Busto Arsizio: si cercano nuove famiglie per ospitare i bambini di Chernobyl

C'è tempo fino al 31 gennaio per dare la propria adesione. Un gesto di aiuto concerto che può allungare la vita dei bambini.

Sono 425 i bambini attualmente iscritti in Ucraina in attesa di venire in Italia per un periodo di qualche settimana in estate. L’associazione Aubam che da anni si occupa di trovare per i piccoli delle famiglie ospitanti, è alla ricerca di persone di buon cuore, che vogliano ospitare un bimbo per un periodo. Per alleggerire l’impegno delle famiglie l’associazione si occupa di organizzare per i piccoli ospiti anche un soggiorno di una settimana in una località montana o marittima. La scorsa stagione solo 49 bambini sono riusciti ad arrivare a Busto Arsizio. Il presidente dell’associazione Aubam, Antonio Tosi, lancia un appello, a tutte le famiglie bustocche e non solo, fa appello alla cultura dell’ospitalità e della solidarietà che non è mai mancata in questi territori. E’ a disposizione di chi volesse informazioni al numero telefonico 3395475050 oppure alla mail info@aubam.org.

La raccolta dei documenti per avviare l’iter burocratico si terrà il 31 gennaio dalle 16,30 alle 20 all’oratorio del Redentore, via Rodari 25.

E’ importante chiarire che, nonostante siano ovviamente soggetti al rischio potenziale di danni fisici derivanti dalla prolungata esposizione alla radioattività, tutti i bambini ospiti sono sani: cioè non presentano alcun sintomo di patologie evidenti o nascoste, sono in buone condizioni igienico-sanitarie e non hanno assolutamente alcuna malattia trasmissibile ai membri della famiglia ospitante.

Il soggiorno all’estero per i bambini che vivono in zone intaccate da vicino dal disastro di Chernobyl è provato. E’ provato da studi medico-scientifici che durante l’età evolutiva, l’essere sottratti alle radiazioni anche per brevi periodi annuali, nutrendosi di cibo non inquinato, contribuisce considerevolmente a limitare lo sviluppo di danni alla tiroide.

Il fenomeno dell’accoglienza temporanea dei minori ha avuto inizio più di 25 anni fa. In seguito al disastro di Chernobyl, la comunità internazionale si mobilitò in diverso modo per assistere la popolazione colpita e, in Italia, uno degli interventi più significativi fu l’organizzazione di soggiorni terapeutici temporanei in luoghi non contaminati per i bambini residenti nelle zone maggiormente colpite (Bielorussia e Ucraina). Ha preso così avvio un’esperienza di solidarietà internazionale nella quale le famiglie italiane hanno mostrato un impegno e una costanza che non ha riscontro in altri paesi europei. Antonio Tosi è convinto che anche per quest’anno le famiglie bustocche e non solo non mancheranno di dimostrare la propria generosità. Non mancate!