Funicolare del Campo dei Fiori di Varese al 58° posto dei luoghi del cuore del Fai

C'è tempo fino al 15 dicembre 2020 per votare. Dopo il censimento il FAI sostiene una selezione di progetti promossi dai territori a favore dei luoghi che hanno raggiunto una soglia minima di voti.

Con oltre 3700 voti la stazione Monte della Funicolare del Campo dei Fiori al momento è al 58° posto nella classifica dei Luoghi del Cuore del Fai. Si tratta del più importante progetto italiano di sensibilizzazione sul valore del nostro patrimonio che permette ai cittadini di segnalare al FAI attraverso un censimento biennale i luoghi da non dimenticare.
Dopo il censimento il FAI sostiene una selezione di progetti promossi dai territori a favore dei luoghi che hanno raggiunto una soglia minima di voti.

La STAZIONE DI MONTE della Funicolare del Campo dei Fiori fu costruita nel 1911 su iniziativa della Società Grandi Alberghi Varesini su progetto dell’Architetto Giuseppe Sommaruga. I binari si sviluppavano lungo un percorso di 900m che consentiva in 11 minuti di raggiungere la vetta del Monte Tre Croci. Fu per anni la più alta funicolare d’Italia. La stazione di monte è composta da un edificio a pianta quadrata, sviluppato su due piani fuori terra e uno interrato. Al livello inferiore erano posizionati i motori e le apparecchiature, al piano terra era presenta la sala d’attesa dotata di piccolo bar e biglietteria, mentre al piano superiore era collocato l’alloggio per il macchinista. L’architettura di Sommaruga si manifesta nell’uso alternato per fasce orizzontali dei materiali di finitura, nell’utilizzo della pietra locale e nelle decorazioni in cemento plastico. Degni di nota erano i numerosi ferri battuti che decoravano l’edificio, oggi non più presenti. “…undici minuti eterni e splendidi tra una curva e una trincea; un ultimo rettifilo e la carrozza si arresta sotto una maestosa tettoia. A quell’altezza un esercito di operai lavora a squarciare il monte e a edificare il grande albergo che prenderà il nome di Grand Hotel del Campo dei Fiori…” (F. OGLIARI “Varese e i suoi trasporti”)