Servizio Civile: a un anno di distanza, un giovane su due lavora

Sono i risultati dell'indagine ISFOL-INAPP "Il Servizio Civile tra cittadinanza attiva e occupabilità". Il 10% di chi ha un lavoro lo ha ottenuto proprio grazie a questa esperienza

È un’esperienza che sta entrando nella vita di tanti giovani quella del Servizio Civile, cioè un anno dedicato alla “difesa non armata della patria e della promozione dei valori fondanti della Repubblica”. Ed è un’esperienza che fa crescere e sviluppare professionalità: tanto che, a un anno di distanza, un giovane volontario su due risulta occupato. Sono i risultati dell’indagine ISFOL-INAPP “Il Servizio Civile Nazionale tra cittadinanza attiva e occupabilità”, risultati che arrivano a pochi giorni dall’approvazione in Consiglio dei ministri del Decreto legislativo di riforma del Servizio civile universale.

Dopo un anno dalla fine del servizio civile un giovane su due è occupato.
Nello specifico, il 39,3% lavora e il 12,9% studia e lavora. Un altro 15,2% studia esclusivamente. Tra i giovani occupati il 61% ha un lavoro continuativo, con contratto. Il 10% di chi ha un lavoro lo ha ottenuto proprio grazie al servizio civile. Il 77% utilizza nel proprio lavoro le competenze apprese nel servizio civile.

L’indagine utilizza come popolazione di riferimento i giovani volontari del bando 2013 (campione di 1.511 giovani su un totale di 13.375), che hanno svolto il servizio civile nel 2014- 15 e che sono stati intervistati a un anno di distanza. Si tratta nel 67% dei casi di donne. Il 29,1% risiede al Nord, il 21,7% al Centro, il 29,6% nel Sud e il 19,6% nelle Isole. Relativamente ai titoli di studio, il 47% è laureato, il 49% diplomato, il 4% si ferma alla licenzia media. Il 95% di chi ha fatto il servizio civile ritiene di aver accresciuto le proprie competenze, il 97% rifarebbe la scelta compiuta e il 69% considera il servizio civile importante per la vita professionale.