Festival dell’Economia di Trento: “Le cooperative sono costruttori di rete sociale”, Aldo Bonomi

Aldo Bonomi al Festival dell'Economia di Trento 2026 (foto ufficio stampa)
Per il sociologo, infatti, il sistema cooperativo non può essere ridotto a un semplice soggetto del mercato, ma deve continuare a rappresentare uno strumento di costruzione di relazioni, solidarietà e partecipazione collettiva.

Al Festival dell’Economia di Trento il sociologo Aldo Bonomi ha lanciato un forte richiamo al mondo cooperativo, invitandolo a interpretare le profonde trasformazioni economiche e sociali contemporanee attraverso la chiave delle reti e dei flussi che attraversano territori, comunità e relazioni umane. Un intervento che ha posto al centro il ruolo strategico della cooperazione in una società sempre più segnata dalla frammentazione sociale e dall’ipermodernità.

Secondo Bonomi, le cooperative rappresentano oggi molto più di una semplice esperienza economica o produttiva. “Le cooperative sono costruttori di rete sociale. Chi si occupa di questo flusso?”, ha osservato, evidenziando come la capacità di creare connessioni tra persone, territori e comunità costituisca uno degli elementi più preziosi del modello cooperativo. In un contesto dominato dalle piattaforme digitali, dalla velocità dei cambiamenti e dall’individualizzazione crescente, il sociologo ha sottolineato la necessità di recuperare e rafforzare quei legami sociali che permettono alle comunità di restare coese.

Bonomi ha inoltre ribadito la centralità del mutualismo come fondamento originario della cooperazione, ricordando che “mutualismo e cooperazione vengono prima dell’economia sociale”. Un’affermazione che richiama le radici storiche del movimento cooperativo e ne riafferma il valore culturale e civile oltre che economico. Per il sociologo, infatti, il sistema cooperativo non può essere ridotto a un semplice soggetto del mercato, ma deve continuare a rappresentare uno strumento di costruzione di relazioni, solidarietà e partecipazione collettiva.

Nel suo intervento, Bonomi ha attribuito alle cooperative una responsabilità nuova e strategica per il futuro dei territori. “Siete custodi del capitale sociale, del capitale relazionale e dovete diventare custodi del capitale semantico dei territori”, ha dichiarato, indicando la necessità di preservare non solo le reti umane e sociali, ma anche il significato, l’identità e la narrazione delle comunità locali. Una funzione che assume un peso ancora maggiore in una fase storica caratterizzata da trasformazioni economiche rapide, disuguaglianze crescenti e crisi delle appartenenze tradizionali.

Il sociologo ha infine lanciato un messaggio rivolto al futuro della cooperazione, invitando il settore a non considerarsi una realtà legata esclusivamente al passato. “Non siete un’eredità da raccontare, ma un racconto del futuro”, ha affermato, sottolineando come il modello cooperativo possa rappresentare una risposta concreta alle sfide della contemporaneità. Per Bonomi, infatti, la tenuta della coesione sociale dipenderà sempre più dalla capacità di costruire reti solide e inclusive: “Per la coesione sociale servono le reti: senza reti frana tutto”. Un monito che richiama il valore della cooperazione come presidio sociale e come infrastruttura relazionale indispensabile per affrontare le sfide del presente e del futuro.

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