Comincia il Giro d’Italia, quest’anno si tinge anche di verde

Con il progetto Ride Green, incentrato sulla raccolta differenziata, la Corsa Rosa limiterà il proprio impatto ambientale. L'obiettivo è diventare un modello di sostenibilità per i grandi eventi sportivi

Prende il via oggi, 6 maggio, da Aperldoor, in Olanda, la 99ma edizione del Giro d’Italia, che si snoderà poi per 3.383 chilometri nella nostra Penisola. E al rosa, il colore della maglia del vincente, affiancherà il verde, il colore del rispetto per l’ambiente.
Da quest’anno, infatti, il Giro d’Italia è affiancato da Ride Green, iniziativa che mira a limitare l’impatto ambientale della corsa, che richiama sulle strade 12 milioni di tifosi.
Nel 2015 il Wwf, già charity partner del Giro con l’iniziativa 2015 Giro Loves WWF per la difesa del lupo, ha infatti realizzato uno studio sull’impatto ambientale della corsa e stilato un piano di cinque anni per trasformare questo evento in un modello di sostenibilità nel panorama dei grandi appuntamenti sportivi internazionali.

Nato dalla collaborazione tra RCS Sport ed E.R.I.C.A. soc. coop., Ride Green prevede che in tutte le 18 tappe italiane all’interno delle aree della manifestazione si organizzi la raccolta differenziata dei rifiuti. Per fare questo sono previsti 406 contenitori (169 alla partenza e 237 all’arrivo), 15.600 sacchetti, 40mila stoviglie compostabili che saranno utilizzate nelle aree di ospitalità. Saranno più di 200 i volontari, nelle varie località del tracciato di gara, che daranno una mano a far funzionare la macchina organizzativa.
I cittadini, gli addetti ai lavori e i media coinvolti saranno sensibilizzati sulle tematiche ambientali. Il progetto, unico nel suo genere, intende veicolare un messaggio importante attraverso i canali mediatici che seguono il giro sul territorio e a livello nazionale ed internazionale: la salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio.

Queste le azioni messe in campo da Ride Green:

  • Raccolta differenziata di tutti i rifiuti prodotti durante la manifestazione nelle aree di pertinenza della stessa. Carta e cartone, plastiche, metalli (alluminio, banda stagnata e acciaio), vetro e organico.
  • Riciclo dei materiali raccolti, con l’aiuto delle ditte locali.
  • Attivazione di progetti di seconda vita, anche con valenza sociale, per materiali altrimenti destinati alla discarica.
  • Misurazione delle performance: quanti rifiuti produciamo in ogni tappa? Quanti ne differenziamo? Quanti rifiuti potremmo ridurre nelle prossime edizioni?
  • Condivisione di cultura e contributo nel formare un pensiero green, insieme con gli spettatori, le amministrazioni pubbliche, gli addetti ai lavori, gli sponsor e gli atleti.
  • Sensibilizzazione contro il littering, ossia l’abbandono di rifiuti, con un servizio a supporto di coloro che attendono i corridori fatto con le biciclette a impatto zero. La bicicletta diventa dunque simbolo di mobilità sostenibile ma anche mezzo per raccogliere i rifiuti abbandonati e differenziarli.