La Società Gallaratese per gli Studi Patri è stata fondata nel 1896 con lo scopo di conservare il patrimonio archeologico, storico, artistico ed etnoantropologico del territorio di Gallarate, promuovere studi, lavori e ricerche che illustrino la storia e la cultura di tale zona e di organizzare e curare manifestazioni di carattere culturale, artistico e storico.
L’anniversario che accompagna il programma di quest’anno non viene proposto come una ricorrenza celebrativa in senso autoreferenziale, ma come un progetto culturale diffuso, pensato per restituire alla comunità una consapevolezza attiva delle proprie radici.
È questo l’orientamento indicato dal presidente Massimo Palazzi, che sottolinea come la memoria debba essere uno strumento di crescita e non un esercizio formale. «Le celebrazioni non sono solo occasioni per ricordare, ma soprattutto opportunità per sviluppare approfondimenti, progetti, ricerche e quindi stimoli per il miglioramento del contesto culturale e sociale della Città», afferma Palazzi, delineando una visione che attraversa l’intero calendario delle iniziative.
Si parte con “Il Museo va in città”, che rappresenta uno dei fili conduttori più significativi dell’anniversario e trova una prima concreta espressione già a partire dal 13 dicembre 2025, con ingresso libero, nell’atrio di Palazzo Borghi, in via Verdi 2 a Gallarate. Qui verrà esposto il dipinto di Arrigo Andreani, Processione a Gallarate, realizzato nel 1934 e conservato nel Museo della Studi Patri, raffigurante la processione del Corpus Domini del giugno di quell’anno. L’esposizione non si limita alla presentazione dell’opera, ma ne propone una lettura articolata sotto il profilo artistico, religioso e storico, trasformando il quadro in occasione di approfondimento e dialogo con la città. Lo stesso percorso verrà riproposto il 17 gennaio 2026, sempre nell’atrio di Palazzo Borghi, attraverso esercizi di lettura dell’opera che rafforzano il legame tra il Museo e lo spazio pubblico urbano.
Tra i momenti più attesi dell’anno figura il rientro in Museo, previsto per il mese di febbraio, della Draisinia, storico velocipede recentemente restaurato grazie al Bando Restituzioni e attualmente esposto al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Il reperto troverà collocazione definitiva nella rinnovata Manica Viscontea, una delle parti più antiche del complesso museale, restituita al pubblico attraverso un nuovo allestimento che valorizza insieme l’oggetto e il contesto architettonico.
Dal 15 marzo riprenderanno le visite domenicali al Museo, affiancate da aperture straordinarie realizzate in collaborazione con realtà di primo piano come il FAI, il Conservatorio Puccini, il Gruppo Archeologico DLF di Gallarate e la Soprintendenza Archeologica della Lombardia. Una rete di collaborazioni che rafforza il ruolo del Museo come spazio culturale dinamico e profondamente connesso al territorio.
La vocazione scientifica della Studi Patri troverà una delle sue espressioni più rilevanti nel convegno del 18 aprile dedicato all’archeologia del territorio varesino, occasione per fare il punto sui risultati degli scavi più recenti, da Castelseprio a Castiglione Olona, da Arsago Seprio alle palafitte varesine, passando per Lagozza di Besnate e Sesto Calende, confermando il contributo storico dell’associazione alla conoscenza delle radici più antiche del Gallaratese.
Nei mesi successivi il programma proseguirà intrecciando storia, ricerca e divulgazione. A maggio una conferenza dell’Associazione Storica Amaltea sarà dedicata alla figura del medico nel Risorgimento, mentre a giugno la Studi Patri prenderà parte a un percorso di visita dei luoghi archeologici dell’Antico Seprio. Il 24 giugno sarà invece una serata di memoria e riconoscenza dedicata a Luciana “Treccia” Zaro, figura di riferimento per Filosofarti e per la vita culturale gallaratese.
Il Chiostrino di via Borgo Antico tornerà a essere anche spazio di musica e arti visive, con due appuntamenti musicali curati dal Conservatorio Puccini e una mostra di opere inedite di Fratelvenzo, pittore molto amato in città, resa possibile grazie alla collaborazione di collezionisti privati, in un dialogo virtuoso tra pubblico e privato che restituisce al Museo il suo ruolo di luogo condiviso.
L’autunno sarà caratterizzato da due eventi di grande rilievo storico-artistico. Il 12 settembre verrà inaugurata la mostra dedicata alla necropoli di via Carreggia a Cardano al Campo, fondamentale per la ricostruzione dell’età romana nel Gallaratese e già oggetto di scavo, negli anni Settanta, da parte della squadra archeologica della Studi Patri. Il 3 ottobre un convegno su Renzo Colombo aprirà la presentazione delle opere in gesso dell’artista, restaurate dagli allievi dell’Accademia “Aldo Galli” di Como e ricollocate nella nuova gipsoteca, in continuità ideale con l’allestimento inaugurale del Museo nel 1926. Il percorso sarà completato da un concerto il 4 ottobre, giorno di San Francesco, ancora una volta a cura del Conservatorio Puccini.
Tutte queste iniziative si inseriscono in un più ampio processo di rinnovamento strutturale e tecnologico del Museo, avviato negli ultimi anni e ormai prossimo alla conclusione. Un investimento che guarda al futuro senza tradire la missione originaria dell’associazione. Come sottolinea ancora Palazzi, l’obiettivo è rendere i gallaratesi sempre più consapevoli del ruolo del Museo della Studi Patri quale museo civico di storia, archeologia e arte antica, non solo come custode della tradizione culturale, ma soprattutto come luogo di incontro, studio, confronto e sviluppo dell’interesse per la storia locale, fondamento di un’identità condivisa capace di dare senso al presente e orientare il futuro della città.

