Restiamo vicini a Dairago e Villa Cortese

La nostra Bcc rimane l'unico sportello presente sul territorio dei due Comuni: una precisa scelta di campo per restare sempre al fianco del territorio, delle famiglie e delle imprese

È una precisa scelta di campo. Da una parte chi agisce sulla base di criteri prettamente ed esclusivamente economici; dall’altra chi mette i valori davanti a tutto. Perché nella partita tra colossi bancari e territorio, a farne maggiormente le spese sono le famiglie e le piccole imprese che vivono e danno vigore al territorio stesso. Non è una novità che alcune tra le più note insegne del credito stiano progressivamente abbandonando i piccoli centri. Il processo, già iniziato più di una decina di anni fa, è arrivato in modo forte anche nel territorio di competenza della nostra Bcc. Le comunità di Villa Cortese e di Dairago con la fine dell’estate hanno visto la dipartita di Banca Intesa: saracinesca abbassata sulle rispettive due filiali, con il risultato che la nostra Bcc è rimasta l’unica banca a garantire una presenza fisica nei due Comuni. Una presenza che gli stessi commercianti hanno ritenuto importante, da difendere, tanto che hanno aderito fin da subito alla campagna “Stai con chi ti resta vicino” che la nostra Bcc ha lanciato nei due paesi. Con manifesti affissi nelle due filiali e lungo le principali arterie di collegamento, ma anche con degli espositori con i quali gli esercenti si sono fatti testimonial della necessità di tutelare non solamente il servizio bancario offerto, ma soprattutto ribadire con vigore che la presenza del Credito Cooperativo sul proprio territorio è un valore aggiunto.
«Non ci riferiamo solamente ai cosiddetti impieghi, cioè prestiti e mutui a famiglie e imprese -sottolinea il presidente della nostra Bcc, Roberto Scazzosi-, ma anche all’attività di sostegno delle realtà associative e di volontariato locali, attraverso il ritorno in beneficenza, solidarietà e sostegni di vario tipo a cui ogni anno destiniamo circa il 20% dell’utile netto del nostro bilancio. Perché l’attenzione al sociale è da sempre una priorità al centro della mission della nostra banca che, come recita l’articolo 2 dello statuto, “si distingue per il proprio orientamento sociale e per la scelta di costruire il bene comune”, promuovendo “lo sviluppo della cooperazione e l’educazione al risparmio e alla previdenza nonché la coesione sociale e la crescita responsabile e sostenibile del territorio” in cui opera».

L’iniziativa lanciata «è stata studiata assieme ai commercianti ed è valida fino alla fine dell’anno per ampliare ancora di più la base dei clienti nei due comuni interessati», osserva il direttore generale della nostra Bcc, Carlo Crugnola. A fronte di una presenza storica, la nostra Bcc è infatti presente a Villa Cortese da 30 anni e a Dairago da 26, con numeri importanti. «A Villa Cortese la nostra banca serve già quasi l’80% delle famiglie e tra queste vi sono 355 soci; a Dairago il 35,5% delle famiglie fa riferimento a noi e i soci sono 107 – prosegue il direttore generale -. È fondamentale in questo momento rafforzare il nostro radicamento con il territorio, in particolare con queste due comunità perché solamente così potremo dare un servizio ancora più puntuale e immediato ai residenti dei due comuni, rafforzando quel circolo virtuoso che è alla base dell’attività della nostra banca locale, che investe direttamente sul territorio le risorse raccolte in quel dato territorio».

LA VOCE DEI COMMERCIANTI
Il fine della campagna di marketing lanciata dalla nostra Bcc con i commercianti è quindi ben delineato: convincere i propri concittadini a rafforzare sempre più la loro banca locale, perché avere uno sportello sul territorio, oltre che comodo, è decisamente un valore aggiunto per tutti. Tra i quanti hanno deciso condividere il progetto e farsi portavoce del fatto che «la Bcc ti resta vicina e non lascia Dairago e Villa Cortese», come recita il claim, c’è Antonella Busti, titolare della tabaccheria e cartoleria di via XXV Aprile a Dairago. «Ho deciso di lanciare questo appello in virtù del rapporto consolidato di fiducia che ho con la Bcc -dice-. Nell’attività bancaria il contatto umano e la relazione sono importanti. Nonostante siano molte le operazioni che ormai si possono fare online, quindi anche senza una filiale, la presenza è importante per il senso di vicinanza e per dare servizi alla popolazione, in particolare quella più debole». Una sensibilità condivisa anche a Villa Cortese.

Come afferma Antonia Polito (nella foto sopra), della Boutique del fiore di via Ferrazzi: «Lavoro con la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate da oltre 40 anni e sono socia della banca da più di due decenni. Una lunga storia di collaborazione improntata sulla disponibilità e sull’aiuto che ci è stato dato, anche nei momenti più difficili. Essere vicini ai propri clienti è essere presenti, dialogare con le persone e dare servizi.
Al di là dell’home banking, è importante poter instaurare una relazione con la propria banca, parlarsi, comprendersi per poter creare i presupposti di crescita».

LO SCENARIO: FILIALI ADDIO
Ed è proprio in questa relazione che trova fondamento la scelta di restare sul territorio. Un valore aggiunto che però altri non considerano o considerano superato e superabile dalla digitalizzazione dei servizi. Infatti, con il potenziamento dell’home banking è progressivamente venuta meno la presenza fisica. Considerando il decennio 2009-2018, in Italia le filiali di banca sono state ridotte del 37%: l’indagine svolta l’anno scorso dalla società di consulenza Kpmg parla di 11.500 sportelli in meno, con i grandi gruppi bancari che hanno quasi dimezzato la loro presenza territoriale (da 17.683 a 9.117), mentre quelli più piccoli l’hanno seppur di poco incrementata (+175). La tendenza al taglio è confermata anche dai dati dei primi sei mesi del 2020. La Fisac-Cgil ha rilevato che tra gennaio e giugno in Italia sono sparite più di 300 filiali dal panorama bancario nazionale, con ben 52 chiusure registrate nella sola Lombardia e 46 in Emilia Romagna. Secondo l’osservatorio del sindacato, gli sportelli bancari in Italia si attestano poco al di sopra dei 24 mila, ma si tratta di un numero destinato ancora a scendere. Come è sceso negli ultimi 10 anni il numero dei Comuni “bancari”, ovvero quelli che possono vantare la presenza fisica di almeno una banca: da 5.922 a 5.371, con un calo di quasi il 10 per cento del totale. Tutto questo, però, ha delle conseguenze. Il fenomeno è stato analizzato nel Working Paper di Banca d’Italia “Gli effetti della chiusura degli sportelli sulle relazioni di credito” pubblicato nel dicembre 2019. Analizzando il periodo 2010-2014, con le chiusure avvenute e l’evoluzione del rapporto di credito, l’autore Iconio Garrì arriva a una conclusione che fa riflettere: “La chiusura di uno sportello aumenta la probabilità di interruzione delle relazioni di credito ad esso afferenti. L’aumento è maggiore al crescere della distanza dagli altri sportelli della stessa banca, per le relazioni di credito meno rilevanti e quanto è più facile per l’impresa rivolgersi a un’altra banca. Solo nel caso delle piccole imprese e dei prestiti a breve termine la maggior probabilità di interruzione della relazione comporta un calo della disponibilità di credito totale, peraltro di carattere temporaneo”. Quindi, una filiale in meno non significa solamente clienti in meno, ma soprattutto meno sostegno alle imprese più piccole, quelle che garantiscono l’economia reale. L’assenza di sportelli bancari rischia allora di avere profonde conseguenze sullo sviluppo economico delle aree “abbandonate”, conseguenze che anche le più moderne soluzioni tecnologiche non sono in grado di ovviare.

L’IMPORTANZA DELLA RELAZIONE
Del resto, «la relazione bancaria non è sostituibile con un servizio online o con un call center», osserva Alberto Croce, direttore della filiale di Villa Cortese della nostra Bcc. «La presenza fisica e la digitalizzazione dei servizi non sono in contrapposizione, ma fanno parte entrambi di un essere banca che vuole essere al servizio delle famiglie e delle imprese. Una banca di territorio, una banca di comunità quale è la nostra Bcc si basa sul rapporto di conoscenza, su una filiera decisionale corta che garantisce anche tempi più brevi e sul contatto diretto per la creazione di una risposta personalizzata sulla base delle esigenze. Pensiamo solamente al valore della fiducia quando si parla di investimenti, tema che riguarda la gestione dei propri risparmi». L’emergenza Covid ha evidenziato tutti questi elementi. «Sono crollate tutte le certezze e si è andati alla ricerca della relazione diretta. Sono valori che sono vengono riscoperti e che trovano nel “venire a parlare in banca” quel plus di cui sono capaci solamente le Bcc. È una differenza fatta di attenzione e tempo dedicato che ha altri termini di valutazione rispetto alla quantificazione meramente economica». Una Bcc per un piccolo paese ha anche valore aggregante. «Al termine del lockdown in molti sono venuti in banca, anche per fare operazioni banali, ma con lo scopo di poter raccontare il loro vissuto come facevano prima, per un ritorno alla normalità», ricorda Walter Plebani, direttore della filiale di Dairago della nostra Bcc. «Ci si racconta tra persone che si conoscono e questo permette di ascoltare e dare consigli mirati. Ed è bello quando, girando per il paese, ti fermano per mostrarti quanto hanno potuto realizzare grazie alla Bcc. Si diviene un po’ parte della loro vita perché, in un certo modo, si ha contribuito ad avverare quel sogno: che si tratti di una casa oppure di un laboratorio o di un nuovo macchinario. Tutto questo non sarebbe possibile a distanza. Una voce al telefono non permette di raggiungere quel grado di conoscenza reciproca capace di far crescere una comunità. Per essere punto di riferimento di un territorio occorre la presenza fisica. E la Bcc c’è».

UN VALORE PER I NOSTRI COMUNI
Accanto al sostegno concreto di imprese e famiglie, c’è però un altro aspetto che impreziosisce il territorio dove c’è una Bcc: il suo valore sociale. Ovvero «tutti gli interventi di supporto e sostegno ad enti e associazioni che hanno da sempre contraddistinto la presenza della Bcc a Villa Cortese», ricorda il sindaco Alessandro Barlocco (nella foto). «Certo, spiace vedere che altri istituti abbiano fatto scelte differenti. Ma questo significa che come comunità contiamo ancora di più su quello che è il ruolo di una Bcc verso il suo territorio di riferimento. Il legame con Villa Cortese non è mai venuto a mancare: i numeri dei soci e delle famiglie servite dalla banca confermano il profondo radicamento tra la popolazione. L’essere l’unica banca in paese diventa lo stimolo a continuare e a consolidare la presenza della Bcc; una presenza che è stata di valore, che ha saputo dare supporto alle iniziative e che speriamo possa continuare anche con maggior vigore». Solidarietà, ma soprattutto rapporto diretto con il territorio. Per il sindaco di Dairago, Paola Rolfi (nella foto in basso), significativa è «la capillare presenza in tutti i comuni, indipendentemente dalla loro dimensione». Una presenza che supportata dall’essere «una solida realtà tra gli istituti di credito presenti nella nostra zona, assicura un rapporto stretto e diretto tra la banca ed i suoi clienti». Prosegue: «A questa qualità, si aggiunge anche la particolare attenzione che la Bcc riserva alle più svariate realtà locali, siano esse produttive o associative. Numerose associazioni di Dairago e la stessa Amministrazione hanno potuto svolgere iniziative a favore della popolazione grazie ai contributi generosamente messi a disposizione dalla Bcc».

 

HANNO DETTO:

Mauro Colombo
Vice Presidente vicario
Bcc Busto Garolfo e Buguggiate

Lo scenario a cui stiamo assistendo sul fronte della presenza delle banche nei comuni di piccole dimensioni rende ancora più evidente come il ruolo di un istituto di credito locale sia vitale per garantire servizi di prossimità e consulenza immediata alle comunità. Banca Intesa, infatti, in linea con il suo piano industriale sta portando a compimento un progetto di razionalizzazione che, tra l’altro, comporta la riduzione degli sportelli su tutto il territorio nazionale, come è avvenuto nel mese di settembre a Villa cortese e Dairago. E per il futuro è logico aspettarsi nuove chiusure, vista la recente acquisizione di Ubi Banca, che le imporrà una ulteriore razionalizzazione degli sportelli. Tutto ciò rappresenta per noi una sfida importante, anche perché in tanti comuni restiamo l’unico sportello al servizio di famiglie e imprese: un impegno che portiamo avanti da 123 anni.

 

Diego Trogher
Vice Presidente
Bcc Busto Garolfo e Buguggiate

Un territorio deve avere la sua banca locale non solo per reinvestire sul territorio le risorse che lì vengono raccolte, ma perché un forte attore del credito, attento alle esigenze locali, fornisce alle aziende del territorio un elemento essenziale, quello del credito appunto, per essere competitivi sullo scenario economico globale. Una banca locale come la nostra Bcc mantiene vivo il rapporto personale, di cui beneficiano soprattutto artigiani, piccole imprese e famiglie, e che rappresenta un valore aggiunto insostituibile. Se vengono meno le relazioni i problemi si ingigantiscono: avere una banca che ti conosce come persona, e non come un numero di conto, è indubbiamente un grande vantaggio, come tutti i nostri clienti sperimentano quotidianamente. E questo è ancora più essenziale nei momenti difficili oppure di crisi, come quella da cui tutti assieme stiamo tentando faticosamente di uscire.

 

Giuseppe Barni
Presidente Comitato esecutivo
Bcc Busto Garolfo e Buguggiate

Tra le priorità a cui il mondo delle imprese deve far fronte, ma che in realtà è un problema primario anche per ogni famiglia, quella della ricerca del sostegno creditizio è una delle più pressanti e complicate. Ecco perché per i soggetti di un territorio avere una banca locale come interlocutrice per i propri progetti rappresenta un vantaggio: perché risposte e decisioni arrivano da un organo composto da persone che sono espressione del territorio stesso e che lo vivono quotidianamente, non da impersonali comitati a centinaia di chilometri di distanza. Una banca locale è decisamente in grado di meglio ascoltarne i bisogni e formulare soluzioni su misura per soddisfarli. La prossimità e la conoscenza sono fattori premianti; lo sono stati in passato e lo sono ancora di più oggi, con uno stato di crisi economica che quotidianamente evidenzia i difetti di un modo d’agire sganciato dalla realtà dell’economia reale.