“Il livello di patrimonializzazione del sistema bancario italiano è adeguato”, Luigi Federico Signorini, Direttore Generale della Banca d’Italia

"In un contesto pieno di incertezze, mantenere la posizione patrimoniale in condizioni robuste è necessario per preservare la capacità del sistema bancario di sostenere l’economia reale", spiega in un recente intervento il Direttore Generale della Banca d’Italia

“Il livello di patrimonializzazione del sistema bancario italiano è oggi nel complesso adeguato. Il rapporto tra il capitale di migliore qualità e le attività ponderate per il rischio (CET1 ratio) era pari lo scorso giugno al 14,8 per cento. L’impatto sul patrimonio del calo del valore dei titoli di Stato valutati al fair value appare gestibile: nostre stime indicano che un aumento parallelo di un punto percentuale dei rendimenti di questi titoli comporterebbe una riduzione del CET1 ratio di circa 20 punti base”, ha spiegato Luigi Federico Signorini, Direttore Generale della Banca d’Italia, in un recente intervento in occasione della 54ª Giornata del Credito organizzata dall’Associazione Nazionale per lo Studio dei Problemi del Credito e dedicata a “I finanziamenti all’economia e le nuove tecnologie”.

“In un contesto pieno di incertezze, mantenere la posizione patrimoniale in condizioni robuste è necessario per preservare la capacità del sistema bancario di sostenere l’economia reale anche se e quando i rischi per la stabilità finanziaria dovessero materializzarsi. Occorrono scelte prudenti: riconoscere senza indugio le perdite probabili sui crediti; aggiustare con tempestività il capitale detenuto per fronteggiare scenari avversi. Nei prossimi mesi le autorità di supervisione, tenuto anche conto dell’avvertimento dell’ESRB, presteranno la massima attenzione affinché le banche operino in coerenza con questi principi”

“Le banche sono chiamate a non far mancare all’economia il sostegno di un credito accorto. Le premesse ci sono: bilanci in ordine, patrimonio adeguato, crediti inesigibili pari a una frazione di quelli di dieci anni fa. Chi allora avesse potuto antivedere la situazione di oggi, mantenuta e anzi rafforzata nonostante due crisi delle proporzioni che conosciamo, se ne sarebbe forse meravigliato. Vada il merito a chi le ha guidate, al mercato che le ha spronate, e magari (se mi è consentito) in qualche misura alle autorità che le hanno regolate e vigilate. 

Ma non è di compiacimento che c’è bisogno oggi, bensì di un impegno rinnovato; e della consapevolezza del ruolo ancora insostituibile del credito bancario nel far funzionare il meccanismo economico di una collettività: purché esso sia esercitato con competenza, prudenza, disponibilità al nuovo e radicato senso della realtà”.

 

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