Con i Legnanesi di Felice Musazzi è un matrimonio da applausi

19Un anno dopo il fatidico sì la Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate e I Legnanesi di Felice Musazzi concedono il bis: la Bcc sarà infatti, anche per questa stagione, lo sponsor principale della compagnia teatrale dialettale che finalmente, da qualche mese, riunisce tutti gli eredi dell’indimenticabile Felice. È stato un successo il sodalizio fra questi due primattori nati e cresciuti sul palcoscenico che si estende dall’Altomilanese al Basso Varesotto, tanto che la liaison tra la Bcc e I Legnanesi si protrarrà sino all’estate del 2005, con ottime possibilità di fare della Teresa, la maschera
inventata mezzo secolo fa da Felice Musazzi, il testimonial per la promozione della banca in un futuro prossimo. Un’alleanza nel nome di un interesse e di un amore comune, il territo- rio, che Alberto Morandi, il pre- sidente del Progetto soci della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, così battezza: “La nostra Bcc è la vera e unica banca locale di questo territorio e per noi è stato naturale vede- re nella Teresa un testimonial perfetto per rappresentare le radici vere della nostra terra. L’accordo con la compagnia I Legnanesi di “Felice Musazzi”, giunto al secondo anno, è una delle scelte portanti della nostra strategia di comunicazione e stiamo predisponendo un piano per legare sempre più l’immagine della Teresa a quella delle nostre filiali”. Un 23impegno, quello della banca, che suona come un rilancio: il duetto Bcc – I Legnanesi può puntare ancora più in alto. Sfida raccolta dal partner Antonio Provasio, regista de I Legnanesi e interprete acclamato della Teresa, che commenta: “Possiamo davvero dire di essere cresciuti insieme, noi e la Bcc. Io ed Enrico Dalceri siamo davvero felici di aver rinnovato il contratto, scelta pienamente condivisa anche dal nuovo socio, Enrico Barlocco. Ringraziamo la Bcc che ha creduto in noi e ora ripartiamo alla grande con il nuovo spettacolo”. Infatti, se il 2004 si è aperto con i due calendari che la Bcc ha dedicato rispettivamente alla compagnia teatrale e alla mattatrice, alias Teresa Colombo, il 2005 si chiude con il nuovo spettacolo de I Legnanesi, Tela là la luna, una delle pièce più riuscite di Musazzi. Il varietà dialettale, in prima nazionale al Teatro di Varese dal 5 al 7 novembre, ha cominciato la sua tournée nei teatri del Milanese e del Varesotto per approdare, dal 14 dicembre al 16 gennaio 2005, al Teatro Nuovo di piazza San Babila, palcoscenico che è sempre stato prodigo di successi per Provasio & C. 20Lo spettacolo, diretto e interpre- tato da Antonio Provasio, vede sul palco anche Enrico Dalceri, nei panni della Mabilia, e Luigi Campisi in quelli del Giovanni. Le scenogra- fie e i costumi sono curati da Enrico Dalceri, direttore di scena è Sandra Musazzi, figlia del grande Felice, direttore tecnico è Enrico Barlocco. I testi sono a quattro mani, quelle di Musazzi, che della pièce ha fornito il canovaccio, e quelle del successo- re, Antonio Provasio, che porge al pubblico dell’inizio del terzo millen- nio le battute “rivedute e corrette” alla luce dei tempi cambiati. Una pratica, questa, che caratterizza i classici; il testo, a ogni nuova interpretazione, si rinnova, si ricalibra senza mai tradire il lascito del creatore per giungere sempre fresco sugli spalti. Nel titolo del varietà c’è tutto il Musazzi 22pensiero: Tela là la luna è il richiamo alla realtà fatto a chi sta fantasticando, è riportare a terra i piedi di chi ha preso il volo, magari proprio con destinazione luna, come i personaggi de I Legnanesi. Ognuno di questi sogna qualcosa di irrealizzabile e, quindi, in stridente, sgangherato contrasto con la propria persona: se la Teresa sogna di impersonare Maria Stuarda e la Mabilia vorrebbe ballare come una provetta soubrette, il Giovanni accarezza l’ambizione di diventare imprenditore, aspirazione cara a tanti lombardi e ancor più comica se instillata in un pover crist come il consorte della Teresa. Il risultato di queste fregole è di spostare il cortile lombardo nella Spagna del flamenco, di costringere alle ore piccole chi è più aduso a coricarsi con le galline come la Teresa e la Mabilia, che, di ritorno da una notte brava in moto, innescano una serie infinita di pasticci. Sarà il rifugio della confessione a quietare la coscienza della Teresa, sarà la valvola di sfogo del racconto a purificarla dall’insana infatuazione per le chimere. Come in tutti i varietà che si rispettino il gran finale è un tripudio di luci e musica ambientato in un fantasmagorico paesaggio lunare.21

 

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