“La cura condivisa” una rete di sostegno per gli anziani soli e bisogni del legnanese, con il supporto anche della Bcc

anziano mani vecchi
Individuati i primi 26 anziani da supportare: si tratta di 19 donne e sette uomini, con un' età media di 80 anni.

“La cura condivisa. Una rete di sostegno domiciliare agli anziani” è il titolo del progetto della Fondazione Sant’Erasmo come capofila e che Regione Lombardia ha premiato con un finanziamento di 99mila euro nel contesto dei fondi dedicati al Terzo Settore per il triennio 2023-2025.  Il progetto è partito in questi giorni con l’individuazione dei primi 26 anziani.

Si tratta di 19 donne e sette uomini, con un’ età media di 80 anni. Cinque di loro hanno entrate mensili che non superano i 500 euro, sette tra i 550 e i mille euro mensili, 13 superano i mille euro mensili, mentre una persona ha preferito non dichiarare. Per quanto concerne la situazione relazionale e la possibilità di trovare un aiuto nella ristretta cerchia di famigliari e amici, in quattro casi risulta assente ogni forma di caregiver, in quattro casi il supporto viene offerto da un amico, in tre casi il caregiver di riferimento è fisicamente lontano (anche fuori regione); in cinque casi si tratta di caregiver fittizi, mentre per sette degli utenti che prenderanno parte al progetto il caregiver è invece presente. In tre casi infine è presente un amministratore di sostegno (due avvocati e un’ amica convivente). L ‘ ultimo riferimento utile per la selezione degli utenti riguarda infine la situazione sanitaria: venti utenti hanno una deambulazione autonoma/cautelata, mentre sei una deambulazione parzialmente autonoma oppure non autonoma.

Alla selezione dei casi hanno partecipato l’ assessorato ai Servizi sociali del Comune di Legnano, l’ Azienda ospedaliera, la Caritas San Magno, mentre le banche dati prese in considerazione sono quelle degli utenti del servizio pasti a domicilio, del progetto Estate gentile attivato ogni anno dal Comune e da Auser oltre a quelli del servizio di Rsa aperta.

Il partenariato del progetto è composto da Fondazione Sant’Erasmo Ets, ente capofila, Auser Ticino Olona, Uildm Legnano e Associazione “Amici Del Sant’Erasmo” e gode del sostegno della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate.

Punto di partenza sono stati gli indirizzi di riforma socio-sanitaria attivati da Regione Lombardia, che hanno come obiettivo il potenziamento dei servizi territoriali attraverso il rafforzamento della integrazione socio-sanitaria.

I criteri con cui sono stati scelti i 26 anziani: situazione di “povertà”, intesa non solo come carenza di risorse economiche e finanziarie per far fronte alle esigenze materiali e alimentari quotidiane, ma anche e soprattutto come assenza di relazioni sociali, lontananza o mancanza di famigliari, oppure presenza non continuativa del caregiver.

Il progetto mira a garantire un monitoraggio continuo delle condizioni psico-fisiche e un aiuto costante per affrontare i bisogni materiali della vita quotidiana. Tra i servizi minimi che il progetto svilupperà per ogni utente: la telefonia sociale (chiamate telefoniche in uscita verso i 26 anziani per tutti i 18 mesi di durata del progetto e recall per chiamate in entrata verso anziani bisognosi di compagnia o di servizi), una visita infermieristica ogni mese, almeno sei screening sanitari nel periodo di svolgimento del progetto, servizi di trasporto sociale o socio-sanitario, aiuto alla spesa, consegna e ritiro di esami e farmaci.

Una quota del budget sarà poi destinato a forniture alimentari gratuite all’ utenza bisognosa, mentre per quanto concerne i momenti di condivisione è prevista l’ organizzazione di numerosi eventi ludico-animativi.

Oltre a questi servizi minimi, il progetto prevede un medico di supporto al servizio infermieristico per consulti e visite, la fornitura di beni alimentari, un servizio di piccole riparazioni domestiche, pulizia straordinaria delle abitazioni e servizi di assistenza fiscale o giuridico-amministrativa.

In estrema sintesi tutto ciò che ha direttamente a che fare con le piccole e grandi difficoltà potenziali che un soggetto anziano deve affrontare nel vivere quotidiano.

Il progetto, inoltre, punta a coinvolgere anche i famigliari e i caregiver di riferimento degli anziani e tutti gli enti, i soggetti e gli attori del welfare locale.

 

 

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