La pizza classica più buona d’Italia la fanno a Olgiate Olona

L'eccellenza della pizza risiede nel varesotto. Il primo premio per la pizza classica del campionato italiano è stato assegnato a Maurizio Passannante, titolare di Original Pizza di Olgiate Olona, seguito da Federico Griffanti, anche lui di Olgiate Olona.

Maurizio Passannante e Federico Griffanti di “Original Pizza” hanno vinto primo e secondo posto nel campionato italiano di pizze che si è recentemente tenuto a Busto Arsizio. “Per noi la Pizza è un’arte.  – spiegano – Da vivere e trasmettere tutte le sere. Per questo facciamo lievitare i nostri impasti almeno 72 ore, arricchendoli di prodotti freschi e sani. Il risultato è una pizza leggera, facilmente digeribile e perfetta da assaporare. L’attenzione nella ricerca ed uso di prodotti sani, selezionati e sempre freschi, privilegiando le materie prime di stagione, è ciò che contraddistingue la Nostra Pizza”.

Nella pizzeria di Olgiate Olona viene prestata grande attenzione alle materie prime utilizzate. Si usano solo prodotti italiani.

Ecco perché i titolari usano solo prodotti italiani  

SICUREZZA. Il made in Italy è più sicuro: l’Italia ha il sistema di controlli più severo e più accurato al mondo in tutte le fasi della filiera produttiva, dal campo alla tavola. Le materie prime importate e a maggior ragione i prodotti stranieri non sono così garantiti.

LAVORO. Dalla produzione delle materie prime, alla trasformazione, alla logistica e alla vendita: un prodotto italiano dà lavoro nel nostro Paese lungo tutta la filiera produttiva.

RICCHEZZA. Le filiere tutte italiane fanno crescere il Pil (Prodotto interno lordo), a differenza della delocalizzazione produttiva che sposta la creazione di ricchezza condivisa fuori dal nostro Paese.

VALORE. Un cibo, ma anche un indumento o un paio di scarpe, italiani al 100% permettono di dare il giusto valore a tutte le componenti della catena produttiva, dall’origine alla vendita. Chi li importa o utilizza materie prime o semilavorati non italiani, li paga molto meno. E il consumatore ha diritto di saperlo.

MARGINI. Il vero made in Italy garantisce ai produttori di materie prime – ad esempio agli agricoltori e agli allevatori – i margini per rendere profittevole la loro attività.

BIODIVERSITA’. I cibi della nostra tradizione alimentare sono strettamente legati agli ingredienti coltivati localmente e garantiscono per questo la tutela della biodiversità.

COMPETITIVITA’. I veri prodotti italiani possono costare di più. La qualità, l’unicità e la sicurezza hanno un prezzo che i consumatori pagano volentieri. Così anche un alimento più caro conserva un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti taroccati.

CAMPAGNE. Il valore aggiunto che si crea nei primi anelli delle filiere può garantire un reddito sufficiente agli agricoltori ed evita che le campagne si spopolino. Come purtroppo sta accadendo in molte aree d’Italia.

DISTRETTI. Il legame tra prodotto finito e origine delle materie prime salva anche i distretti produttivi, come accade ad esempio con le Dop (Denominazione d’origine protetta). Una filiera trasparente crea i presupposti per mantenere nel nostro Paese tutte le lavorazioni, inclusi i trasporti, la logistica e il magazzinaggio.

TASSE. Un prodotto italiano al 100% genera anche introiti importanti per il Fisco e gli enti previdenziali. Se tutte le fasi della lavorazione avvengono in Italia si pagheranno qui pure le tasse sul lavoro e sugli utili d’impresa. Oltre a versare i contributi nelle nostre casse pensionistiche.