Colletta per la Terra Santa in tutte le chiese della diocesi

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(foto credits shutterstock)
Chiesa italiana e Caritas intensificano la solidarietà con le popolazioni (anche del Libano) vittime della guerra

Una raccolta di fondi estesa a tutte le chiese della Penisola. Un gesto di solidarietà tangibile, proposto ai fedeli che frequentano tutte le parrocchie d’Italia. La Presidenza della Cei (Conferenza Episcopale Italiana) ha indetto per domenica 18 febbraio una Colletta nazionale, quale segno concreto di vicinanza ai bisogni, materiali e spirituali, delle popolazioni colpite dal devastante conflitto in Terra Santa. Anche la Chiesa di Milano si unisce all’iniziativa programmata per la prima domenica di Quaresima: le donazioni raccolte nelle parrocchie saranno veicolate da Caritas Ambrosiana, in accordo con Caritas Italiana e la rete internazionale Caritas, come avviene dall’inizio del conflitto, a supporto delle azioni d’emergenza condotte sul campo da Caritas Gerusalemme.

Caritas Ambrosiana aveva lanciato una prima raccolta di fondi a ottobre 2023, dopo l’assalto di Hamas a Israele e l’avvio dell’offensiva israeliana a Gaza, accogliendo l’invito rivolto da Papa Francesco; nel periodo natalizio, inoltre, ha proseguito la raccolta tramite l’iniziativa dei “Regali Solidali”. A metà gennaio 2024 ha così potuto inviare in Terra Santa, per tramite di Caritas Italiana, 300 mila euro, messi a disposizione di Caritas Gerusalemme per interventi in tutta l’area colpita dalla guerra (Gaza, Israele, Cisgiordania, Gerusalemme Est).
Nonostante i lutti patiti (due operatori morti a Gaza sotto i bombardamenti israeliani) e le condizioni operative assai difficili, Caritas Gerusalemme è riuscita ad offrire assistenza umanitaria, nella prima fase dell’intervento, conclusa ai primi di gennaio, a circa 1.000 beneficiari (servizi sanitari a pazienti presenti nei rifugi, fornitura di farmaci essenziali, distribuzione di kit alimentari e igienici, supporto psicosociale a distanza, distribuzione di contributi economici attraverso buoni acquisto).
Ora, da febbraio 2024, è iniziata la seconda fase del piano di intervento varato da Caritas Gerusalemme e Caritas Internationalis: ha un valore di quasi 3 milioni di euro e prevede aiuti nella Striscia di Gaza, ma anche negli altri Territori palestinesi, in Cisgiordania e Gerusalemme Est. Il progetto, cui Caritas Ambrosiana già contribuisce, si concentra sull’offerta di servizi medici (cliniche a Gaza City e a Taybeh in Cisgiordania, cliniche mobili e fornitura di attrezzature mediche), il sostegno alla salute mentale e la distribuzione di buoni acquisto, che consentono ai beneficiari di coprire bisogni essenziali (cibo, affitto, acquisto di beni di prima necessità).
La rete Caritas, e in essa Caritas Ambrosiana, non dimenticano, pur in una stagione in cui lo sforzo parrebbe improbo, di investire sulla cultura della pace, sulla riconciliazione e sulla convivenza, sostenendo progetti di conoscenza reciproca e collaborazione tra le comunità di lingua, religione e cultura diverse che popolano la Terra Santa. Aderiscono inoltre alla petizione on line #CeaseFireNow, che chiede ad Hamas e al governo israeliano il cessate il fuoco umanitario e l’ampliamento dei canali umanitari ed è firmata da Caritas Gerusalemme, insieme a migliaia di associazioni e a centinaia di migliaia di cittadini in tutto il mondo.
La rete Caritas non limita infine le sue azioni al perimetro dello stato di Israele e dei Territori palestinesi: la guerra che si combatte dal 7 ottobre si è infatti estesa a porzioni del territorio del Libano, dove pure si contano più di 75mila sfollati. Caritas Libano ha preparato un Piano di risposta all’emergenza per l’assistenza umanitaria con generi di prima necessità per circa 5 mila famiglie al mese, cui Caritas Ambrosiana darà il suo contributo, in continuità con la collaborazione in atto da anni con la Caritas del Paese dei Cedri, presso la quale operano giovani volontari ambrosiani in servizio civile.
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