C’è una legge per salvare i borghi d’Italia

I comuni italiani con meno di 5mila abitanti sono il 67% del totale. Sono ricchi di storia e bellezza, ma sono anche fragili e a rischio spopolamento: dalla Camera azione bipartisan per tutelarli

Approvazione all’unanimità e in tempi record a Montecitorio per la legge che salverà i piccoli borghi italiani. Nei giorni scorsi, con 438 Sì, è passato il ddl che stanzia 100 milioni di euro per tutelare i comuni con meno di 5mila abitanti. La legge ora passerà al Senato e c’è la speranza che possa diventare definitiva entro fine anno.

I comuni con meno di cinquemila abitanti in Italia sono 5.585, il 67% del totale, e vi abitano poco più di 10 milioni di italiani. Sono su tutto il territorio italiano, ne costituiscono la spina dorsale; sono scrigni che custodiscono bellezza, cultura e tradizioni e costituiscono una delle attrattive turistiche più importanti del Paese. Eppure, lo abbiamo visto con il terremoto del Centro Italia, sono anche fragili. Stanno invecchiando e si stanno spopolando.

La legge approvata dalla Camera ha l’obiettivo di valorizzarli dal punto di vista architettonico, economico e sociale. Sono stati stanziati 100 milioni di euro, fino al 2023, per attuare misure che potenzieranno in questi comuni i servizi essenziali, rilanceranno il turismo e sosterranno l’agricoltura locale – un aspetto fondamentale se si pensa che 3 cibi Dop su 4 vengono prodotti proprio nei piccoli comuni. I fondi serviranno anche a diffondere la banda larga e a riqualificare edifici pubblici abbandonati, come le case cantoniere e le stazioni ferroviarie, per promuovere percorsi turistici alternativi.

 

La bella notizia nella bella notizia è che, per una volta, non ci sono stati scontri politici e tutte le forze parlamentari hanno approvato il testo. “Oggi è una bella giornata per chi vuole bene all’Italia – ha commentato entusiasta il deputato Pd Ermete Realacci, primo firmatario del ddl –  Una legge bipartisan nata a partire da una mia prop0osta di legge cui si è collegata quella analoga della collega del Movimento Cinquestelle Patrizia Terzoni che aiuterà l’Italia ad essere più forte e coesa, ad affrontare il futuro. È un’opportunità per tutto il Paese per un’idea di sviluppo che punta sui territori e sulle comunità, che coniuga storia, cultura e saperi tradizionali con l’innovazione, le nuove tecnologie e la green economy. Mi auguro che ci sia un’ampia maggioranza per favorire il dibattito in Senato”.