Valorizzare i dislessici nel mondo del lavoro: che cosa prevedono le nuove linee guida europee

L’Università dell’Insubria partner del progetto Dyslexia@work.eu, promosso dall’Associazione Italiana Dislessia e presentato il 13 ottobre al Parlamento Europeo

Al Parlamento europeo a Bruxelles sono stati presentati i risultati di Dyslexia@work.eu, ovvero le nuove linee guida europee per promuovere l’accesso al mondo del lavoro delle persone con dislessia o altri disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa).

Il progetto mira a mettere in campo una serie di azioni per migliorare le competenze delle figure professionali preposte all’inserimento dei dislessici nel mondo del lavoro: consulenti di orientamento, specialisti della gestione e della formazione delle risorse umane nelle aziende, operatori dei servizi per l’impiego pubblici e privati.

Partendo dalle esperienze sviluppate in diversi contesti territoriali, il risultato atteso è arrivare alla realizzazione di un “modello di intervento” relativo ai servizi per il lavoro, l’inserimento lavorativo e la formazione sul luogo di lavoro.

Dyslexia@work.EU ha quindi un approccio win-win, con benefici per tutti gli stakeholders:

  • i lavoratori (o aspiranti tali) dislessici che saranno selezionati e valutati in maniera più equa e rispettosa della propria condizione;
  • gli operatori dell’inserimento lavorativo (dagli orientatori ai selezionatori, dagli uffici risorse umane delle aziende agli operatori del servizio pubblico) che avranno maggiori competenze per poter svolgere al meglio il proprio lavoro;
  • le aziende che avranno lavoratori meglio inseriti nell’organico e quindi più produttivi;
  • la società in generale, che trae un vantaggio dall’aumento di possibilità che un maggior numero di persone possa essere correttamente inserito nel mondo del lavoro.

L’Università dell’Insubria era presente con Cristiano Termine, professore di Neuropsichiatra infantile, che è tra gli autori dell’importante documento, al quale hanno collaborato per l’Ateneo anche Stefano Bonometti e Francesca Zappa.

L’ente capofila del progetto è l’Associazione Italiana Dislessia, tra i partner, oltre all’Università dell’Insubria: Malta Dyslexia Association, Dyslexia Association of Ireland, British Dyslexia Association, Fédération française des Dys.

Dyslexia@work.eu ha due finalità. La prima è individuare un insieme di buone prassi, metodologie e strumenti che consentano ad aziende, selezionatori e servizi per il lavoro pubblici e privati, anche in presenza di difficoltà specifiche come la dislessia, di poter valutare in modo appropriato e con cognizione di causa le capacità e il talento di un candidato dislessico. La seconda è fornire contestualmente ai dislessiciadulti opportunità per approcciare e affrontare serenamente le fasi di ricerca e selezione, l’inserimento lavorativo e la crescita professionale, minimizzando la fatica e i disagi che la dislessia comporta.

Le fasi in cui è strutturato il progetto sono tre. La prima, che si è conclusa ad ottobre 2020, era un’analisi comparata della tematica nei diversi Paesi europei. La seconda, terminata a luglio 2022, è stata una ricerca-azione con interviste strutturate agli operatori/professionisti che in vario modo si occupano di inserimento lavorativo, al fine di rilevarne conoscenze e specifiche competenze in tema di dislessia e mercato del lavoro.

La terza fase è quella culminata ieri a Bruxelles: la creazione di linee guida e manuale operativo che avranno l’obiettivo di fornire agli operatori gli strumenti idonei per individuare e valorizzare le reali potenzialità, senza negarne anche le difficoltà, dei lavoratori dislessici nel loro inserimento nel mondo lavorativo, cercando quindi di facilitare e rendere maggiormente efficaci i percorsi di orientamento e le fasi della selezione.

Partendo dunque dalle esperienze sviluppate in diversi contesti territoriali, il risultato raggiunto con Dyslexia@work.eu è la realizzazione di un “modello di intervento” relativo ai servizi per il lavoro, l’inserimento lavorativo e la formazione sul luogo di lavoro: i lavoratori (o aspiranti tali) dislessici che saranno selezionati e valutati in maniera più equa e rispettosa della propria condizione.

 

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