Ora c’è la riscoperta della nostra Bcc

L'editoriale del presidente del Consiglio di Amministrazione

Un buon anno di cuore a tutti i nostri Soci, ai clienti e ai lettori di questo primo numero del 2009 de la Voce. Un’edizione particolare, che rompe la tradizione degli anni scorsi, che ci vedeva alle stampe tra la fine di febbraio e gli inizi di marzo. Ma vista la ricchezza del nostro mese di dicembre e gli importanti temi di discussione sul tavolo, questa volta la scelta era obbligata. Le pagine che seguono, infatti, sono in larga parte dedicate alle molte iniziative che hanno caratterizzato la fine del nostro 2008 e che parlano di noi attraverso la vicinanza alla nostre comunità, alle nostre famiglie, alle tante associazioni che operano nel campo del volontariato e dell’aggregazione. Sembra quasi una coincidenza, ma proprio quando decine e decine di risparmiatori e di aziende, spinti dalla crisi di fiducia generata dal sistema finanziario internazionale, hanno riscoperto il valore del Credito Cooperativo, svariate iniziative che avevamo messo in cantiere nei mesi scorsi sono giunte a compimento, aiutando a loro volta questa riscoperta collettiva della nostra Bcc e del valore che genera per i territori che la ospitano. Dall’Angelus di Arconate al progetto Salva dell’ospedale di Legnano, dai laboratori delle scuole a Buguggiate alle manifestazioni di Busto Arsizio, Varese e Somma Lombardo, ci arriva dagli enti pubblici un coro di attestazioni per il ruolo che siamo andati ad assumere nel nostro territorio e per lo sforzo continuo che operiamo a favore delle nostre comunità locali. Sul piano strettamente legato al sistema complessivo del credito, le iniziative con artigiani e industriali, di cui riferiamo nelle prime pagine di questa nostra Voce, sono la testimonianza reale della rinnovata attenzione che questo territorio -e le sue associazioni di categoria- pone a quella che ha compreso essere davvero la sua banca locale. Insomma: il territorio ci sta riscoprendo. Come banca, innanzitutto. Ma anche come portatori di un sistema di valori che ci rende speciali e fa unico il nostro modo di fare banca locale. E in questo 2009 caratterizzato dall’attesa della crisi, siamo chiamati ancor di più a svolgere il nostro ruolo a sostegno delle famiglie e dell’economia dei nostri territori. Una cosa è certa: non ci tireremo indietro. E come scrivevo sull’ultimo numero del 2008, il nostro principale compito è quello di restare e essere sempre di più un punto di riferimento certo per la voglia di intraprendere e di fare impresa delle nostre aziende e dei nostri imprenditori e una risoluzione ai problemi delle nostre famiglie.

di Lidio Clementi

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