Piano strategico del 2003: da ambizione a bella realtà

Maggio 2003, ultima domenica del mese: sotto il tendone allestito nel campo sportivo di Busto Garolfo, all’interno del quale ancora riecheggiano le risate della serata con gli artisti di Zelig, il presidente Silvano Caglio, a nome del consiglio di amministrazione eletto solo sei mesi prima, sigla un patto con i soci, presentando in maniera trasparente i propri piani. Per la prima volta nella storia della Bcc, infatti, un consiglio di amministrazione dichiara in anticipo i risultati che vuole raggiungere: “così che i soci ci potranno giudicare sui fatti, non sulle parole”, spiega Caglio. Maggio 2005, cioè due anni dopo, sempre ultima domenica del mese, ma questa volta a Malpensa Fiere: il consiglio di amministrazione che per due anni ha tenuto il timone della nostra banca sta per entrare nell’ultimo semestre di mandato ed è arrivato il tempo dei bilanci. Il ruolo di giudice viene ricoperto da Paolo Innocenti, responsabile del settore Studi e Strategie  della Federazione Lombarda delle Bcc, che nel 2003 aveva 41illustrato il piano strategico e che in questi mesi ne ha monitorato l’andamento. “Quando ci siamo visti due anni fa -attacca Innocenti, parlando con i soci- mi ricordo che al termine della presentazione del piano strategico qualcuno lo chiamò “ambizioso”. Ambizioso ma realizzabile, dissi io. Certo, bisogna tirarsi su le maniche, mettersi a lavorare seriamente, controllare, pianificare, inseguire i risultati. Bene, a distanza di due anni, debbo dire che voi della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate avete lavorato più del previsto”. “E i risultati vi danno ragione -ha continuato Innocenti-. Tutti i parametri fissati nel piano strategico, infatti, non solo sono stati raggiunti, ma sono stati quasi tutti superati. Vi siete mossi con metodo: avete42 fissato gli obiettivi, avete adeguato le azioni ai risultati da ottenere e poi avete agito. Questa è la strada giusta, come dimostra anche la ragnatela di relazioni e di progetti che avete impostato sul vostro territorio di riferimento”. Innocenti ha prima di tutto ricordato gli obiettivi che la Bcc si era data e che sono riassumibili in otto punti. 1. sviluppo del Progetto Soci e ampliamento della compagine sociale; 2. gestione del personale e razionalizzazione organizzativa; 3. implementazione del sistema dei controlli interni; 4. migliorare l’efficienza e la produttività; 5. migliorare la redditività; 6. diminuzione rischio di credito; 7. crescita dimensionale; 8. ampliamento territoriale. Quindi, il tecnico della Federazione regionale delle Banche di Credito Cooperativo è passato ad illustrare i risultati raggiunti. Tutti centrati, come detto, e come visualizzato nelle tabelle della sua relazione, che abbiamo riportato in queste due pagine, perché tutti i soci possano giudicare sui fatti e non sulle parole.

 

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