Il Senato riconosce la natura diversa degli strumenti di capitale delle Bcc

Il Senato approva gli emendamenti all’art. 20 del Decreto Legge 119/2018 (cosiddetto Pace fiscale) riferiti alle BCC

Il provvedimento licenziato dal Senato, riporta al suo interno misure di particolare rilievo ed interesse per il Credito Cooperativo italiano. Nello specifico delle BCC, prevede:

  1. il riconoscimento della natura diversa degli strumenti di capitale delle BCC (e dei soggetti di finanza etica di cui all’art. 111-bis del TUB) rispetto a quelli emessi dalle società per azioni, entro una certa soglia di valore nominale;
  2. l’introduzione di una forma particolare di vigilanza cooperativa con riferimento alla coerenza delle funzioni svolte dalle Capogruppo dei Gruppi Bancari Cooperativi rispetto alle finalità mutualistiche e territoriali delle BCC aderenti ai Gruppi stessi;
  3. l’introduzione per le sole Banche di Credito Cooperativo aventi sede legale nelle province autonome di Trento e di Bolzano della facoltà di adottare, in alternativa alla costituzione del Gruppo bancario cooperativo, sistemi di tutela istituzionale di cui all’art. 113 (7) del CRR (Capital Requirements Regulation);
  4. la possibilità da parte dei Gruppi Bancari Cooperativi di adottare l’istituto del cosiddetto “Gruppo Iva”.

“Ringraziamo il Governo, il MEF, il Senato, Aula e Commissioni Finanze e Bilancio – hanno dichiarato il Presidente di Federcasse Augusto dell’Erba e Maurizio Gardini di Confcooperative – per l’attenzione e la competenza dimostrate anche in quest’ occasione – nella quale le ragioni del Credito Cooperativo sono state ascoltate senza preconcetti, alla ricerca di un punto di equilibrio sostenibile, come infine è avvenuto. Significativo anche il voto unanime espresso dai senatori sull’emendamento riferito alla natura delle azioni delle banche mutualistiche e dei soggetti di finanza etica”.