Euro digitale: Federcasse mette in evidenza i tre punti delicati da affrontare nel processo di transizione

(foto credits shutterstock)
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Limite massimo di detenzione per le persone fisiche, commissioni applicate alle banche, non sarà gratuito, e compensazione dei soggetti coinvolti per la struttura tecnica necessaria per la gestione del denaro digitale della BCE

Federcasse (l’Associazione delle oltre 200 Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali e Casse Raiffeisen italiane) esprime la propria soddisfazione per l’adozione da parte della Commissione per gli Affari Economici e Monetari (ECON) del Parlamento Europeo – lo scorso 23 giugno – della posizione negoziale sul Regolamento relativo all’introduzione dell’Euro Digitale, compiendo un passaggio rilevante nel percorso legislativo verso la possibile creazione della moneta digitale emessa dalla Banca Centrale Europea (BCE).

Federcasse esprime il proprio convinto sostegno al progetto della BCE, riconoscendone il potenziale contributo al rafforzamento dell’autonomia strategica dell’UE nel settore dei pagamenti, alla promozione dell’innovazione e della competitività nel mercato europeo dei pagamenti, nonché al consolidamento della sovranità monetaria europea nell’era digitale.

Federcasse auspica che nell’ambito del processo di adozione formale dell’Euro Digitale sipossano definitivamente chiarire alcuni “nodi” che per il Credito Cooperativo rappresentano temi nevralgici per una corretta transizione verso questa nuova forma di pagamento: il limite di detenzione; la compensazione dei soggetti coinvolti; la definizione di commissioni e costi.

Sui limiti di detenzione di Euro Digitale per le persone fisiche Federcasse auspica l’introduzione di soglie contenute, nell’ordine di un massimo compreso tra 500 e 1.000 euro. Tale impostazione consentirebbe di preservare le funzioni dell’Euro Digitale quale strumento di pagamento, scongiurando al contempo fenomeni di disintermediazione del sistema bancario, prevenendo trasferimenti significativi di liquidità dai depositi bancari verso l’Euro Digitale e riducendo i potenziali effetti negativi sulla capacità delle banche di finanziare l’economia reale e le famiglie.

È auspicabile un coinvolgimento più incisivo dei co-legislatori nelle decisioni relative alla definizione della soglia. Al contempo, appare opportuno evitare meccanismi che possano favorire un accumulo eccessivo di valuta digitale.

Resta infine opportuno chiarire ulteriormente il quadro relativo agli “open fundingarrangements”, prevedendo adeguate salvaguardie per l’industria bancaria affinché tali meccanismi non determinino costi sproporzionati per gli intermediari coinvolti né producano effetti indesiderati sulla sostenibilità del progetto dell’Euro Digitale.

In merito alla compensazione dei soggetti coinvolti, Federcasse ritiene necessario che il quadro risulti adeguato a coprire i costi operativi, di adeguamento tecnologico e di gestione che i prestatori di servizi di pagamento sono chiamati a sostenere per la distribuzione dell’Euro Digitale. È inoltre opportuno che i meccanismi di compensazione tengano conto della pluralità dei modelli dibusiness, delle diverse dimensioni operative e dei differenti canali distributivi dei PSP (Prestatori dei servizi di pagamento) includendo adeguatamente anche le banche cooperative.

Con riferimento infine alle commissioni, Federcasse auspica un sistema applicabile ad esercenti e intra-PSP che consenta agli intermediari incaricati della distribuzione dell’Euro Digitale di recuperare in misura adeguata i costi sostenuti, garantendo la sostenibilità e l’efficienza nel lungo periodo. Pur nel rispetto del principio “no worse off” per esercenti e utenti finali, i livelli delle commissioni dovrebbero risultare ragionevoli e proporzionati rispetto agli investimenti e agli oneri richiesti ai PSP.

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