Banche: diminuiscono le sofferenze di quasi 50 miliardi in due anni e aumentano i prestiti

Lo certifica l'ultimo rapporto dell'Abi, l'Associazione bancaria italiana

Le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse) a novembre 2018 si sono attestate a 37,5 miliardi di euro; un valore inferiore rispetto ai 38,3 miliardi del mese precedente e in forte calo, -49,3 miliardi, rispetto al dato di dicembre 2016 (86,8 miliardi, cfr. Tabella 4). In 23 mesi si sono quindi ridotte di quasi il 57%. Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di oltre 51 miliardi, pari a circa il 57,7%. Lo certifica l’ultimo rapporto dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana.

Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali si è attestato al 2,18% a novembre 2018 (era 4,89% a fine 2016)

Dai dati al 31 dicembre 2018, emerge che i prestiti a famiglie e imprese sono in crescita su base annua di +2,2%, proseguendo la positiva dinamica complessiva del totale dei prestiti in essere. Tale evidenza emerge dalle stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia, relativi ai finanziamenti a famiglie e imprese (calcolati includendo i prestiti non rilevati nei bilanci bancari in quanto cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni, ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni).  Sulla base degli ultimi dati relativi a novembre 2018, si conferma la crescita del mercato dei mutui. L’ammontare totale dei mutui in essere delle famiglie registra una variazione positiva di +2,3% su base annua

In Italia i depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) sono aumentati, a dicembre 2018, di circa 32 miliardi di euro rispetto a un anno prima (variazione pari a +2,2% su base annuale), mentre si conferma la diminuzione della raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, per oltre 42 miliardi di euro in valore assoluto negli ultimi 12 mesi (pari a -15,3%). La dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) risulta in calo dello 0,6% a dicembre 2018