Arconate, una statua al mondo contadino

15L’immagine è particolarmente cara al mondo agricolo: una coppia di contadini interrompe il lavoro nei campi al suono delle campane che annunciano l’Angelus. Raffigurati in raccoglimento, con una forca, un cesto di patate e una carriola attorno, sono intenti nella preghiera. È il quadro dell’Angelus che Jean Francois Millet dipinse tra il 1857 e il 1859 e che ad Arconate è diventato una statua. Cambiano i materiali (dalla pittura ad olio si è passati al bronzo) e lo sfondo (il campanile della chiesa di Chailly, che sorge nelle vicinanze di Barbizon in Francia, è sostituito da quello della chiesa arconatese di Sant’Eusebio), ma non il significato: l’immagine è un tributo al mondo contadino, alle sue tradizioni e a ciò che ha significato per le famiglie. Un’istantanea che raccoglie un preciso periodo della storia e dell’economia dell’Altomilanese. I due contadini raffigurati raccontano la famiglia, il lavoro e la preghiera, proprio quei valori che hanno rappresentato, e rappresentano tutt’oggi, il senso stesso della nascita della Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate. 16E così non è proprio un caso se la nostra Bcc ha sostenuto l’iniziativa promossa dal Comitato per l’Angelus: ovvero la volontà di un gruppo di cittadini di Arconate di ricordare la storia contadina, proprio riprendendo quel quadro che oggi è custodito al Museo D’Orsay a Parigi e che da circa 50 anni è diventato l’icona rappresentativa della Giornata del Ringraziamento della Coldiretti. Attorno all’iniziativa, organizzata da Adelio Pisoni, anima e promotore del Comitato arconatese, oltre alla Bcc si sono raccolte l’amministrazione comunale e la stessa Coldiretti.

Poi, all’artista Marco Del Corso è stata affidata la realizzazione dell’opera e il risultato è stato collocato sull’aiuola al confine con la frazione di Busto Garolfo, Olcella, sotto al gelso ultracentenario che è stato piantumato tre anni fa in ricordo della passata economia agricola locale, quando le famiglie integravano il reddito dei campi con l’allevamento del baco da seta. 17«La nostra Banca è nata in aiuto dei contadini; è nata per andare incontro alle difficoltà che il mondo agricolo stava vivendo», ha ricordato il presidente della nostra Bcc, Lidio Clementi, che ha presenziato alle cerimonie di inaugurazione della statua insieme al vicepresidente Roberto Scazzosi e a Gianfranco Sommaruga, componente del Collegio sindacale della banca. «Siamo orgogliosi di aver sostenuto questa iniziativa perché valorizza quei valori che sono alla base della nostra Bcc: il concetto di solidarietà, di aiuto alle famiglie e di sostegno alle imprese del territorio, insieme ad un profondo rispetto di quei valori cattolici che sono all’origine della costituzione del Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate, rappresentano la base della nostra banca; quelle radici e quei principi che portiamo avanti ogni giorno da 111 anni». Una partecipazione quasi doverosa, quella della Coldiretti, per un monumento che «raccoglie i nostri valori: quello del lavoro, quello della famiglia e quello della preghiera», ha osservato il presidente della Coldiretti Milano- Lodi, Carlo Franciosi. «Il lavoro è la base delle nostre giornate, il nostro pane quotidiano; la famiglia c’è perché solo stando insieme ai nostri cari possiamo superare le difficoltà. E il collante tra lavoro e famiglia è la preghiera ». L’Angelus di Arconate diventa quindi una testimonianza importante della storia locale; una testimonianza che «se non fosse stato per la Banca di Credito Cooperativo non ci sarebbe stata», ha commentato il segretario della Coldiretti di Cuggiono, Orfeo Favotto. Un sentito ringraziamento è arrivato anche dal senatore Mario Mantovani, sottosegretario di Stato alle Infrastrutture, già sindaco di Arconate, che ha personalmente riconosciuto l’importante contributo della banca. Nella foto d’apertura, il nostro presidente Lidio Clementi durante l’inaugurazione della statua. Nella pagina precedente, Clementi insieme al senatore Mario Mantovani, già sindaco di Arconate, e uno scorcio dell’opera realizzata da Marco Del Corso ispirato al dipinto di Francois Millet. Sopra, foto di gruppo dei promotori; da sinistra, Roberto Scazzosi, vicepresidente della nostra Bcc, il senatore Mantovani, Carlo Franciosi (con la cravatta bordeaux) presidente della Coldiretti Milano Lodi, Lidio Clementi, Orfeo Favotto segretario della Coldiretti di Cuggiono, Alessandro Folli presidente del consorzio Est Ticino Villoresi, Rosalie Jenna direttore del museo “Millet” di Barbizon (Francia), Marco Del Corso e Gianfranco Sommaruga.«Ringrazio la Bcc che ha dato il proprio sostegno a questa iniziativa», ha detto Mantovani. «L’inaugurazione di questo monumento è un fattore sociale, culturale ed economico: ed è importante avere il sostegno di una realtà economica importante come la Bcc che opera su questo territorio per il territorio stesso». Elementi che sono stati sottolineati anche dal consigliere regionale Sante Zuffada. «È significativo che una realtà economica del territorio quale è la Bcc abbia voluto partecipare a questa iniziativa: questa banca rappresenta le nostre famiglie e le imprese che hanno fatto la ricchezza di questa zona», ha detto il rappresentante della Regione Lombardia. La cerimonia di inaugurazione dell’Angelus è avvenuta in due fasi:Taverna, è stata presentata l’opera in tutto il suo significato; domenica 30 novembre, invece, in occasione della Giornata del Ringraziamento, c’è stata l’inaugurazione ufficiale, con la celebrazione della messa nella chiesa parrocchiale di Sant’Eusebio, officiata dal parroco di Arconate don Franco Quadri. Quindi trattori e carri agricoli hanno dato vita al corteo che dalla centrale piazza Libertà ha raggiunto la zona industriale dove è stata collocata la statua. Alle cerimonie hanno partecipato, oltre al nostro presidente Clementi, anche il sindaco di Busto Garolfo, Giovanni Alli, il vicesindaco di Inveruno, Luigi Garavaglia, e il presidente del Consorzio Est Ticino Villoresi, Alessandro Folli. Presenza di spicco, il direttore del museo “Maison Atelier Jean Francois Millet” di Barbizon (Francia), Rosalie Jenna, che ha sottolineato la grande importanza dell’iniziativa e la bellezza dell’opera realizzata: «Rispecchia il significato che Millet ha voluto dare al suo dipinto», ha detto.

Legame forte con la vita nei campi delle origini

Roberto Scazzosi, presidente Bcc Busto Garolfo e Buguggiate

«L’Angelus è un quadro che ho dipinto ricordando i tempi in cui lavoravamo nei campi e mia nonna, ogni volta che sentiva il rintocco della campana, ci faceva smettere per recitare l’angelus in memoria dei poveri defunti». Con queste parole Jean Francois Millet, nel 1865, ha spiegato il suo capolavoro. Chiamato in un primo momento “Preghiera per il raccolto di patate”, il dipinto è quasi subito diventato l’Angelus che tutti conosciamo, raccogliendo così in una sola parola un intero mondo di valori. «È un’immagine forte, che nel tempo ha sempre conservato un profondo legame con la vita nei campi», osserva il vicepresidente della nostra Bcc, Roberto Scazzosi. «Un quadro che ci riporta inevitabilmente alle nostre origini, a quel mondo rurale che alla fine dell’Ottocento ha avuto la forza e la consapevolezza di dare vita ad un istituto di Credito Cooperativo come il nostro». I concetti di famiglia, lavoro e fede vengono espressi in modo chiaro e sintetico. «La nostra Bcc, nei suoi 111 anni di storia, potrebbe fare propria questa immagine -aggiunge Scazzosi-. Le modalità con cui è nata, le scelte che sono state fatte nel tempo e l’atteggiamento con cui si è posta nei confronti del territorio, possono davvero essere riassunti in questo quadro. La centralità del lavoro non viene mai messa in discussione, ma la sua “durezza” viene sostenuta dalla mutualità espressa dal concetto di famiglia. La fede, poi, è l’elemento caratterizzante di una cultura, di un modo di operare che mette al centro la solidarietà». Se è inarrivabile l’opera di Millet, la Bcc può vantare di aver portato sul territorio la prima rappresentazione del quadro a grandezza naturale. «E di questo siamo orgogliosi: l’Angelus di Arconate non è solo l’espressione di un mondo, ma è anche un’importante opera artistica».

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