Le fattorie Visconti di Somma diventeranno un luogo di aggregazione giovanile

Le fattorie Visconti al sono al momento chiuse e non visitabili, salvo rare occasioni. Recentemente sono state inserite tra i luoghi del Fai.

Un luogo di innegabile bellezza abbondato da anni, sta per ritornare a nuova vita. Dopo quasi trent’anni di abbandono il luogo potrebbe diventare un luogo di aggregazione giovanile, grazie ai progetti della SPES s.r.l., azienda che si occupa di servizi e gestione del patrimonio comunale. L’idea c’è: trasformare le Fattorie in un luogo di aggregazione giovanile, con spazi per ritrovi culturali e puntare anche su un turismo cheap, sfruttando la vicinanza dell’aeroporto di Malpensa (e dare quindi vita ad un ostello della gioventù, ad un bar e ad un ristorante). Da maggio di sta lavorando alla messa in sicurezza di tutta l’area, ma non ci si vuole limitare solo a quello. I primi lavori permetteranno di fruire di alcuni spazi, come la piazza interna, in modo da poter organizzare nel mentre degli eventi, attirando anche delle persone interessate al recupero della struttura.

Le fattorie Visconti al sono al momento chiuse e non visitabili, salvo rare occasioni. Recentemente sono state inserite tra i luoghi del Fai. Sono arrivate primo in provincia di Varese, tra i posti che meritano di essere salvati. Questi edifici erano certamente esistenti nel ‘600, come testimonia un architrave di pietra, che riporta la data 1686.

Erano le fattorie collegate al castello di Somma Lombardo. L’attività agricola qui è continuata fino agli anni ’20 del Novecento, periodo nel quale parte del complesso era stato adibito ad unità abitative. Accanto alle normali attività di coltivazione venivano portate avanti anche la vendita del latte e l’allevamento dei bachi da seta.

Cessata l’attività agricola dopo gli anni ’20, le Fattorie rimasero soltanto come complesso abitativo fino al 1988, anno in cui il Comune le acquisì e decise, nel 1991, di demolirle. Tale scelta fu bloccata dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici che, dietro sollecito di associazioni come WWF, FAI e Italia Nostra, appose il vincolo di bene culturale alle Fattorie. Da allora il complesso è abbandonato e in degrado.