Le proposte delle Bcc al governo per aiutare famiglie e imprese

Obbiettivo: rilancio e sviluppo durevole e inclusivo dei territori e delle comunità.

 La normativa bancaria europea deve cambiare approccio in termini di “proporzionalità strutturata”, valorizzare ulteriormente il ruolo delle banche piccole e non complesse e l’esperienza originale delle cooperative di credito italiane, con opportune modifiche normative (possibilmente a livello europeo).

Nel Progetto di Rilancio è indispensabile creare le condizioni per consentire – alle BCC e ai Gruppi bancari cooperativi ai quali sono affiliati e alle Casse Raiffeisen e al Sistema di protezione istituzionale che queste si sono sono date – di accrescere la propria capacità di contribuire alla “riparazione”, al rilancio e ad uno sviluppo durevole e inclusivo dei territori e delle comunità.

Queste alcune delle richieste di Federcasse nella memoria illustrata in rappresentanza del Credito Cooperativo italiano, presentata agli Stati Generali in occasione di una sessione di “Progettiamo il Rilancio” (cd. “Stati Generali”) organizzati dalla Presidenza del Consiglio a Roma. “Un piano di rilancio e sviluppo del Paese deve considerare con attenzione la ricchezza, la diversità, i punti di forza (e di debolezza) dei territori e delle economie locali. Il Credito Cooperativo, in quanto espressione di questa originale configurazione economica italiana, vuole mettere a disposizione le proprie forze, competenze, esperienze per veicolare iniziative e progetti diretti a sostenere un modello di crescita equilibrata, sostenibile, inclusiva, sia socialmente che geograficamente”. 

Vediamo assieme le altre richieste principali

Crediti deteriorati

Poiché è molto probabile che nei prossimi anni si verifichi un forte aumento dei crediti deteriorati, principalmente per l’oggettivo deterioramento dell’economia (e la comprensibile scelta delle Autorità di favorire l’ampliamento del credito bancario) Federcasse propone una modifica significativa (o una sospensione per almeno 3 anni) del Regolamento UE 2019/630 che disciplina la copertura minima delle perdite sulle esposizioni deteriorate (su tale tema si è espresso l’11 giugno scorso anche il Comitato Economico e Sociale Europeo (EESC) con il parere ECO/518); un quadro di incentivi alle banche per favorire la gestione interna dei crediti deteriorati (NPL) delle PMI e delle famiglie al fine di favorirne la ristrutturazioni; la costituzione di “veicolo/i nazionale/i” (con eventuale partecipazione pubblica) per l’acquisto dei crediti deteriorati (NPL) al valore economico; la conferma e stabilizzazione nel medio termine delle GACS. 

Dipendenti

Federcasse ha anche proposto una rinnovata centralità per la contrattazione sindacale e la detassazione dei rinnovi contrattuali, promuovendo l’inserimento nei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro di misure dirette a promuovere la produttività e l’armonizzazione vita privata-formazione-lavoro mediante incentivi (fiscali e/o contributivi) alle imprese/datori di lavoro che attuano le misure previste negli stessi CCNL. 

 La delegazione di Federcasse, composta dal Presidente Augusto dell’Erba e dal Direttore Generale Sergio Gatti ha illustrato al Governo il proprio documento con una serie di proposte concrete – articolato secondo la matrice dei nove obiettivi strategici indicati dal Governo – per contribuire ad avviare la ripresa economica e sociale dopo la fase emergenziale determinata dalla pandemia di Coronavirus con l’angolo visuale tipico delle banche di comunità mutualistiche, quello del protagonismo dei territori dentro politiche economiche e sociali nazionali ed europee.