Un anno dedicato agli antichi mestieri

0203Il tempo nel 2005 scorrerà con il ritmo lento ed operoso degli artigiani, dei mestieri che da secoli si trasmettono dal maestro al discepolo, in quella che da sempre è la “bottega” delle arti e dei mestieri. La nostra banca, infatti, ha deciso di dedicare agli antichi mestieri il calendario del prossimo anno ed è andata a cercare e a fotografare proprio alcuni dei maestri delle arti di un tempo, che vivono e lavorano nella nostra zona. L’idea è nata per sottolineare, una volta di più, il legame che la nostra banca ha con il territorio e con il mondo imprenditoriale. Dunque, dopo la performance dei Legnanesi sulle pagine del calendario 2004, si mandano ora in scena i lavoratori, coloro che con le mani creano piccole opere d’arte. Armati di macchina fotografica abbiamo girato nell’Alto Milanese e nel Varesotto a caccia di lavori artistici, di mestieri da bottega. Sono ancora in tanti nella nostra zona ad avere l’arte e l’artigianato nel sangue. Il primo dei dodici l’abbiamo trovato proprio nel consiglio d’amministrazione della banca: il consigliere Angelo Zanzottera (giugno), che ha ereditato dal padre l’arte di impagliare. “Una tradizione e un mestiere di famiglia”, spiega, “un lavoro fatto di passione e precisione. Non sono in molti a portalo ancora avanti, tanto che in tanti si rivolgono a me anche da lontano, per creare una nuova sedia, o un oggetto, o più semplicemente per riparare un mobile a loro caro.
A loro dedico le mie giornate di lavoro e la passione che in questo mestiere è fondamentale”. Gennaio è stato dedicato alla Microfusione Europea, l’azienda che continua una parte del lavoro dell’ex Rimoldi di Olcella di Busto Garolfo, e che porta avanti un procedimento antico per creare moderni pezzi di alta precisione, che vengono utilizzati e montati da marchi come Lamborghini e Ferrari. Il processo di fusione a cera persa, noto anche col nome di “microfusione”, ha origini molto lontane nel tempo e legate in gran parte al mondo dell’arte. Già gli scultori dell’antico Egitto, della Mesopotamia, della civiltà di Benin in Africa, della dinastia Han in Cina, utilizzavano questa tecnica per realizzare opere dalle forme complesse in rame, bronzo e in oro. In Europa ritroviamo 07traccia scritta della nostra tecnologia nel sedicesimo secolo, quando Benvenuto Cellini descrive nella sua autobiografia la tecnica utilizzata per realizzare il Perseo, insigne capolavoro della scultura rinascimentale italiana. Cellini utilizza, infatti, per fondere questa statua dal peso di circa tre tonnellate e mezzo, proprio il processo della cera persa. Solo verso gli inizi del 1900 questa tecnologia viene “riscoperta” per nuove appli- cazioni, le stesse oggi realizzate dalla Microfusione Europea. Nel nostro peregrinare abbiamo incontrato persone che si occupano di arte, maestri avvolti da timidezza e silenzio, artisti che giorno per gior- no costruiscono dei veri capolavori. A Induno Olona in provincia di Varese, abbiamo trovato un liutaio, Domenico Fantin (febbraio). Il suo è un mondo che racchiude in sé tanti segreti e tanti misteri. Per un liutaio conoscere il legno, avere l’abilità di lavorarlo, conoscere la tecnica, rap- presenta solo la base per lavorare. Poi, è l’esperienza ed il criterio di come si sperimenta che è impor- tante, in quanto per questo tipo di attività la ricerca dura quanto dura una vita. Sempre in provincia di Varese, a Gavirate, si trova uno degli ultimi scultori artigianali di pipe, Dorelio Rovera (marzo), che, dall’età di tre- dici anni, nel 1958, ha iniziato a lavorare la radica sotto lo sguardo attento e sapiente del padre. Dopo anni di esperienze lavorative, Dorelio capisce di voler intraprende- re una strada diversa: abbandona così la semplice pipa prodotta a macchina e si dedica alla creazione di una serie di pipe interamente lavorate a mano: il risultato è stupefacente. Grande arte e creatività si trovano anche nei mestieri di Luisella Clerici (luglio), di Varese, che della passione per il decoro su ceramica ha fatto una vera forma d’arte, e Elena Marzi (maggio), di San Vittore Olona, che lavora il vetro creando splendide vetrate e oggetti molto particolari. A Gallarate opera Riccardo Visentin (ottobre), un gioielliere le cui creazioni hanno girato il mondo. La tradizione orafa italiana 06ha una storia antichissima che vede nella gioielleria etrusca la nascita di un’arte vera e propria. Lo sviluppo dell’arte orafa non ha mai subito alcuna interruzione, creando stili e mode che hanno attraversato i secoli, lasciando testimonianza di una creatività e una originalità uniche. A Legnano abbiamo trovato Aristide Caloni (agosto), una vita spesa al servizio del tempo, un orologiaio provetto, che, indossato il monocolo, con grande manualità, pazienza e precisione rimette in sesto il movimento delle ore. È un tecnico e al tempo stesso un artista, che all’abilità manuale e alla sapienza artigianale ha saputo unire approfondite conoscenze di astronomia e di matematica, di meccanica e di ingegneria, di geometria e di metallurgia. Tante arti si fondono anche nel lavoro di Enrico Meraviglia (aprile), che con il suo staff produce a mano le forme che serviranno poi per realizzare degli stampi industriali: falegnameria, fonderia e disegno meccanico. Arte e artigianato, dunque, si fondono negli antichi mestieri, come quello di Antonio Peretta (settembre), di Legnano, un calzolaio che da una vita si dedica alle scarpe altrui, tanto che ormai sa capire il carattere e le inclinazioni della gente proprio dalle loro calzature. Un pizzico di creatività e il gioco è fatto. Cristina Blais (novembre), di Varese, ha unito la manualità della sartoria alla scienza dell’erboristeria. Nascono così i suoi cuscini profumati, che dalle botteghe di erborista si stanno diffondendo anche nei supermercati, tutti pezzi rigorosa- mente realizzati a mano. Ultimo, ma non in ordine di importanza, Franco Montalto, di Busto Arsizio, che per mestiere congela il tempo. 05È un restaura- tore molto noto che, come gli piace ripetere spesso, “conserva l’espressione e la cultura del tempo e dei tempi”. Il calendario 2005 della nostra banca segna un punto fermo ed una sfida per il nostro territorio: il rilancio dell’economia passa anche dalle iniziative concrete, dalla visibilità e dal sostegno, che da sempre la nostra Bcc assicura agli artigiani e agli imprenditori grandi e piccoli. Che il prossimo anno porti il meglio per tutti: serenità, lavoro, famiglia, salute ed affetti. Buon 2005 con gli antichi mestieri.

 

 

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