La medaglia di bronzo al Valor Militare assegnata a Legnano 45 anni fa per i suoi partigiani

L’elenco dei partigiani caduti è importante: 5 fucilati, 3 morti in seguito a torture, 5 caduti in combattimento, 19 morti nei campi di sterminio nazisti, 36 caduti nei combattimenti insurrezionali o deceduti in seguito a ferite riportate.

L’alta concessione ha voluto premiare in particolare i meriti partigiani durante la lotta di Liberazione: “Fedele alle secolari e nobili tradizioni del suo popolo durante 19 mesi di occupazione nazifascista, sosteneva coraggiosamente le forze partigiane, subendo la tracotanza nemica senza mai piegarsi ed offrendo un notevole contributo nella lotta per la liberazione della Patria. (Legnano, 8 settembre 1943 – 24 aprile 1945)”.

In occasione della consegna nel 1979 della medaglia di bronzo al V.M. il Sindaco legnanese di allora, dott. Franco Crespi, ha voluto puntualizzare: “ma perché dobbiamo essere fieri di questa decorazione, perché ci siamo dati da fare per ottenerla, perché abbiamo organizzato una grande manifestazione ufficiale? A questi interrogativi che credo sorgano soprattutto nei giovani, ma anche in coloro che ormai hanno dimenticato la lotta di liberazione o che ormai considerano quella un fatto che ha avuto la sua importanza, ma che ora si può tranquillamente accantonare perché nulla ha più da dire a questo nostro tempo si deve rispondere: 1° la Resistenza ha determinato una svolta fondamentale nella vita nazionale, grazie alla quale noi oggi siamo liberi, siamo democratici, siamo amanti della pace; 2° Legnano ha contribuito con le idee e con il sangue di alcuni suoi cittadini alla riaffermazione nel paese di quegli ideali; 3° la Resistenza non è un fatto di ieri e basta, ma è un fatto di tutti i giorni perché da trentaquattro anni quotidianamente resistiamo agli attacchi più o meno violenti (in questi ultimi anni violentissimi) alla libertà, alla democrazia, alla pace; 4° Legnano da trentaquattro anni contribuisce con il lavoro dei suoi cittadini al progresso civile della città e della nazione, progresso basato soprattutto sulla conservazione e promozione dei valori recuperati con la Resistenza”.

L’elenco dei partigiani caduti è lungo: 5 fucilati, 3 morti in seguito a torture, 5 caduti in combattimento, 19 morti nei campi di sterminio nazisti, 36 caduti nei combattimenti insurrezionali o deceduti in seguito a ferite riportate.

“E’ bene – scriveva Sandro Pertini nella prefazione al volume Legnano nella Resistenza – che tutti conoscano la lunga battaglia combattuta contro il fascismo in tutta la zona dell’Alto Milanese, durissima e senza soste, con scioperi e agitazioni nelle fabbriche anche nei momenti più oscuri del ventennio nero; è bene che non si dimentichino i nomi dei venti antifascisti denunciati al tribunale speciale, di coloro che trascorsero un lungo periodo nelle carceri fasciste, di coloro che dettero un contributo alla difesa della Repubblica Spagnola, dei sessantotto caduti della Resistenza, o deportati e morti a Mauthausen, della medaglia d’oro Mauro Venegoni, operaio che dedicò tutta la vita alla lotta per la libertà e che fu barbaramente trucidato dalle Brigate Nere il 30 ottobre 1944 dopo essere stato sottoposto alle più atroci torture”.

 

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