Italia: migliorano commercio, produzione e mercato del lavoro

Risultati positivi secondo l'Istat per quanto riguarda le vendite al dettaglio e secondo il rapporto "Going for Growth" dell'Ocse presentato al G20 di Shanghai

Negli ultimi giorni sono stati pubblicati alcuni dati positivi sull’andamento dell’economia italiana.
L’Istat ha comunicato i numeri sulla ripresa del commercio al dettaglio: dopo quattro anni di discesa, infatti, nel 2015 le vendite segnano un aumento dello 0,7% sull’anno precedente.  Nel complesso il 2015 ha avuto un andamento positivo nel valore delle vendite soprattutto per i prodotti alimentari (+1,3%), ma sono cresciuti anche quelli non alimentari (+0,5%). Su base annua il volume delle vendite registra una lieve crescita dello 0,1% per gli alimentari e dello 0,4% per il non food.
Tutti i canali di vendita hanno migliorato le performance, ma la grande distribuzione continua ad andare meglio rispetto al piccolo commercio (per il quale il settore alimentare ha perso lo 0,2% mentre le vendite dei prodotti non food sono aumentate dello 0,6%)

“Dopo essere stata colpita duramente dalla crisi, l’economia italiana mostra una ripresa della produzione e un miglioramento del mercato del lavoro”. Questo il giudizio espresso nel il rapporto Going for Growth che l’Ocse ha presentato al G20 finanziario di Shanghai. L’Ocse ha chiesto a tutti i Paesi del G20 di essere più decisi con il processo di riforme economiche; in particolare per l’Italia ha dato una ricetta per il miglioramento che il Sole 24 Ore sintetizza così:

“1) perseguire una dualità del mercato del lavoro con assunzioni più flessibili e procedure legali più prevedibili e meno costose, sostenuta con una rete di sicurezza sociale più ampia; 2) migliorare l’equità e l’efficienza nell’istruzione a livello secondario, ampliando la formazione professionale post-secondaria, aumentando tasse universitarie e con l’introduzione di un sistema di reddito. 3) migliorare l’efficienza della struttura fiscale, riducendo le distorsioni e gli incentivi a eludere abbassando le elevate aliquote fiscali nominali e abolire molte spese fiscali. 4) la riduzione delle barriere alla concorrenza, garantendo che le riforme siano pienamente attuate e a tutti i livelli di governo, migliorando gli incentivi per l’efficienza nei tribunali civili e snellire le procedure fallimentari. 5) promuovere le politiche attive del mercato del lavoro in particolare concentrando le risorse sulla disoccupazione di lunga durata”.