Le proposte delle Bcc a difesa delle piccole imprese e del credito

Le regole uguali per tutte nono devono essere uno svantaggio competitivo, occorre tenere conto sia della dimensione delle imprese, che di quella delle banche. Il nostro sistema produttivo va salvaguardato. Sul punto, è intervenuto il Direttore di Federcasse – “occorre evitare il rischio che per le piccole banche, le piccole e medie imprese e le economie europee in generale la scelta di regole sostanzialmente omologate per tutti gli intermediari (one size fits all) diventi uno svantaggio competitivo (sia economico-commerciale sia sociale-politico) nella ricostruzione e nella ripresa alle quali si sta lavorando, investendo risorse importanti e mettendo in gioco un modello di sviluppo rispetto ad un altro”. 

  1. Proporzionalità. La proporzionalità strutturata va inserita come fattore fondante e permanente della regolamentazione e della supervisione (e non come ingrediente occasionale da aggiungere per mitigare, spesso ex post, gli effetti avversi su una parte del settore bancario). Regole omologanti, che non tengono conto della reale morfologia del sistema finanziario, rischiano in definitiva di impedire il raggiungimento delle stesse finalità che le avevano ispirate. Ciò è tanto più vero per banche cooperative, come le BCC, che finanziano con quote di mercato superiori al 20% le imprese ad alta intensità di lavoro nei settori della piccola manifattura e artigianato, dell’agro-industria, delle filiere turistiche. Con funzione anticiclica e di supporto agli investimenti per l’innovazione e l’internazionalizzazione. E con una sempre più riconosciuta funzione di riduzione delle disuguaglianze di reddito. 
  2. Filosofia e prassi delle regole NPL. E’ opportuno che le Autorità italiane si adoperino per una modifica significativa (o una sospensione/congelamento per alcuni anni) del Regolamento UE 2019/630 che disciplina la copertura minima delle perdite sulle esposizioni deteriorate. Occorre anche una maggiore flessibilità nella classificazione a default dei clienti in caso di concessione di misure di tolleranza (aumentare dall’attuale 1% al 5% la soglia di variazione del valore attuale netto del credito che fa scattare la classificazione a default). Ed ancora: un quadro di incentivi alle banche per favorire la gestione interna dei crediti deteriorati delle PMI e delle famiglie al fine di favorirne la ristrutturazione (in luogo dell’impulso a vendere in modo massiccio e veloce); la riduzione robusta dei tempi della giustizia civile, una maggiore efficienza nelle procedure di recupero del credito; la costituzione di un “veicolo nazionale” (con eventuale partecipazione pubblica) per l’acquisto dei crediti deteriorati al valore economico; la conferma e stabilizzazione nel medio termine delle GACS. 
  1. Liquidità. Le scadenze stabilite da Governo e Parlamento italiani (Legge di bilancio 2021 e Decreto sostegni) in materia di moratorie non sono sincronizzate con le tempistiche delle Linee guida Eba in materia di trattamento prudenziale delle stesse. Necessari nuovi interventi delle Autorità europee per evitare che alcune misure governative vengano in parte vanificate da indicazioni di natura prudenziale. 
  2. d) Strategia di uscita basata su soluzioni innovative e sostenibili anche dal punto di vista sociale. E’necessario distinguere tra le diverse situazioni di difficoltà le varie tipologie debitorie e intervenire con misure adeguate alle caratteristiche di ciascuna. In tale prospettiva è indispensabile – da una parte – costituire strumenti atti a far gestire i “rischi di transizione” a quei debitori che oggi si trovano in una situazione di seria difficoltà ma che mostrano di poter ripartire e – dall’altra parte – accompagnare l’uscita dal mercato quanti si trovano in condizioni di crisi irreversibile, con modalità al contempo efficienti e socialmente sostenibili. 
  3. Basilea 3 plus. Il nuovo contesto socioeconomico ha fatto emergere ancora più chiaramente la necessità di adeguare l’impianto delle regole (anche quelle bancarie) alla realtà. Un concreto e imminente banco di prova dell’applicazione strutturale del principio di proporzionalità saranno le modalità di recepimento nell’Unione Bancaria degli Accordi finali di Basilea, concepiti nel 2010 e sottoscritti nel 2017 in cornici sia storiche sia prospettiche lontanissime da quelle odierne. 
  4. Rapporto banche–imprese. Accompagnare la forte evoluzione del tessuto imprenditoriale italiano: gli imprenditori dovranno conoscere sempre meglio regole e modalità di gestione delle dinamiche finanziarie della propria azienda (pianificazione e monitoraggio del c/c, gestione della tesoreria aziendale, ecc.); fondamentali la formazione e la consulenza svolte anche dalle banche, ma non solo; misure governative per evitare l’escussione delle garanzie pubbliche sui crediti e prevenire ulteriori oneri per il bilancio dello Stato; Ricambio generazionale: sostenere le aziende nei passaggi generazionali mettendo a disposizione risorse economiche e percorsi formativi specifici.