Giornata mondiale dell’infermiere. Un grazie di cuore a questi importanti professionisti.

Si mettono in gioco nelle situazioni più disparate, seguono i malati di notte in ospedale. A loro ci si rivolge per il primo intervento in caso di emergenza.

Lo sappiamo tutti: “La sanità non funziona senza infermieri”, come dice lo slogan della della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), il maggiore d’Italia con oltre 450mila iscritti.

Gli infermieri, assieme ai medici e a tutto il personale degli ospedali sono stati fondamentali nella gestione dell’emergenza della crisi da Covid-19. Hanno tante funzioni oltre a quelle ospedaliere:  esercitano nelle scuole, nei centri antiviolenza così come nei campi estivi o sui luoghi di lavoro dove sono più frequenti gli infortuni; coordinano il processo di donazione di organi e tessuti; insegnano all’università; sono il punto di riferimento per i malati rari; gestiscono ambulatori e interi reparti; utilizzano strumenti tecnologici all’avanguardia, dagli ecografi di ultima generazione al telecontrollo dei pacemaker, sono quelli che vengono anche nelle nostre case per prendersi cura dei malati, anche terminali. Fanno un lavoro difficile, sempre a stretto contatto con problemi, non solo medici, ma a volte anche sociali. Medicano le nostre ferite e ci tengono la mano quando abbiamo paura, seguono i nostri anziani, sono loro a mettere in atto le prescrizioni dei medici, a tenerci la mano se abbiamo paura. “I nostri iscritti oggi sono chiamati a presidiare il territorio, ad accettare la sfida dell’assistenza domiciliare integrata, a mettersi in gioco anche in qualità di consulenti e liberi professionisti, e nei settori più disparati, a partire dalla prevenzione delle patologie e dalla promozione di corretti stili di vita”, spiega la presidente Mangiacavalli.

Questa giornata è dedicata a loro, a loro va il nostro grazie più sentito.