Fermento Imprenditoriale: Varese nella “Top 50” dei territori, Milano in testa

A sostenere il “saper fare” impresa del Varesotto è ancora una volta la manifattura, ma cominciano a emergere anche startup e PMI innovative.

L’Indice del Fermento Imprenditoriale vuole offrire una mappa degli ecosistemi imprenditoriali italiani più dinamici e di maggior successo. Si rivolge in tal senso a imprenditori, startupper, policy maker, e più in generale a tutti gli attori degli ecosistemi (come agenzie di sviluppo, analisti e consulenti), a supporto dei loro processi decisionali, strategici e di investimento nei diversi territori.

Il podio elaborato dall’indicatore vede ai primi posti, nell’ordine: Milano, Roma e Bologna. Buono anche il piazzamento di Varese che rientra nella “Top 50”, ossia in quelle realtà territoriali dove il “saper fare impresa” si combina con un terreno fertile allo sviluppo di nuove attività imprenditoriali. Per la precisione il piazzamento di Varese è quello del 44esimo posto.

Varese (44 posto)

Due le voci dell’indicatore che premiano maggiormente la provincia di Varese: quello delle “performance imprenditoriali” e quello per il “tessuto industriale” che collocano il territorio all’ombra delle Prealpi tra i migliori a livello nazionale.

Un ecosistema, quello varesino, trainato dalla storica caratteristica multi-filiera testimoniata dalle 22 specializzazioni produttive presenti e fortemente  orientate al mondo della manifattura avanzata, chegarantiscono buone performance in termini di crescita dei salari, popolazione residente e numero degli addetti.

L’ecosistema imprenditoriale di Varese può contare su un ricco tessuto industriale; specializzazioni che trainano le performance dell’ecosistema in termini di crescita dei salari, popolazione residente e numero addetti.

Le 22 specializzazioni produttive, fortemente orientate al mondo della manifattura avanzata, si riflettono anche nella composizione delle oltre 40 Startup e PMI innovative attive in provincia; è il caso di FAMETAL – lavorazioni meccaniche di precisione, SBS – progettazione e realizzazione di sistemi di trasporto a nastro per realtà industriali, TPS – servizi tecnici e ingegneria per l’industria aeronautica e N.T.T. – innovative soluzioni per impianti di spalmatura senza solventi. Un segnale positivo rispetto ad un territorio che non può certamente “cullarsi sugli allori” della buona eredità del passato ma che sta anzi lavorando per raggiungere un maggiore dinamismo, a partire ad esempio dalla formazione delle nuove generazioni, dalla scuola all’università, per la creazione di una vera cultura imprenditoriale.

Milano in cima alla classifica

Capitale italiana del business e della finanza, Milano ospita quasi il 20% delle startup innovative d’Italia. Una città globale e multiculturale con più del 20% della popolazione residente proveniente da Paesi stranieri, caratterizzata da un passato fortemente industriale che ancora oggi la annovera tra le 6 capitali economiche europee al fianco di Londra, Amburgo, Francoforte, Monaco di Baviera e Parigi.

Da antica città industriale, Milano si è profondamente trasformata negli ultimi anni, diventando metropoli del terziario, della moda e del design. «Dal lavoro di fabbrica alla fabbrica delle idee», secondo un fortunato slogan.

Un’ascesa che ha visto la città diventare un laboratorio internazionale di creatività diffusa e una vetrina globale per le tutte le imprese del Made in Italy, grazie a eventi, congressi, fiere e manifestazioni.

Sede della Borsa Italiana, Milano è porta di ingresso degli investimenti stranieri in Italia ma anche polo finanziario per le startup italiane, soprattutto per quanto riguarda gli investimenti early stage, cioè gli investimenti iniziali necessari all’avvio dell’azienda. Nell’ultimo triennio sono 77 quelli registrati a favore delle startup del territorio.

L’ecosistema registra a livello nazionale la più alta densità di eventi a supporto e diffusione della cultura imprenditoriale, come Startup Weekend, Startup Grind e StartCup e le varie comunità online, che organizzano eventi di formazione e networking come Milan Startup Founder 101 o Milano Entrepreneurship and Innovation. Eventi ospitati negli oltre 50 spazi collaborativi presenti in città che offrono programmi di incubazione e accelerazione, come Impacthub, Le Village, PoliHub, Talent Garden, TIM W Cup e BASE.

L’ecosistema è primo in Italia anche per il numero di imprese innovative, registrando oltre 1000 startup innovative e più di 250 PMI innovative. Tra queste emergono PRONTOPRO, portale per servizi professionali nato 5 anni fa che ora conta un volume d’affari di oltre 100 milioni di euro, CLEANBNB, gestore italiano degli affitti brevi che in meno di tre anni dalla sua fondazione è approdato in borsa con una capitalizzazione di 14 milione di euro, CHILI TV, piattaforma di video on-demand con fatturato a 55 milioni capace d’attrare nel suo capitale Lavazza e le major media mondiali come 20th Century Fox (Disney), Sony Pictures Entertainment, Warner Bros e Paramount Pictures (gruppo Viacom).

“Il nuovo Indice si basa sulla combinazione di 20 indicatori appositamente selezionati – continua Alberti – e ci permette di rilevare le province che stanno supportando maggiormente la nascita di startup innovative e la crescita delle proprie aziende. A ciascuna dimensione analizzata (performance imprenditoriali, tessuto industriale, sviluppo finanziario, innovazione e sviluppo delle competenze) è stato assegnato un punteggio da 0 a 100”.

Misurare il fermento imprenditoriale di un territorio, valutando performance imprenditoriali, tessuto industriale, sviluppo finanziario, innovazione e sviluppo delle competenze. Un modo nuovo per raccontare quali territori (il riferimento è il livello provinciale) siano stati capaci negli ultimi anni di creare l’ecosistema ideale per stimolare la competitività e le prospettive di crescita delle proprie imprese.

Questi, in sintesi, gli obiettivi dell’Indice del Fermento Imprenditoriale elaborato dall’Institute for Entrepreneurship and Competitiveness della LIUC – Università Cattaneo e presentato oggi, martedì 30 marzo 2021. Un’occasione per illustrare il ranking delle 50 province italiane più “in fermento”, tra cui rientra anche Varese.

“Questo strumento innovativo – spiega Fernando Alberti, Direttore dell’Institute for Entrepreneurship and Competitiveness – nasce dalla necessità di mappare le caratteristiche peculiari di ciascun territorio italiano in termini di capacità di innovare, dinamicità, e attrattività per talenti e aziende. Non si tratta di una fotografia statica, ma di un’analisi che vuole esprimere quanto le situazioni possano evolvere nel tempo e quanto la competitività non sia un fatto immutabile”.

Ruolo fondamentale è giocato infatti dalla presenza di realtà universitarie, ossia la LIUC – Università Cattaneo e l’Università degli Studi dell’Insubria.

Rispetto allo sviluppo delle competenze nell’ecosistema, la LIUC propone percorsi specifici sia alla laurea triennale (Management e Imprenditorialità) che alla laurea magistrale (Entrepreneurship & Innovation), oltre a progetti come il C.Lab, realizzato in partnership con Como Next e rivolto agli studenti per stimolare, raccogliere,valutare e  selezionare idee innovative da sviluppare attraverso un percorso di tutoraggio. All’interno dell’ateneo è anche attivo i-FAB, un laboratorio-fabbrica rivolto allo sviluppo delle competenze in ambito Lean Manufacturing e  Industry 4.0

L’attività di ricerca su questi temi è condotta invece alla LIUC dall’Institute for Entrepreneurship and Competitiveness. Nato dalla affiliazione con l’analogo istituto diretto dal prof. Michael Porter presso l’Harvard Business School, l’Institute è un affermato nucleo di ricerca dedicato ai processi imprenditoriali, innovativi e strategici che accelerano la competitività di imprese, distretti, cluster, istituzioni e territori.