Il ricambio generazionale nelle imprese familiari si conferma uno dei temi più rilevanti e strategici per il futuro del tessuto produttivo italiano, come emerso con forza nel corso dell’Assemblea congiunta dei Gruppi merceologici “Legno” e “Varie” di Confindustria Varese, ospitata nella sede di Lascor Spa di Sesto Calende, all’interno del ciclo di incontri che porterà all’Assemblea Generale del prossimo 15 giugno.
Al centro del dibattito, l’intervento di Salvatore Sciascia, Direttore dell’Open Program “Family Business Management” della LIUC Business School, che ha definito il passaggio generazionale un fenomeno “pervasivo e urgente”, destinato a coinvolgere oggi quasi la metà delle imprese a conduzione familiare. Secondo i dati dell’Osservatorio AUB 2024, ogni anno tra il 6% e il 7% di queste aziende cambia il proprio vertice, al termine di un processo che in Europa si sviluppa mediamente in oltre sei anni.
Un cambiamento che, come sottolineato da Sciascia, non può essere interpretato come un singolo momento, ma come “un processo lungo e complesso, che in realtà inizia già con la crescita della nuova generazione, spesso quando i futuri leader non sono ancora entrati in azienda”. Un percorso che coinvolge non solo il trasferimento di competenze operative, ma anche quello di valori, cultura d’impresa e visione strategica, articolandosi su due dimensioni fondamentali: la proprietà e la gestione.
“La grande minaccia non è il passaggio generazionale in sé – ha evidenziato Sciascia – ma il non pianificarlo o il rimandarlo, con il rischio di compromettere continuità e performance aziendale”. Le evidenze mostrano infatti che le imprese che affrontano il ricambio in modo strutturato registrano risultati migliori, con incrementi significativi del fatturato soprattutto nei casi in cui il nuovo leader ha meno di 50 anni e il predecessore supera i 70.
Da qui la necessità di preparare per tempo il passaggio di consegne, valorizzando le energie e le competenze delle nuove generazioni. Le aziende guidate da leadership più giovani dimostrano spesso maggiore dinamismo e capacità di crescita, in un contesto in cui il modello di governance non segue schemi univoci: si va dalla piena continuità familiare a soluzioni ibride che separano proprietà e gestione. “Scomporre e pianificare il processo è oggi la vera chiave per garantirne il successo”, ha precisato Sciascia.
Nel corso dell’Assemblea si è proceduto anche al rinnovo delle cariche associative. Per il Gruppo merceologico “Legno” è stato eletto Presidente Moreno Novello della Novello Srl di Oggiona con Santo Stefano, affiancato dal Vicepresidente Philippe Pietrobon della F.lli Pietrobon Srl. Confermato nel ruolo di Delegato del Comitato Piccola Industria Fabio Pedroni Ratti della Crc Srl di Caronno Pertusella. Il comparto conta 17 aziende per un totale di 415 addetti, pari all’1,6% delle imprese associate.
Per il Gruppo “Varie” è stato invece riconfermato Presidente Simone Fogliani della Fogliani Spa di Busto Arsizio, con Giorgio Paglini della G. & G. Paglini Spa nel ruolo di Vicepresidente. Nuova nomina, invece, per Massimo Tartaro della Dante Bertoni Srl di Cairate, designato Delegato del Comitato Piccola Industria. Il gruppo “Varie” rappresenta un comparto articolato che riunisce 33 imprese per 1.522 addetti, pari al 3,1% delle aziende associate, includendo realtà attive nella produzione di giocattoli, nei servizi di pulizia, nel commercio all’ingrosso e nelle concessionarie d’auto.
Un quadro complessivo che evidenzia come il ricambio generazionale non sia soltanto una sfida interna alle singole aziende, ma una questione sistemica che incide direttamente sulla competitività e sulla continuità del sistema imprenditoriale locale.

