Cooperativismo e partecipazione la vera risposta alle sfide di oggi

A Rodi, durante l’annuale assise delle Bcc della Lombardia è stato fatto il punto sulle sfide del sistema economico italiano alla luce delle «grandi manovre» del settore bancario

Il tema dell’efficienza e dell’efficacia va posto anche nella partecipazione. Questo il tema del convegno annuale delle Bcc della Lombardia, che si è svolto a Rodi tra il 4 e il 7 ottobre, per confrontarsi su “Efficienza in movimento: la coesione del Credito Cooperativo in risposta alle sfide delle grandi concentrazioni”. Le grandi banche, i grandi gruppi di credito, in Lombardia come in Italia, piacciono sempre meno: questo, in estrema sintesi, è emerso con forza durante il convegno al quale hanno partecipato, tra gli altri, Alessandro Carretta, dell’Università Bocconi di Milano, Stefano Zamagni, dell’Università di Bologna, Massimo Mucchetti, vicedirettore del “Corriere della Sera”, Bruno Tabacci, deputato, Domenico Zambetti, assessore all’ Artigianato e ai servizi della regione Lombardia e i presidenti e i direttori generali di tutte e 48 le Bcc della Rosa Camuna. Tra loro, anche il nostro presidente, Lidio Clementi, accompagnato dai “vice”, Ignazio Parrinello e Roberto Scazzosi, e il nostro direttore generale, Paolo Innocenti. A inquadrare il tema del convegno è stato Alessandro Azzi, presidente della Federazione Lombarda, che è partito dai cambiamenti che hanno interessato il Credito Cooperativo negli ultimi anni: «Le Bcc sono state protagoniste di profondi cambiamenti, avendo vissuto un intenso processo di aggregazione al loro interno che ne ha razionalizzato la presenza e rafforzato la capillarità, spostando il loro baricentro verso i Comuni di maggiore dimensione: dal 2001 al 2006 la presenza delle Bcc in città di oltre 50mila abitanti è passata dal 12,8 al 14,8 per cento». La concentrazione, dunque, che ha portato il numero della banche italiane da 1.600 a 793, non è l’unica strada possibile per competere; la coesione del movimento Cooperativo rappresenta una valida alternativa, se non un antidoto: «Il mercato bancario è molto cambiato con la dinamica delle aggregazioni -ha detto il nostro direttore generale, Paolo Innocenti- che, però, non hanno di fatto portato grandi miglioramenti per la clientela. In questa situazione, le Bcc sono le uniche che riescono a essere un’alternativa valida che risponde sia al mercato finanziario sia alla clientela». Numeri che negli ultimi due anni hanno premiato la nostra Bcc che, rispetto alla media del sistema lombardo, è cresciuta più del triplo: «Sono risultati giunti grazie alle strategie di questi anni -ha dichiarato il nostro presidente Lidio Clementi-. Ci siamo sempre più qualificati come banca del territorio e il territorio ha apprezzato il nostro modo di fare, ma, soprattutto, di essere banca». Alla concentrazione, dunque, dati alla mano le Bcc puntano su una strategia capace di unire identità e coesione: un moltiplicatore di forza che il mondo della Cooperazione di Credito ha saputo progettare e che oggi si sta traducendo in fatti concreti. «Ma attenzione alle forme di concorrenza esagerata fra noi -ha specificato Azzi in conclusione-, perché metterebbero in crisi il sistema. L’unità è indispensabile per vincere le sfide e per essere davvero banche del territorio, che accompagnano le comunità nella globalizzazione».

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