Chi resta e chi se ne va. Essere vicini è una scelta

Parto da due dati: in Italia nel solo 2019 sono stati chiusi oltre 1.100 sportelli bancari (pari a quasi il 5% del totale) e durante il lockdown la durata delle videochiamate è aumentata di circa il 1.000% rispetto ai mesi precedenti. Sono due numeri apparentemente distanti, che sembrano descriverci due fenomeni lontani senza avere alcun elemento in comune. Eppure no. Sono due dati che ci raccontano la realtà: entrambi vanno nella direzione di una marcata accelerazione verso gli strumenti digitali; ma se il primo guarda all’online quale palliativo al rapporto fisico nel nome di un logica prettamente economica, il secondo rivendica con forza la necessità della relazione. Cosa significa? Che non smettiamo di essere persone; che abbiamo la necessità di guardarci negli occhi, di vedere il nostro interlocutore (anche se è distante) e di relazionarci con lui. I mesi che ci siamo lasciati alle spalle ci hanno portato a rivalutare in modo significativo la relazione, perché è proprio quando ci viene imposto di non muoverci da casa che sentiamo maggiormente il bisogno di incontrarci. È proprio quando ci viene a mancare qualcosa che ne cogliamo tutta la sua importanza.
In seguito alla scelta fatta da altri istituti di credito, la scorsa estate ci ha visto ancora più protagonisti a Dairago e Villa Cortese. La nostra Bcc è rimasta l’unica banca presente. E, davanti a questa situazione, rivendichiamo ancora una volta con forza che siamo l’unica banca del territorio. Lo siamo non (solo) perché ci chiamiamo Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, ma perché crediamo profondamente nel nostro territorio e nel nostro modo di fare banca. Ancora una volta ci muoviamo controcorrente: se gli altri chiudono, noi rafforziamo i nostri presidi. Se gli altri se ne vanno, noi cerchiamo ancora di più di radicarci. Come già dimostrato nei momenti di difficoltà, la cooperazione del credito si muove su valori differenti: interviene dove ce ne è bisogno, investe nelle relazioni e continua ad essere banca di comunità. Giochiamo una partita su piani diversi perché non ci facciamo intimorire da una guerra dei tassi, dalla quale probabilmente anche i grandi player ne uscirebbero sconfitti, ma investiamo su un valore aggiunto: la vicinanza che è capace di costruire una relazione basata sulla fiducia. Contro i numeri, continuiamo a chiamare i nostri clienti con nome e cognome, a interessarci delle loro storie e a capire quali sono i loro progetti. Si tratta di una precisa scelta di campo perché vogliamo che nessuno sia lasciato indietro, in particolare le piccole e medie imprese che rappresentano il tessuto produttivo dell’economia reale del nostro territorio. Come descritto nel Working Paper “Gli effetti delle chiusure degli sportelli bancari sulle relazioni di credito” di Banca d’Italia pubblicato lo scorso dicembre, e che ritroverete più avanti, la chiusura di uno sportello bancario ha come diretta conseguenza l’interruzione di una relazione di credito, e questo porta a un’interruzione del rapporto. E a farne le spese sono i più piccoli che avranno anche un calo della disponibilità di credito. Se la territorialità è un elemento fondamentale e che deve essere dimostrato con i fatti, il digitale è uno strumento che va a supporto, ma non sostituisce la presenza. Così, davanti alla tendenza di ottimizzare e guardare alla sola redditività degli sportelli, la nostra scelta è, ancora una volta, quella di privilegiare la relazione. Ci siamo per dare un consiglio, un’indicazione, un supporto alla costruzione del proprio futuro. Ci siamo e ci saremo. E questo già in tanti lo hanno capito.