Regione Lombardia investe sull’innovazione universitaria e sostiene anche l’Università degli Studi dell’Insubria con un finanziamento da quasi 3 milioni di euro destinato al progetto IMPACTT, iniziativa strategica che punta a rafforzare la ricerca applicata e il trasferimento tecnologico nei settori dei materiali avanzati e della salute. Il contributo concesso ammonta a 2.999.860,77 euro a fronte di un investimento complessivo di 3.749.825,96 euro.
Il progetto, che ha sede a Como in via Valleggio, prevede l’innovazione, la modernizzazione e il potenziamento del CRIETT, il Centro di Ricerca e Trasferimento Tecnologico dell’Ateneo insubre. L’obiettivo è rafforzare una struttura già attiva al servizio del territorio e delle imprese, rendendola ancora più competitiva e capace di sostenere in particolare le piccole e medie imprese lombarde impegnate nel manifatturiero avanzato.
Attualmente il centro opera in comparti strategici come tessile, chimico-petrolchimico, formulazioni industriali, farmaceutico, agro-farmaceutico, vernici, gomme e polimeri, materiali ceramici, galvanotecnica, monitoraggio ambientale e industriale e depurazione delle acque. Grazie a IMPACTT questi ambiti verranno ulteriormente rafforzati, ma il progetto guarda anche oltre, con l’estensione delle attività a settori emergenti come biotech, catalizzatori, nutraceutica e cosmesi.
Uno dei filoni più innovativi riguarda lo studio molecolare dell’invecchiamento, con possibili ricadute nei campi della diagnostica avanzata e della cosiddetta silver economy, comparto sempre più rilevante in una società caratterizzata dall’aumento dell’età media e dalla crescente domanda di servizi e tecnologie dedicati alla popolazione anziana.
Dal punto di vista operativo, il finanziamento consentirà l’acquisizione di nuove grandi strumentazioni scientifiche, capaci di aumentare la qualità della ricerca, l’attrattività dell’infrastruttura e la sua capacità di innovazione. L’obiettivo è migliorare il posizionamento dell’Università dell’Insubria nel panorama delle infrastrutture di ricerca lombarde, rendendola un punto di riferimento ancora più forte per imprese e mondo produttivo.
Il piano prevede anche la formazione di personale altamente qualificato su tecnologie d’avanguardia, con l’intento di immettere nel mercato del lavoro nuove competenze nel breve e medio termine. Un passaggio considerato decisivo per sostenere la competitività delle PMI e accelerare i processi di innovazione.
Un altro elemento strategico sarà il rafforzamento del networking nazionale e internazionale. Il CRIETT potrà infatti proporsi come porta d’accesso tra le imprese lombarde e i migliori centri di ricerca esteri, favorendo collaborazioni, partenariati e opportunità di sviluppo tecnologico.
A rappresentare un valore aggiunto sarà anche la presenza diffusa dell’Ateneo sui tre poli lombardi di Como, Varese e Busto Arsizio, una rete territoriale che potrà intercettare in modo rapido e capillare i bisogni delle imprese, adattandosi alle richieste del mercato.
Il progetto dell’Università dell’Insubria rientra nel maxi piano regionale da 50 milioni di euro destinato a 21 infrastrutture di ricerca in 14 atenei lombardi. Un’iniziativa che, come annunciato dall’assessore regionale a Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi, sarà ulteriormente rafforzata con altri 10 milioni di euro, alla luce dell’elevato numero di proposte ricevute.
“Vogliamo che la ricerca non resti chiusa nei laboratori, ma diventi motore di sviluppo, innovazione e competitività per tutto il territorio”, ha sottolineato Fermi. Una linea che trova piena applicazione anche nel progetto IMPACTT dell’Università dell’Insubria, destinato a coniugare ricerca scientifica, crescita industriale e sviluppo territoriale.

