunità che reclamano la presenza del Credito Cooperativo nella loro città, dall’altro una tesi più localistica, con una visione della banca esclusivamente legata ai territori che le hanno dato i natali, ovvero Busto Garolfo e Buguggiate. 09Come sia andata e quale direzione i soci abbiano indicato, l’abbiamo già detto nelle pagine precedenti: la riconferma in toto della squadra degli amministratori uscenti, infatti, è la promozione a pieni voti della vocazione territoriale vasta della banca nata dalla fusione tra le casse rurali che nacquero a Busto Garolfo alla fine del 1800 e a Buguggiate negli anni Ottanta del secolo scorso. Ma andiamo con ordine e ripercorriamo le principali decisioni assunte dai soci. Partendo dall’assemblea straordinaria, nella quale sono state approvate le modifiche a dodici articoli del nostro statuto sociale. E, precisamente: 7, 23, 30, 32, 35, 40, 41, 42, 43, 44, 47, 48. Il perché di tali modifiche è stato illustrato dal vice presidente, Roberto Scazzosi, che ha spiegato che Banca d’Italia ha “introdotto una serie di variazioni allo statuto tipo delle Banche di Credito Cooperativo”. Modifiche di natura tecnica, dunque, ma non per questo meno importanti, che l’assemblea straordinaria ha approvato, così come il successivo e ultimo punto all’ordine del giorno, con il quale sono stati conferiti al presidente del consiglio di amministrazione, quale legale rappresentante della Banca, i poteri per apportare alla delibera assembleare e allo statuto le varianti eventualmente richieste dalla Banca d’Italia per difformità al testo dello statuto tipo delle banche di credito cooperativo. L’assise ordinaria, invece, ha preso il via con la determinazione del numero dei componenti il Consiglio di Amministrazione. Ai sensi dell’articolo 32 del nostro statuto, infatti, il Consiglio di Amministrazione della nostra Bcc “è composto da 7 a 13 amministratori, eletti dall’assemblea tra i soci, previa determinazione del loro numero”: numero che è stato confermato in 13 consiglieri. E considerato che il regolamento elettorale approvato nel maggio 2005 prevede la nomina di due terzi meno 1 di residenti o operanti a Busto Garolfo, un terzo meno uno di residenti o operanti a Buguggiate/Varese, un rappresentante dei restanti comuni della provincia di Milano e un rappresentate dei restanti comuni della provincia di Varese, la composizione del Cda risulta formata da 8 consiglieri dell’area di Busto Garolfo, 3 dell’area di Buguggiate, 1 della provincia di Milano e 1 della provincia di Varese. L’assemblea ha poi applaudito alla proposta del presidente che, sul tema degli emolumenti agli amministratori, ha detto che “per quanto riguarda il gettone di presenza dei consiglieri di amministrazione, la proposta del consiglio di amministrazione e di lasciarlo invariato rispetto all’ultimo triennio. Stiamo parlando di un gettone di 150 euro a seduta e la valutazione che ha indotto il consiglio a non proporne l’aumento è strettamente connessa al periodo economico che stiamo vivendo e alle decisioni prese negli ultimi mesi al fine di limitare i costi aziendali e spostare quante più risorse possibili su azioni a favore dei soci, dei clienti e del territorio”. Quindi è stata la volta del bilancio 2008, dei cui dati tecnici parliamo diffusamente in altro articolo, e che è stato approvato dall’assemblea, allargando la visione dell’attività sociale sulle “iniziative messe in campo a sostegno del nostro territorio che, ideate, pianificate e organizzate negli ultimi mesi del 2008, sono nella maggior parte dei casi diventate operative nelle prime settimane del 2009 -ha detto il presidente Clementi-. Il 2008, infatti, verrà ricordato soprattutto come l’anno della grande crisi finanziaria e tante sono state le iniziative messe in campo dalla nostra Banca per aiutare i Soci e i clienti a superarne gli effetti”. Il riferimento, ovviamente, è soprattutto agli accordi siglati con Confindustria Alto Milanese, Associazione Artigiani della Provincia di Varese – Confartigianato e Confartigianato Alto Milanese per anticipare la cassa integrazione guadagni e i contratti di solidarietà ai lavoratori delle aziende che hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali.

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