A Legnano in mostra i reperti che ci illustrano come vivevano i nostri avi nell’antichità

Mostra alle radici del territorio. Legnano Palazzo Leone da Perego
Tra gli sponsor che hanno sostenuto l'iniziativa anche la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. L'ingresso è libero

Importante mostra a Legnano al palazzo Leone da Perego, che mette in connessione i reperti archeologici dell’età del bronzo ritrovati a Canegrate con quelli più o meno coevi in Val Padana e nel Canton Ticino, con i ritrovamenti della Scamozzina a Albairate, a Monza, a Turbigo e Gambolò, grazie all’impegno, e alla passione di Carlo Pisani Dossi (1849 – 1910) che, dopo gli anni giovanili della scapigliatura, passò gran parte della propria vita in giro per il mondo quale diplomatico per poi ritirarsi nella villa di Corbetta, ancor oggi ricca dei tesori nel tempo “riportati a casa”.

Comprendiamo, grazie a questi reperti, come vivevano le persone nell’antichità: indossavano abiti fermati da spilloni di bronzo e portavano goliere e bracciali in bronzo. Goliere e bracciali sembrano essere stati portati sia da maschi che da femmine e, in virtù della loro frequenza, possono essere considerati rappresentativi del costume della cultura di Canegrate.

In questo racconto le storie antiche delle persone che vennero sepolte più di tremila anni fa a Canegrate si intrecciano con quelle più recenti degli studiosi e dei ricercatori che hanno permesso di riportarle alla luce: personaggi straordinari del mondo della cultura, della ricerca e dell’archeologia.

Oltre ai corredi rinvenuti a Canegrate, trovano spazio anche altri oggetti provenienti dal medesimo areale geografico (Albairate, Turbigo, Milano, Monza, Gambolò) e riferibili anche alla cultura immediatamente precedente, detta cultura della Scamozzina-Monza (XIV secolo a.C.). Oggetti frutto di ritrovamenti ottocenteschi e di recentissima scoperta, esposti per la prima volta in associazione tra loro. Oggetti che parlano di mobilità e di relazioni con altre culture, anche molto distanti. Oggetti che rivelano gesti e riti di un mondo lontano, il mondo prima di noi.

“Valorizzare il patrimonio storico culturale di questo territorio è valorizzare il territorio stesso”, spiega Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. “Questa mostra, che viene proposta in occasione del settantesimo anniversario degli scavi che permisero di scoprire una delle più grandi necropoli della nostra zona, ci permette di fare un salto nel passato per comprendere maggiormente le nostre radici e il contributo che la Cultura di Canegrate ha dato agli studi su come si viveva qui nel XIII secolo a.C. Come Banca di Credito Cooperativo abbiamo voluto esserci per rimarcare l’importanza di dare valore alla storia e far conoscere l’importante patrimonio che questo nostro territorio custodisce”.

La mostra, organizzata dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Milano e dal Comune di Legnano, con la collaborazione e il contributo del Comune di Canegrate, che si inaugura sabato 16 dicembre alle ore 17.00 a Palazzo Leone da Perego, vuole celebrare la scoperta della necropoli dell’età del Bronzo di Canegrate (MI) a settant’anni dai primi scavi scientifici e in estensione, che permisero di farne conoscere la ricchezza e l’importanza nel quadro della preistoria dell’Italia nord-occidentale. Dal punto di vista cronologico, questo sito si colloca nel momento pieno e finale dell’età del Bronzo Recente, ovvero nel XIII secolo a.C. ca.

Tutto quello che si può vedere proviene in gran parte dalla duplice campagna di scavi, avvenuta in quel di Canegrate, nel 1926 ad opera dell’Ing. Guido Sutermeister, e nel 1954 del professor Ferrante Rittatore Vonwiller.

Settant’anni fa iniziava lo scavo di una delle necropoli preistoriche più estese dell’Italia nord-occidentale, la necropoli dell’età del Bronzo di Canegrate. Un ritrovamento così significativo che spinse gli studiosi dell’epoca a utilizzare il nome di questa località per definire convenzionalmente un’intera cultura sviluppatasi in questo territorio nel XIII secolo a.C.

Ma questa storia risale a qualche decina di anni prima, quando nel 1926 l’Ing. Guido Sutermeister scoprì le prime urne e, da allora e fino agli scavi diretti da Ferrante Rittatore Vonwiller (1953-1956), vigilò con passione e costanza su quel sito, che rimane tuttora uno dei più importanti della Lombardia occidentale.

La mostra vuole riportare all’attenzione del pubblico questa importante scoperta, cercando di raccontare quali erano i costumi, le attività e la società di una popolazione che ci riporta alle radici del nostro territorio. Verranno esposte numerose tombe, alcune delle quali per la prima volta, composte dall’urna cineraria e da ricchi corredi di oggetti in bronzo. Attraverso gli oggetti di corredo si cercherà di fornire un’immagine più ampia dei defunti e di questa popolazione.

Il sindaco Lorenzo Radice, dopo i ringraziamenti a  studiosi e sponsor, ha voluto rilevare “La bellezza di un momento come questo, dell’andare a ritroso nel tempo che ci dice qualcosa del nostro oggi”. Infatti “Già da questi manufatti possiamo riconoscere il genius loci di una comunità, operosa e capace di lasciare quelle tracce – tra artigianato, industria e commercio – caratteristiche di apertura al mondo che ancora oggi possiamo ritrovare”.

IL PERCORSO ESPOSITIVO

Il percorso è articolato in cinque sezioni:

Sezione 1 – prima di Canegrate: la cultura della Scamozzina-Monza

La prima parte dell’esposizione è dedicata alla fase precedente a quella della cultura di Canegrate, ovvero quella che prende il nome di cultura della Scamozzina-Monza, a seguito dei ritrovamenti avvenuti presso la località Scamozzina di Albairate (MI) agli inizi del 1900 e a Monza alla fine del 1800. Sono esposti, in particolare, alcuni corredi della necropoli della Scamozzina, tuttora custoditi presso la Casa Museo Pisani Dossi di Corbetta (MI), e alcuni dei bronzi provenienti dalle necropoli di Monza e della Cattabrega di Crescenzago.

Sezione 2 – la storia della scoperta e delle ricerche

L’esposizione dei materiali provenienti dagli scavi di Canegrate è preceduta da un’ampia sezione dedicata alla documentazione delle scoperte, sia i taccuini dell’Ing. Guido Sutermeister, che documentò le prime scoperte ma seguì attentamente anche gli scavi degli anni Cinquanta, sia le foto e la documentazione lasciata dal Prof. Rittatore. Sono poi presentate per la prima volta alcune fotografie scattate anche dal Sig. Colombo, il proprietario dell’abitazione durante la costruzione della quale emerse il nucleo principale della necropoli.

Sezione 3 – la necropoli

Il cuore della mostra è interamente dedicato alla necropoli di Canegrate, con l’esposizione di alcuni dei corredi principali. In questa sezione sono presentate le caratteristiche del rito funerario e degli oggetti che componevano i corredi, nonché le informazioni a disposizione fino ad oggi sugli aspetti antropologici.

Sezione 4 – necropoli e abitati coevi

Partendo dai corredi di Canegrate, lo sguardo si amplia poi sul territorio, ricordando alcuni dei principali siti cronologicamente pertinenti a questa fase, ma soprattutto mostrando dove vivevano le persone che furono sepolte a Canegrate e nelle altre necropoli note. Partendo innanzitutto dai ritrovamenti di via Roma a Legnano e da quelli della Lomellina viene dunque trattato il tema dell’abitare nell’età del Bronzo e dei rapporti con le altre culture dell’Italia settentrionale.

Sezione 5 – i bronzi e i rapporti con il territorio

L’ultima sezione è dedicata ad altri aspetti connessi alla Cultura di Canegrate, quali la metallurgia e la ritualità, mettendo a confronto alcuni manufatti eccezionali come le spade, presenti sia nei corredi delle tombe sia in contesti di complessa interpretazione quali le deposizioni nelle acque. In questa panoramica più ampia non manca un riferimento ai rapporti con le altre culture coeve del nord Italia e del centro Europa.

 

Orari di apertura:

sabato, domenica e festivi – 10:00-12:30 | 15:00-19:00

chiusura 25 dicembre , 1 gennaio 2024

Visite guidate presso la mostra a cura del personale scientifico, autorizzato e qualificato, del Museo Civico G. Sutermeister in collaborazione con Stripes Coop.
Date e orari:
17 dicembre – 10.30/12.00 – 16.00/17.30
23 dicembre – 10.30/12.00 – 16.00/17.30
30 dicembre – 10.30/12.00 – 16.00/17.30

Ingresso libero

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