Le buone pratiche che fanno crescere i territori al Festival Nazionale dell’Economia Civile

Si tratta di un modello dove le istituzioni fanno il loro ruolo a pieno, solamente quando mettono in moto le energie migliori della popolazione, nella logica della cittadinanza attiva

Quali sono le buone pratiche per la rinascita e crescita dei territori e delle aree interne? Cosa fare per una comunità e del benessere sostenibili? A queste e ad altre domande ha risposto l’evento online “In buona compagnia… nella comunità”, tappa di avvicinamento alla quarta edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, che si terrà a Firenze dal 16 al 18 settembre 2022 all’interno del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.

«Durante questi incontri – ha proseguito Becchetti – parliamo soprattutto delle buone pratiche, che danno fiducia e stimoli per costruire percorsi legislativi nuovi, ma sempre nell’ottica dell’economia civile, ovvero quel modello dove le istituzioni fanno il loro ruolo a pieno, solamente quando mettono in moto le energie migliori della popolazione, nella logica della cittadinanza attiva. Se sapremo investire in questi percorsi di cittadinanza attiva, facendo sentire i cittadini protagonisti della cosa pubblica, allora il futuro ci sorriderà».

Greta Barbolini (Presidenza Nazionale Arci) ha dichiarato: «Il PNRR vede, sulla carta, un grande ruolo da protagonista per gli enti locali, che poi però faticano e lamentano di non trovare il giusto spazio. Noi, come soggetti del terzo settore, ci sentiamo poco coinvolti nella co-progettazione del futuro.
E’ importante mettere al centro della ripresa le comunità. Per tante organizzazioni, tra cui Arci, il territorio è il fulcro centrale del lavoro e spesso le sedi centrali si modellano proprio su quanto richiede il territorio. Parlare di economia civile sui territori è, quindi, fondamentale. Dentro la definizione di economia civile, noi come Arci ci troviamo benissimo. Deve esserci una potente alleanza tra persone organizzate e istituzioni locali, che insieme studiano ricette per un cambiamento e per uno sviluppo socialmente sostenibile. Questo per noi è economia civile».

Stefania Proietti (Sindaco del Comune di Assisi) ha sottolineato come «noi  sindaci ci troviamo ad affrontare situazioni straordinarie con sempre più frequenza. Ormai siamo dei commissari, senza poteri commissariali, questo perché il sistema della pubblica amministrazione non è stato ancora aggiornato, nonostante l’avvento del PNRR.
Ci sono dei fondi importantissimi che sono arrivati e continueranno ad arrivare per rigenerazione urbana, nuovi impianti sportivi, ammodernamenti delle scuole e delle attività energetiche, ma la burocrazia rischia di bloccare tutto. L’impegno per far rinascere le comunità e i territori deve passare anche da un nuovo modello burocratico che non ostacoli, ma aiuti».

All’evento hanno preso parte, raccontando le buone pratiche del territorio umbro, anche Andrea Tittarelli (Manager La Semente e Ambasciatore Economia Civile 2020), Ada Girolamini (Presidente ADOC Umbria) e Silvia Rondoni (Coordinatrice progetto “La Portineria”).

L’evento, organizzato dal FNEC in collaborazione con Arci e Arci Umbria, è stato introdotto e moderato da Leonardo Becchetti (Direttore Festival Nazionale dell’Economia Civile e Co-fondatore NeXt Economia): «Quello di oggi non è solo un evento, ma una delle tante tappe di avvicinamento al Festival Nazionale dell’Economia Civile, durante le quali condividiamo idee e pensieri che ci accompagnano nella quotidianità».

Il Festival Nazionale dell’Economia Civile, nato da un’idea di Federcasse (l’Associazione Nazionale delle Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali, Casse Raiffeisen) che lo promuove insieme a Confcooperative, organizzato e progettato con NeXt (Nuova Economia Per Tutti) e SEC (Scuola di Economia Civile) e con il contributo di Fondosviluppo, si è ormai accreditato come un evento di particolare interesse su temi che pongono al centro l’uomo, il suo valore come individuo, il bene comune.